Italia, Ponte sullo Stretto di Messina: il Mit chiede aiuto al Giappone

Italia, Ponte sullo Stretto di Messina: il Mit chiede aiuto al Giappone

Il Mit vuole accelerare sulle procedure per far partire i cantieri del Ponte sullo Stretto di Messina, nei giorni scorsi si è tenuto il primo Gruppo di lavoro Italia-Giappone per un confronto sulle strutture a grande luce

Infrastrutture imponenti, antisismiche e costruite con prodigi ingegneristici. Il Giappone se ne intende di opere di questo tipo e l’Italia lo sa bene. Motivo per cui, già nel luglio 2025, è stato siglato Tokyo un Protocollo d’intesa volto a favorire la collaborazione per quella che è l’opera pubblica per eccellenza del nostro Paese: il Ponte sullo Stretto di Messina. Quella struttura di cui si parla da decenni e non è mai stata così vicina alla posa della prima pietra.

Proprio per questo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vuole mettere a punto la strategia ottimale per la costruzione, manutenzione e gestione dell’infrastruttura, apprendendo segreti e tecniche dai migliori in questo campo. Motivo per cui venerdì 23 ottobre le sale del Mit hanno ospitato il primo Gruppo di lavoro italo-giapponese sui ponti a grande luce, ovvero quelli a campata unica molto estesa, proprio come è previsto dal progetto del Ponte sullo Stretto.

Si tratta del primo appuntamento concreto conseguente al protocollo d’intesa di Tokyo ed è servito per mettere a punto le strategie future. Nell’ottica di investire sulla cooperazione per realizzare infrastrutture all’avanguardia. Nel caso specifico dell’Italia, proprio l’impalcato che collegherà Calabria e Sicilia.

Ponte sullo Stretto, entra nel vivo la collaborazione Italia-Giappone: l’esempio da seguire è l’Akashi Kaikyo

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Il Mit ha comunicato che il Giappone (rappresentato a Roma dal ministro delle infrastrutture e trasporti Masamichi Hashimoto) si è detto disponibile a collaborare con il suo know how. Le competenze sono derivate, per esempio, dalla realizzazione del ponte Akashi Kaikyo, il più lungo al mondo tra quelli sospesi, con un’estensione di 4 chilometri e oltre 282 metri di altezza. 

L’azienda che lo ha realizzato, IHI, fa parte anche del gruppo di imprese che, sotto la guida di WeBuild, è incaricata di costruire il Ponte sullo Stretto. La competenza cantieristica dunque vede già un mix italo-giapponese, mentre il governo del Paese asiatico collaborerà con quello italiano dal punto di vista burocratico autorizzativo.

Da parte italiana infatti, scrive il Mit in una nota, è stato ribadito l’impegno del Governo, con il supporto della Società Stretto di Messina, a finalizzare in tempi brevi la fase autorizzativa del progetto. Confermando l’importanza della partnership con il Giappone, concretizzata in questo Gruppo di lavoro che si riunirà ancora, anche da remoto. Con l’obiettivo di collaborare per la riuscita di una delle sfide ingegneristiche più grandi del nostro Paese.