Italia, l’OCSE: “Mantenere lo slancio delle riforme per crescita e riduzione del debito”

Italia, l’OCSE: “Mantenere lo slancio delle riforme per crescita e riduzione del debito”

Italia, la nuova Indagine Economica OCSE fotografa un Paese resiliente ma frenato da produttività debole, costi energetici elevati e forza lavoro in calo. Priorità: giovani, imprese, transizione energetica e consolidamento fiscale.

Crescita lenta ma resiliente, il quadro 2025–2027

L’economia italiana continua a mostrare una resilienza superiore alle attese, nonostante gli shock globali e l’aumento dei prezzi dell’energia legato al conflitto in Medio Oriente. L’Indagine Economica OCSE 2026 sull’Italia, presentata a Roma, conferma che:

– il PIL è cresciuto dello 0,5% nel 2025;
– rallenterà allo 0,4% nel 2026;
– tornerà a salire allo 0,6% nel 2027.

Una traiettoria positiva ma fragile, condizionata da un contesto internazionale incerto e da nodi strutturali interni: produttività stagnante, debito elevato, concorrenza dei Paesi emergenti e rapido invecchiamento della popolazione attiva.

Riforme PNRR decisive per crescita e sostenibilità del debito

Per l’OCSE, l’Italia può imboccare un percorso più solido di riduzione del debito pubblico solo proseguendo con determinazione le riforme del PNRR.

Il consolidamento fiscale programmato nei prossimi anni dovrà essere accompagnato da:

– maggiore efficienza della spesa pubblica;
– contenimento dei costi pensionistici;
– aumento della partecipazione al mercato del lavoro;
– rafforzamento della conformità fiscale e semplificazione del sistema tributario.

Giovani e lavoro, il nodo NEET e la fuga di competenze

Il Paese affronta una forza lavoro in contrazione, mentre nel 2024 il 16% dei giovani risultava NEET (né occupati né in formazione).

Una quota che pesa sulla produttività e alimenta la mobilità verso l’estero.

L’OCSE indica tre priorità:

– transizioni più rapide tra scuola, formazione e lavoro;
– sistemi di formazione professionale e continua più solidi e di qualità;
– politiche attive del lavoro più efficaci per mobilitare i giovani e migliorare le loro opportunità economiche.

Imprese: grandi eccellenze, ma micro e piccole aziende frenano la produttività

Il tessuto produttivo italiano resta polarizzato: grandi imprese competitive sui mercati globali convivono con una vasta platea di micro e piccole imprese che faticano a crescere, innovare e adottare nuove tecnologie.

Per l’OCSE servono:

– un quadro normativo e fiscale più snello;
– maggiori investimenti in ricerca e sviluppo;
– diffusione di buone pratiche manageriali;
– sostegno alla digitalizzazione e all’adozione di tecnologie avanzate.

Energia: costi troppo alti, accelerare sulle rinnovabili

L’Italia continua a pagare costi energetici più elevati rispetto a molti Paesi OCSE, a causa della forte dipendenza dai combustibili fossili importati.

Questo penalizza imprese e famiglie, riducendo competitività e potere d’acquisto.

Le raccomandazioni OCSE:

– ridurre gli ostacoli amministrativi agli investimenti in rinnovabili e reti;
– accelerare la transizione dai fossili all’elettricità;
– garantire un approvvigionamento più sicuro, sostenibile e competitivo.

Strategia integrata per il futuro del Paese

L’Indagine OCSE dedica quattro capitoli a temi chiave per la modernizzazione dell’Italia:

1. Mantenere lo slancio delle riforme e rafforzare le finanze pubbliche
2. Coinvolgere i giovani nel mercato del lavoro in un Paese che invecchia
3. Garantire energia sostenibile e forniture elettriche competitive
4. Aumentare il dinamismo delle imprese per rilanciare la produttività

Il messaggio è chiaro: l’Italia ha dimostrato resilienza, ma per trasformarla in crescita duratura deve continuare a riformare, innovare e investire, soprattutto nelle nuove generazioni e nella transizione energetica.