Dal territorio Smart Road Ovada-Alessandria, dopo 15 anni finisce l'attesa: tornano i treni passeggeri. L'annuncio Francesco Ton... 18 October 2026 Nord-Ovest Dal 2027 ripartiranno i collegamenti tra Ovada e Alessandria con i treni passeggeri, bando per le offerte in chiusura il 30 novembre, si ricomincia con circa dieci convogli al giorno Ritornano i treni sulle linee locali del Piemonte. Ovvero una delle Regioni con il maggior numero di linee soppresse, che un tempo funzionavano per collegare i tanti paesini del cuneese, dell’alessandrino e dell’astigiano, spesso su un binario solo. Ma da anni ormai i pendolari non possono più utilizzarle per spostarsi. Sono ben 12 le tratte ormai in disuso, ma ora si sta lentamente compiendo il percorso contrario, grazie a una maggiore consapevolezza dell’importanza del trasporto pubblico. Tre linee hanno già conosciuto un ripristino, mentre la quarta sta per arrivare. Si tratta della Ovada-Alessandria, che non è fruibile da pendolari e turisti dal 2012, ma nel frattempo è rimasta percorribile dai treni merci. I binari di questo collegamento sono dunque funzionanti e, dopo 15 anni, si riapriranno alla circolazione dei passeggeri nel 2027. Si tratta di un percorso che si snoda su cinque Comuni (oltre ai due poli di partenza e arrivo interessa anche Rocca Grimalda, Predosa e Castellazzo Bormida), per oltre 35mila cittadini, Alessandria esclusa. Cittadini che ora chiedono di poter riabilitare questo servizio di mobilità che porterebbe una soluzione in più non da poco. Banalmente anche solo per raggiungere uno snodo importante come il capoluogo di Provincia. A luglio il Comitato Pendolari Ovada-Alessandria ha lanciato la petizione che, nei territori attraversati dalla tratta, ha raccolto ad ora più di 1.500 firme. E in effetti qualcosa si è mosso davvero. Ovada-Alessandria, 10 treni al giorno per 2,5 milioni di euro all’anno. Servirà riqualificare le stazioni Ovada-Alessandria, dopo 15 anni finisce l’attesa: tornano i treni passeggeri. L’annuncio LEGGI ANCHE Codice della Strada, sulle strisce pedonali come si deve comportare il ciclista? E se viene investito? Ecco tutte le risposte La Regione Piemonte ha confermato nei giorni scorsi la riapertura ai passeggeri della linea Ovada-Alessandria. Lo scrive il Secolo XIX, che riporta le parole dell’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, che ha parlato di Un risultato importante, nato dalla scelta di orientare le risorse verso una linea ferroviaria già oggi utilizzata per il servizio merci e che quindi non necessita di interventi infrastrutturali significativi per la riattivazione In effetti l’utilizzo per la logistica commerciale evita il problema di dover investire su un’infrastruttura vecchia, perché è già perfettamente funzionante. Casomai bisognerà ammodernare le stazioni in disuso, per capire di che tipo di interventi abbiano bisogno, nella speranza che non costino tanto. Si comincerà prossimamente con sopralluoghi e monitoraggi, per poi tirare le somme di quanto servirà spendere per sistemare le fermate, a partire dagli edifici fino ai marciapiedi e banchine, da rendere accessibili a tutti. E qui si innesta l’altro nodo: quante fermate intermedie istituire? Nel 2012, quando poi il servizio si è interrotto, erano 9. Possibile, se i costi di riqualificazione non fossero enormi, che vengano ripristinate tutte. Al momento si ipotizza una ripartenza con dieci treni giornalieri, per un costo di 2,5 milioni di euro all’anno. Se il servizio dovesse avere successo, dal 2028 sarà possibile rimodulare l’offerta di convogli, per esempio nel fine settimana, qualora la linea fosse particolarmente usata anche dai turisti. Ciò che maggiormente conta, però, è che la Ovada-Alessandria sta per tornare a ospitare passeggeri e non più solamente merci. A distanza di 15 anni i pendolari hanno di nuovo una soluzione alternativa di mobilità, specie gli ovadesi, la cui città era l’unica scollegata dal capoluogo di Provincia dal punto di vista ferroviario.