Dal territorio Smart Road Aeroitalia lascia la Sardegna: stop a cinque collegamenti con Roma e Milano, passeggeri in allarme Marco Gramigni 03 November 2026 Isole Mobility Doccia fredda per i collegamenti aerei della Sardegna: Aeroitalia annuncia il ritiro dalla continuità territoriale e lascia cinque rotte da riassegnare. Al centro dello scontro ci sono i 20 milioni di euro promessi dalla Regione e mai arrivati. Ecco cosa succederà ai voli per Roma e Milano Doccia fredda per chi in Sardegna il biglietto aereo lo compra praticamente ogni mese, magari per andare a trovare i parenti sul continente o per lavoro. Aeroitalia getta la spugna sulla continuità territoriale. Punto. Lo ha messo nero su bianco in un comunicato uscito ieri poco dopo le 17, al termine di un vertice fiume al ministero dei Trasporti con Enac e Regione. Chi molla e cosa lascia per strada A metterci la faccia è Gaetano Intrieri, amministratore delegato della compagnia — quello che, detto in soldoni, prende le decisioni importanti e ci mette il nome sopra. E la decisione stavolta pesa: cinque rotte da riassegnare, mica bruscolini. Si parla dei collegamenti Cagliari-Roma, Cagliari-Milano, Olbia-Roma, Olbia-Milano e Alghero-Fiumicino. Quest’ultima, la Alghero-Milano per essere precisi, da ottobre era già mezza morta, diciamolo pure. La storia del carburante che costa un occhio della testa Qui bisogna fare un passo indietro, altrimenti non si capisce niente. A marzo Aeroitalia aveva già alzato la mano per segnalare un problema nel bando di continuità territoriale: il carburante era schizzato del 150% rispetto a febbraio, colpa dello scoppio della guerra in Iran e dell’attacco israelo-americano che ne era seguito. Roba che a qualsiasi azienda metterebbe i brividi lungo la schiena. E qui, va detto, lo Stato ha fatto la sua parte: Enac (acronimo che sta per Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, in pratica l’organo che vigila e regola tutto il trasporto aereo italiano) si era mosso in fretta, tanto che si era arrivati a un passo da un decreto di compensazione. Intrieri lo riconosce senza problemi, tanto da ringraziare pubblicamente il direttore generale dell’ente, Alessandro D’Orsogna. Il nodo sardo: soldi promessi e mai arrivati Aeroitalia lascia la Sardegna: stop a cinque collegamenti con Roma e Milano, passeggeri in allarme LEGGI ANCHE Novembre 2026, raffica di scioperi in tutta Italia: a rischio treni, autobus e aerei Il problema vero, secondo la compagnia, sta utto in Sardegna. A maggio la Regione guidata dalla presidente Alessandra Todde si era impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro, da dividere tra Aeroitalia e Ita Airways in base all’attività svolta da ciascuna. Bene. Peccato che a settembre quei soldi non si vedessero ancora, manco l’ombra. “A nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa”, ha fatto sapere l’ad, senza troppi giri di parole. E quando un’azienda aspetta nove mesi senza vedere un euro, qualcosa deve pur succedere. Qui è successo che hanno sbattuto la porta. Niente drammi per i passeggeri (almeno per ora) Intrieri comunque prova a rassicurare tutti: “Non ci saranno disservizi per i cittadini”. La compagnia vuole chiudere il rapporto con la Regione in modo ordinato, “senza strappi né prove di forza”, punta a finire tutto entro gennaio 2027. Dietro ai numeri, però, ci sono persone vere: Aeroitalia dà lavoro a circa 800 dipendenti, e quasi la metà lavora proprio in Sardegna. La politica si scalda Dall’altra parte della barricata arriva la bordata di Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della commissione Affari Sociali alla Camera — insomma, uno che di politica sanitaria e sociale se ne intende, ma che stavolta parla di aerei. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Il binomio Aeroitalia-Todde azzera la continuità territoriale in Sardegna”. Un’accusa pesante, lanciata dritta contro la governatrice sarda, che secondo lui “è totalmente sparita dai radar” proprio nei momenti in cui serviva presidiare la situazione. Resta da vedere chi prenderà in mano quelle cinque rotte lasciate scoperte. Nel frattempo, i sardi aspettano. Come spesso capita, purtroppo, quando di mezzo ci sono i trasporti sull’isola.