Legal Smart Road Terni, il vicesindaco in scooter nell’isola pedonale: fermato e multato dalla Polizia Locale. La storia Marco Gramigni 25 September 2026 Mobility Una disattenzione dettata dalla fretta è costata una multa al vicesindaco di Terni, fermato dalla Polizia Locale mentre attraversava in scooter l’isola pedonale di piazza della Repubblica A Terni le regole valgono per tutti, pare. Anche per chi siede a Palazzo Spada, il municipio della città umbra. Paolo Tagliavento, vicesindaco di Terni, ieri mattina mattina si è fatto beccare dalla polizia locale mentre attraversava Piazza della Repubblica in sella al suo scooter. Peccato che quella piazza sia un’isola pedonale, zona dove i motorini — così come le auto — non dovrebbero proprio passarci. Gli agenti l’hanno fermato e gli hanno fatto il verbale, punto e basta. Nessuno sconto, nessuna scorciatoia per il ruolo che ricopre. Cosa dice il diretto interessato Tagliavento non ha provato a minimizzare l’accaduto, anzi. Ha diffuso lui stesso la notizia tramite l’ufficio stampa del Comune, allegando pure la foto con la multa in mano. Un gesto che dice parecchio sul personaggio. Le sue parole: “Sono stato giustamente multato dagli agenti.” E ancora, sul motivo del gesto: “Ho commesso una leggerezza dettata dalla fretta che non intendo in alcun modo giustificare e pagherò il verbale che mi è stato elevato.” Il vicesindaco ci tiene anche a spendere due parole per la polizia locale, sottolineando che ha semplicemente svolto il proprio lavoro: “La polizia locale ha fatto il suo dovere con professionalità. Le regole sono uguali per tutti, a maggior ragione per chi riveste un ruolo pubblico.” Un episodio piccolo, ma non banale Terni, il vicesindaco in scooter nell’isola pedonale: fermato e multato dalla Polizia Locale. La storia LEGGI ANCHE Tua, rivoluzione sulla L’Aquila-Roma: 12 nuovi autobus. Ecco quando arriveranno Sarà pure una storia di tutti i giorni — chi non ha mai tagliato per una scorciatoia vietata, di corsa per un appuntamento? Ma quando a farlo è chi amministra la città, la cosa assume un altro peso. Tagliavento lo sa bene, e infatti chiude la sua nota con un impegno preciso: “Assicuro da parte mia il massimo impegno affinché episodi del genere non si ripetano.” Piccola vicenda di cronaca cittadina, certo. Ma di quelle che, alla fine, un po’ di simpatia la strappano — perché ammettere l’errore, senza girarci troppo intorno, non è cosa comune quando si ha un ruolo pubblico da difendere.