Dal territorio Smart Road Abruzzo, boom del servizio di bike sharing VAIMOO: 606mila chilometri percorsi e 91 tonnellate di CO₂ risparmiate Marco Gramigni 29 October 2026 Centro Mobility Sharing In poco più di due anni, il servizio VAIMOO ha superato i 606mila chilometri percorsi in bicicletta elettrica, con 107.326 ore di utilizzo e un risparmio stimato di 91 tonnellate di CO₂. La rete coinvolge 12 Comuni tra le province di Teramo e Chieti e conta 395 biciclette e 131 stazioni Pescara, 29 ottobre. C’è un dettaglio che fa pensare, in mezzo a tutti i numeri snocciolati al Museo delle Genti d’Abruzzo: 606.476 chilometri in due anni equivalgono, grosso modo, a girare il pianeta quindici volte. Non in auto. In sella a una bici elettrica. Il progetto si chiama VAIMOO ed è il servizio di e-bike sharing che da un bel po’ gira per le strade di dodici Comuni tra le province di Teramo e Chieti. Dietro c’è una squadra a tre: la Regione Abruzzo, che ha messo i soldi (fondi ministeriali per la sharing mobility, per capirci – quei contributi statali pensati apposta per spingere mobilità alternativa all’auto privata), TUA SpA – la Società Unica Abruzzese di Trasporto, cioè l’azienda che gestisce bus e treni regionali – e appunto VAIMOO, il brand operativo di una società che fa capo ad Angel Holding. Partiti in sordina, oggi un’abitudine Era il 1° agosto 2024 quando le prime bici sono scese in strada. Due anni dopo, la rete conta 395 mezzi e 131 stazioni, spalmate lungo tutta la costa adriatica – da Martinsicuro giù fino a Francavilla al Mare – e pure nell’entroterra teramano e chietino. Mica male, per un servizio che all’inizio in pochi avrebbero scommesso sarebbe decollato così in fretta. E infatti i dati parlano chiaro: dall’avvio al 15 ottobre scorso, gli utenti hanno macinato quei 606mila chilometri di cui sopra, pedalando per 107.326 ore complessive. Numeri cresciuti parecchio nel secondo anno, tanto che a giugno 2026 la Regione ha dovuto correre ai ripari e annunciare un potenziamento della rete – più bici, più stazioni, perché la domanda stava superando l’offerta. Sul fronte ambientale il conto è presto fatto: si stima che complessivamente siano state risparmiate 91 tonnellate di CO₂. Tradotto: meno auto per strada, meno smog, più aria pulita. Semplice, ma efficace. Il segreto? Non lavorare da soli Abruzzo, boom del servizio di bike sharing VAIMOO: 606mila chilometri percorsi e 91 tonnellate di CO₂ risparmiate LEGGI ANCHE Scuole Sicure, 1,5 milioni di euro per Polizia Locale e videosorveglianza: ecco i 70 Comuni beneficiari dei fondi del Ministero dell’Interno Qui sta il punto che tutti, dalla Regione a TUA, continuano a ripetere come un mantra: la bici da sola non basta. Quello che ha fatto decollare VAIMOO è l’incastro perfetto con autobus e treni. Chi ha un abbonamento TUA paga meno per usare le bici, e le stazioni sono piazzate apposta vicino alle fermate principali – così uno scende dal bus e trova la bici lì, pronta, senza perdere tempo a cercarla chissà dove. A raccontare i numeri è stato Gaetano Sciacovelli, Sales & Marketing manager di VAIMOO, davanti all’assessore regionale ai Trasporti Umberto D’Annuntiis e al direttore generale di TUA Maxmilian Di Pasquale. Presenti anche i rappresentanti dei Comuni coinvolti nel progetto. Le parole di chi ci ha creduto D’Annuntiis non ha usato mezzi termini: “In poco più di due anni, gli Abruzzesi hanno percorso con VAIMOO oltre 600.000 chilometri, dimostrando che, quando la mobilità sostenibile è comoda, accessibile e ben collegata alle fermate, diventa una vera alternativa all’uso dell’auto privata”. E ha aggiunto che l’obiettivo resta quello di “migliorare la qualità della vita nelle città, ridurre le emissioni e offrire a cittadini e turisti una mobilità sempre più efficiente e sostenibile”. Gabriele De Angelis, presidente di TUA, guarda già oltre: “Il progetto di bike sharing sviluppato insieme a VAIMOO rappresenta un elemento importante della strategia con cui TUA sta costruendo un sistema di mobilità sempre più integrato, sostenibile e vicino alle esigenze dei cittadini”. Un trasporto pubblico, ha spiegato, che “non si esaurisca nei servizi tradizionali su gomma e su ferro”. Il direttore generale Di Pasquale ha invece puntato su un concetto preciso – l’esperienza “seamless”, cioè senza interruzioni, fluida da un mezzo all’altro: “La vera sfida della mobilità moderna è rendere i diversi sistemi di trasporto complementari tra loro al fine di offrire agli utenti una esperienza di viaggio realmente seamless”. La bici elettrica, dice, serve soprattutto per l’ultimo miglio – quel pezzetto di tragitto tra la fermata del bus e la porta di casa che spesso scoraggia dall’usare i mezzi pubblici. Chi il progetto l’ha inventato, Matteo Pertosa, ceo e fondatore di VAIMOO, chiude con una frase che fotografa bene il cambio di passo: “Due anni fa era un servizio nuovo, oggi è un’abitudine e i numeri lo confermano”. Pertosa fa notare come tra gli spostamenti registrati ci siano ormai tanti tragitti casa-lavoro e casa-studio – segno che la bici elettrica non è più solo un giochino per il weekend, ma uno strumento che la gente usa tutti i giorni, sul serio. E adesso? Il potenziamento annunciato a giugno dovrebbe portare altre bici e altre stazioni nei prossimi mesi. L’obiettivo dichiarato, da Regione e TUA, è consolidare quello che fin qui ha funzionato e allargarlo ad altre zone del territorio. Vedremo, nei prossimi report, se il trend di crescita registrato nel secondo anno reggerà anche nel terzo.