Smart Road Pavia Città 30, il Comune ascolta i cittadini: online il questionario sulle strade Marco Gramigni 16 September 2026 Citizen Sicurezza Il progetto per portare il limite a 30 km/h su gran parte delle strade cittadine prende forma: il Comune di Pavia chiede ai pavesi quali sono le criticità e come vorrebbero cambiare la città C’è una cosa che a Pavia bolle in pentola da un po’, e da mercoledì 16 settembre ha preso una piega decisamente più concreta. Parliamo di “Pavia Città 30”, il progetto che punta a portare il limite dei 30 km/h su gran parte delle strade cittadine. Novità del giorno: è online il questionario con cui chiunque abiti o passi per Pavia può segnalare le strade più problematiche e dire cosa vorrebbe cambiato sotto casa, a scuola, al lavoro. Non è un dettaglio da poco. Il Comune, invece di calare la riforma dall’alto e basta, ha deciso di chiedere prima ai residenti come vivono le loro strade. Un approccio bottom-up, si direbbe con termine tecnico — ma qui diciamolo semplice: prima si ascolta, poi si decide. Chi c’è dietro il progetto A presentare le novità ci hanno pensato Alice Moggi, vicesindaca di Pavia, e Andrea Colombo, un nome che nel mondo della mobilità sostenibile non è sconosciuto: ha lavorato come project manager sul progetto “Bologna Città 30”, e adesso presta la sua competenza anche al Comune pavese, occupandosi soprattutto della parte di ascolto della cittadinanza. Moggi non ha girato attorno alla questione: “È importante aiutare i cittadini a comprendere meglio di che cosa stiamo parlando quando parliamo di Città 30. Non stiamo parlando soltanto di un limite di velocità, ma dell’opportunità di vivere la nostra città in un modo differente”. Frase che vale la pena sottolineare, perché il punto centrale del progetto non è tanto l’abbassamento del limite in sé — quello è solo lo strumento — ma la scommessa di ridisegnare lo spazio urbano: meno traffico, meno smog, più bici, più spazio per chi cammina. Il questionario: dieci domande, due anime Pavia Città 30, il Comune ascolta i cittadini: online il questionario sulle strade LEGGI ANCHE Firenze, controlli efficaci della Polizia Locale: intercettati un ricercato e un espulso dall’Italia, ritrovato uno scooter rubato Al cuore di tutto c’è il questionario, anonimo, compilabile online in pochi minuti. Una decina di domande, divise in due blocchi con logiche diverse. Nella prima parte si chiede ai pavesi di indicare le strade che frequentano di più — per andare al lavoro, portare i figli a scuola, fare due passi — segnalando dove percepiscono problemi: traffico troppo intenso, auto e moto che sfrecciano, rumore, smog, o semplicemente una strada dove non ci si sente a proprio agio. La seconda parte guarda avanti, alle soluzioni. Qui i cittadini possono indicare cosa vorrebbero vedere realizzato: marciapiedi più larghi, piste ciclabili, attraversamenti pedonali protetti, dissuasori di velocità. E non finisce lì — si parla anche di verde, alberi, fontane, illuminazione pubblica. Insomma, non solo sicurezza stradale ma vivibilità nel senso più ampio del termine. Colombo ha spiegato bene lo spirito dell’iniziativa: “Vogliamo offrire all’amministrazione comunale un patrimonio di informazioni, conoscenze e anche desideri delle persone”. Un modo per dire: raccogliamo dati, sì, ma anche sogni e frustrazioni di chi la città la vive tutti i giorni. Non è la prima volta che si ascolta la città Questo questionario, va detto, non nasce dal nulla. Arriva dopo una primavera di incontri pubblici nei quartieri — quattro, per la precisione — più un confronto specifico con gli stakeholder, termine con cui si indicano i soggetti interessati al progetto: commercianti, associazioni, comitati di quartiere, categorie economiche. C’è poi la campagna di comunicazione, partita in contemporanea con il questionario. A darle un volto ci ha pensato l’illustratrice pavese Alice Callegari, con cartoline e materiale informativo che gireranno per la città. Basterà uno smartphone e la scansione di un QR code per arrivare dritti alla pagina del Comune dedicata al progetto, dove si trovano le domande frequenti e — dal 22 settembre — anche la mappa delle strade coinvolte, con tutti i dettagli tecnici. Un provvedimento che vuole crescere insieme alla città Il messaggio che arriva dal Comune, ribadito più volte da Moggi, è che Città 30 “non può essere un provvedimento soltanto calato dall’alto“. Va costruito insieme, passo dopo passo, con chi le strade di Pavia le percorre ogni santo giorno. Resta da vedere quanti risponderanno al questionario e con che spirito. Ma la strada — passatemi il gioco di parole — sembra tracciata: prima capire come si vive la città, poi decidere come cambiarla.