Smart Road Nuovo Codice della Strada, 40 organizzazioni dicono no: regole da rivedere. Ecco perché Francesco Ton... 15 October 2026 Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo Codice della Strada, 40 organizzazioni di RIME lanciano l’allarme sulla sicurezza di ciclisti e pedoni Il nuovo Codice della Strada è stato approvato dal Governo. Ma non da alcune associazioni di utenti. Nello specifico da oltre 40 organizzazioni riunite sotto il collettivo Rime, la Rete Italiana Mobilità Equa, che si è opposta all’indirizzo dato fin dall’inizio delle consultazioni per la stesura della bozza del regolamento. Poco più di una settimana fa, ad esempio, Fiab (la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) ha pubblicato le cinque proposte di revisione del CdS inviate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che chiedevano anche di cambiare punto di vista nella stesura dei regolamenti. Ovvero di rimettere al centro l’obiettivo primario delle regole della circolazione stradale: la sicurezza di tutti gli utenti e la riduzione al minimo di incidenti e vittime. Ora che le associazioni di Rime hanno letto le prime indiscrezioni sullo schema approvato dal Consiglio dei Ministri, la delusione resta alta. Perché, osserva il collettivo, non sono state recepite le indicazioni inviate e il focus è diverso da quello auspicato. Nuovo CdS, la rivolta di Rime: “Regole fuori strada” Nuovo Codice della Strada, 40 organizzazioni dicono no: regole da rivedere. Ecco perché LEGGI ANCHE Dalla violenza reale alla sfida digitale: quando l’aggressività adolescenziale diventa un rischio per la sicurezza urbana. Il ruolo della Polizia Locale Nel comunicato stampa, Rime ha scritto che Dopo trent’anni, il Governo ha l’occasione di cambiare e rendere più sicura ed efficiente la mobilità degli italiani, come nel resto d’Europa. La proposta attuale sembra mettere la circolazione e la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza, alla salute e alla mobilità delle persone, penalizzare gli utenti più vulnerabili, ridurre controlli e multe, limitare l’azione dei Comuni. Un codice che, se non cambia nell’iter dei prossimi mesi, rischia di portarci fuori strada e di produrre più insicurezza, inquinamento e traffico a danno anche di chi guida Ora le organizzazioni di categoria attendono di leggere il testo definitivo del CdS, che il Mit spera di promulgare e far entrare in vigore da gennaio 2028. E, aggiunge Rime, l’auspicio è che il Dicastero chiarisca quali suggerimenti siano stati accolti e quali no, motivando tali scelte. Intanto le associazioni continuano a chiedere, anche scendendo in piazza, modifiche delle regole a tutela delle vite umane. Al 13 ottobre, secondo i dati Asaps – Sapidata, sono morti 327 pedoni e 189 ciclisti sulle strade italiane. Numeri che tengono fortemente acceso il campanello d’allarme.