Lavoratori mobili UE, accordo provvisorio per regole più chiare su sussidi, tutele e lotta alle frodi

Lavoratori mobili UE, accordo provvisorio per regole più chiare su sussidi, tutele e lotta alle frodi

Lavoratori mobili UE. Parlamento europeo e Consiglio trovano un’intesa per modernizzare il coordinamento della sicurezza sociale: più diritti, più trasparenza e strumenti anti-letterbox companies

Accordo atteso da dieci anni

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio per aggiornare le norme sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nell’UE, un dossier rimasto bloccato per quasi un decennio.

L’obiettivo è garantire regole più chiare, moderne e applicabili ai milioni di cittadini che vivono o lavorano in un Paese diverso dal proprio, rafforzando al tempo stesso la cooperazione tra Stati membri.

Cosa cambia per i lavoratori mobili

Il testo concordato introduce novità su quattro fronti cruciali:

1. Indennità di disoccupazione
– Regole più chiare per chi perde il lavoro mentre vive o ha lavorato in un altro Stato membro.
– Procedure aggiornate per l’esportazione delle indennità verso un altro Paese UE durante la ricerca di un nuovo impiego.

2. Prestazioni familiari e assistenza a lungo termine
– Chiarimenti sulle condizioni di accesso e sulla ripartizione delle competenze tra Stati membri.
– Maggiore prevedibilità per famiglie, caregiver e lavoratori transfrontalieri.

3. Lavoratori distaccati e lotta alle frodi
– Rafforzamento delle norme per prevenire abusi e letterbox companies, società fittizie create per aggirare contributi e tutele.
– Miglior coordinamento per verificare la legislazione applicabile ai lavoratori inviati temporaneamente all’estero.

4. Cooperazione digitale tra Stati membri
– Notifiche più rapide e scambio di informazioni tramite il sistema EESSI – Electronic Exchange of Social Security Information.
– Accesso online per datori di lavoro e autorità nazionali ai documenti necessari.

Riforma per equità e mobilità

Per la relatrice Gabriele Bischoff (S&D), l’accordo rappresenta “un buon giorno per milioni di lavoratori mobili”, perché introduce regole più prevedibili e rafforza la capacità degli Stati membri di prevenire abusi e dumping sociale.

La libera circolazione dei lavoratori, ha ricordato, “è un diritto fondamentale, ma deve andare di pari passo con norme eque e applicabili”.

Next steps

L’accordo dovrà ora essere formalmente adottato sia dal Parlamento europeo sia dal Consiglio prima di entrare in vigore.

Una volta approvato, aggiornerà principi cardine del coordinamento della sicurezza sociale, tra cui:

– applicazione della legislazione di un solo Stato membro alla volta;
– parità di trattamento tra cittadini nazionali e cittadini UE;
– riconoscimento dei periodi di lavoro, assicurazione o residenza maturati in altri Paesi.