Milano, un agente di Polizia Locale aggredito ogni 6 giorni. Il comandante Mirabelli: serve il taser. Maggioranza divisa in Comune

Milano, un agente di Polizia Locale aggredito ogni 6 giorni. Il comandante Mirabelli: serve il taser. Maggioranza divisa in Comune

Prosegue a Milano il dibattito sulla dotazione permanente del taser alla Polizia Locale, il comandante Mirabelli: “Strumento importante di difesa”. Il fronte del sì sembra crescere

Dotare la Polizia Locale del taser è uno degli argomenti che più sta spaccando il Consiglio comunale di Milano. Il momento della decisione definitiva sul fornire ai Ghisa questo dispositivo di deterrenza continua a essere rinviato e la delibera non è ancora arrivata in aula consiliare. Ma se fino a qualche settimana fa il fronte del no della maggioranza sembrava compatto, adesso si intravvede qualche crepa che potrebbe ribaltare i favori del pronostico.

Facendo un passo indietro, a dicembre 2025 si è conclusa la sperimentazione di sei mesi per la dotazione del taser alla Polizia Locale. Si trattava di 6 dispositivi per una cinquantina di agenti adeguatamente formati all’uso. Da gennaio 2026 in avanti si sta discutendo sulla possibilità di fornire questo strumento in via definitiva agli operatori del Corpo. L’ultima discussione è avvenuta nel Consiglio comunale di mercoledì 29 aprile, dove ha presenziato anche il Comandante dei Ghisa Gianluca Mirabelli.

Il quale già meno di un mese fa aveva parlato di sperimentazione andata a buon fine, non tanto per l’uso effettivo del taser (di fatto mai avvenuto), quanto perché gli operatori di Polizia Locale hanno maturato nuove competenze e abitudini operative. Nella seduta di ieri, invece, Mirabelli ha aggiunto che “È importante fornire un sistema di salvaguardia agli agenti, già dotati di pistola, bastone distanziatore e spray al peperoncino“. Mentre, riporta Il Giorno, Orfeo Mastrantuono (Csa) ha detto che “Ogni 6 giorni il nostro Corpo ha un infortunato a causa di aggressioni, il taser è uno strumento di difesa, non di offesa”.

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Questa visione, unita alla consapevolezza che serva aumentare la sicurezza a Milano, sembra allargare i consensi alla prosecuzione della dotazione del taser. Che viene anche presentato come un dispositivo utile a contrastare chi è armato di coltelli, per esempio. E l’uso di arma da taglio è sempre più diffuso, specialmente tra i giovanissimi che commettono violenze e crimini in città.

Capofila del no è ancora il presidente della Commissione Sicurezza, Michele Albiani, che ha detto che secondo lui “Il taser non è uno strumento, è un’arma. E dopo la sperimentazione non è un automatismo che il suo uso diventi permanente“. Ma nella maggioranza di centrosinistra cominciano a insinuarsi dubbi. Ben sintetizzati da Alessandro Giungi, che ha detto “Se l’assessore Marco Granelli, il comandante Mirabelli e i rappresentanti degli agenti sono favorevoli, io mi fiderei di loro“. La delibera che deciderà del futuro del taser alla cintura dei Ghisa ha ricevuto un nuovo rinvio, ma più passa il tempo più sembra che alla fine la Polizia Locale milanese manterrà lo strumento.