Bollo auto, il governo allarga l’esenzione alle famiglie numerose: si sale fino a 133 kW

Bollo auto, il governo allarga l’esenzione alle famiglie numerose: si sale fino a 133 kW

La manovra punta ad ampliare la platea dei beneficiari, superando l’attuale limite di 80 kW per i nuclei con almeno quattro figli. L’Upb riconosce i vantaggi per le famiglie meno abbienti, ma solleva dubbi sulle coperture future e sulle conseguenze per le Regioni

Il governo punta ad ampliare ulteriormente la platea dei beneficiari dell’esenzione dal bollo auto. Con la manovra, il provvedimento varato a settembre dovrebbe essere esteso alle vetture fino a 133 kW appartenenti alle famiglie numerose con almeno quattro figli, superando così l’attuale soglia di 80 kW. Un intervento che mira ad alleggerire il peso fiscale sui nuclei familiari, soprattutto quelli con minore capacità di spesa.

La misura si inserisce in un quadro che, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), interessa già una quota significativa delle famiglie italiane: circa il 73% dei nuclei che possiedono almeno un veicolo. L’esenzione, prevista per il 2027 nell’ambito dell’ultimo decreto accise, interviene infatti su un tributo che grava in misura particolarmente rilevante sui redditi più bassi.

Un aiuto soprattutto alle famiglie meno abbienti

Gli approfondimenti dell’Upb evidenziano come il peso del bollo auto sui bilanci delle famiglie meno abbienti possa arrivare a essere sei volte superiore rispetto a quello sostenuto dai nuclei economicamente più agiati. Da questo punto di vista, l’esenzione rappresenta uno strumento potenzialmente efficace per ridurre le disuguaglianze fiscali e sostenere le famiglie maggiormente esposte al caro vita.

Considerando anche le riduzioni delle accise sui carburanti introdotte nel corso del 2026, l’eliminazione del bollo potrebbe inoltre compensare, almeno potenzialmente, circa la metà dell’aggravio legato al caro carburanti registrato nell’anno.

I benefici, dunque, non riguarderebbero soltanto il costo diretto del possesso dell’automobile, ma si inserirebbero in una strategia più ampia di contenimento delle spese legate alla mobilità privata.

Il nodo delle coperture finanziarie

Accanto agli effetti positivi, restano tuttavia alcune criticità. La principale riguarda la possibilità di rendere strutturale l’esenzione senza aver ancora definito in modo chiaro le risorse necessarie a finanziarla negli anni successivi.

Per il 2027, la copertura dovrebbe arrivare dalle risorse in avanzo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Per il 2028 e il 2029, invece, il quadro finanziario rimane ancora incerto.

Secondo l’Upb, la prospettiva di trasformare il provvedimento in una misura permanente richiede quindi una valutazione più approfondita della sostenibilità dei costi per le finanze pubbliche. Senza coperture stabili, il rischio è quello di introdurre un beneficio destinato a durare nel tempo senza averne garantito adeguatamente il finanziamento.

Regioni sotto pressione: a rischio gli effetti della riforma

Un altro aspetto riguarda le conseguenze per le Regioni, alle quali spetta l’incasso del bollo auto. L’esenzione comporterebbe infatti una riduzione delle entrate regionali, compensata attraverso trasferimenti statali.

Una questione particolarmente delicata alla luce della recente riforma che ha rafforzato l’autonomia di questo tributo. Come osserva l’Ufficio parlamentare di bilancio, il mancato gettito verrebbe trasferito sul bilancio dello Stato, facendo ricadere sulla generalità dei contribuenti anche gli eventuali aumenti decisi dalle singole amministrazioni regionali.

Se resa permanente, la misura potrebbe quindi indebolire la responsabilità fiscale degli enti territoriali, trasferendo sul bilancio statale gli effetti delle loro scelte in materia di tassazione. L’Upb segnala inoltre l’incertezza sui criteri con cui verrebbero ripartite le compensazioni statali, un elemento che potrebbe compromettere gli effetti della riforma regionale prima ancora della sua piena applicazione.

L’occasione per ripensare il bollo auto

Al di là dell’ampliamento dell’esenzione, l’Ufficio parlamentare di bilancio individua nel provvedimento anche un possibile punto di partenza per una revisione complessiva del sistema di tassazione automobilistica.

Il bollo auto è infatti un tributo che, secondo l’Upb, risulta oggi poco collegato al valore effettivo dei veicoli, al loro utilizzo e al relativo impatto ambientale. Una riforma strutturale potrebbe quindi diventare l’occasione per ripensare i criteri di imposizione, tenendo maggiormente conto delle caratteristiche delle automobili e delle esigenze di equità fiscale.

Anche l’evoluzione dei prezzi dei carburanti potrebbe rendere necessario un intervento più ampio. Se il rincaro dovesse proseguire nel tempo, alle misure emergenziali potrebbero affiancarsi politiche strutturali per ridurre la dipendenza dall’automobile.

Tra le possibili direttrici indicate dall’Autorità figurano il potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico locale e una migliore organizzazione dei tempi di lavoro, con l’obiettivo di rendere meno necessario l’utilizzo dell’auto privata.

L’ampliamento dell’esenzione dal bollo si muove dunque tra due esigenze: sostenere le famiglie, in particolare quelle economicamente più fragili, e garantire al tempo stesso la sostenibilità finanziaria del provvedimento. La sfida sarà trovare un equilibrio tra benefici fiscali, autonomia delle Regioni e risorse pubbliche, evitando che una misura nata per alleggerire i bilanci familiari finisca per creare nuove criticità nei conti dello Stato e degli enti territoriali.