Sicurezza dei prodotti, l’Italia recepisce il Regolamento UE 2023/988. Cosa cambia per imprese e consumatori

Sicurezza dei prodotti, l’Italia recepisce il Regolamento UE 2023/988. Cosa cambia per imprese e consumatori

Sicurezza dei prodotti, il nuovo decreto legislativo n. 78/2026 aggiorna il Codice del Consumo, rafforza i controlli, introduce i portali Safety Gate, Safety Business Gateway e Consumer Safety Gateway e inasprisce le sanzioni.

Un nuovo quadro europeo per la sicurezza dei prodotti

Col decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 78, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio 2026, l’Italia completa l’adeguamento al Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, che sostituisce la storica direttiva 2001/95/CE.

Il decreto modifica in profondità la Parte IV, Titolo I del Codice del Consumo, ridefinendo obblighi, controlli, responsabilità e sanzioni.

Il testo chiarisce che l’obiettivo è garantire che gli operatori economici “immettano o mettano a disposizione sul mercato solo prodotti sicuri” (art. 102, comma 1) .

Obblighi più stringenti per gli operatori economici

Il nuovo articolo 104 del Codice del Consumo stabilisce che: “Gli operatori economici si assicurano che qualsiasi avvertenza o informazione di sicurezza […] sia in lingua italiana ben visibile”.

Tra gli obblighi principali:

– garantire la conformità all’obbligo generale di sicurezza;
– cooperare con le autorità di vigilanza;
– fornire informazioni chiare e in italiano;
– utilizzare i nuovi portali europei per notificare rischi e richiami.

Vigilanza del mercato, più coordinamento e più poteri

Il decreto rafforza il ruolo delle autorità di vigilanza, che dovranno:

– effettuare controlli anche tramite uffici territoriali;
– collaborare con dogane, Guardia di Finanza e coordinatore dei servizi digitali;
– garantire ai consumatori la possibilità di presentare reclami;
– notificare rapidamente i rischi gravi tramite Safety Gate.

Il testo prevede che ADM e Guardia di Finanza “hanno accesso al sistema di allarme rapido Safety Gate” (art. 107, comma 3) .

Safety Gate, Safety Business Gateway e Consumer Safety Gateway

Il testo introduce nel Codice del Consumo tre strumenti chiave del nuovo ecosistema europeo:

Safety Gate

Sistema di allerta rapido per i prodotti pericolosi.

Le autorità devono notificare le misure correttive entro quattro giorni lavorativi (art. 110, comma 1) .

Safety Business Gateway

Portale dedicato agli operatori economici, obbligati a segnalare:

– rischi per la salute e sicurezza,
– misure correttive adottate,
– quantità di prodotti ancora in circolazione.

Il decreto stabilisce che l’operatore deve notificare il rischio “tramite il portale Safety Business Gateway” (art. 110-bis, comma 1) .

Consumer Safety Gateway

Portale per segnalazioni da parte dei consumatori.

Le autorità devono garantire “adeguato seguito alle segnalazioni” (art. 110-bis, comma 4).

Sanzioni più severe

Il nuovo articolo 112 introduce un sistema sanzionatorio più incisivo:

– Prodotti pericolosi: arresto da 6 mesi a 1 anno + ammenda 10.000-100.000 €
– Prodotti con rischio grave: aumento dell’ammenda fino alla metà
– Mancata cooperazione con le autorità: 4.000-40.000 €
– Violazioni degli obblighi del Regolamento UE: 2.500-25.000 €
– Inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità: 3.000-30.000 €

Il decreto afferma che l’operatore che immette prodotti pericolosi “è punito con l’arresto da sei mesi a un anno” (art. 112, comma 1) .

Prodotti già immessi sul mercato

È prevista una clausola transitoria: “È consentita la messa a disposizione dei prodotti […] conformi alla direttiva 2001/95/CE […] immessi sul mercato anteriormente al 13 dicembre 2024” (art. 113, comma 1-bis).

Impatto per imprese e consumatori

Per le imprese
– obblighi più chiari e più severi;
– necessità di adeguare etichettatura, tracciabilità e procedure interne;
– responsabilità anche per vendite online e marketplace.

Per i consumatori
– maggiore trasparenza;
– più strumenti per segnalare rischi;
– controlli più rapidi e coordinati;
– maggiore tutela in caso di richiami.

Conclusione

Il decreto legislativo n. 78/2026 rappresenta un passaggio per l’allineamento dell’Italia al nuovo quadro europeo sulla sicurezza dei prodotti.

Rafforza la tutela dei consumatori, responsabilizza gli operatori economici e introduce strumenti digitali avanzati per prevenire e gestire i rischi.