Enforcement Legal Riforma Polizia Locale 2026: bodycam, accesso al CED e nuove tutele. Ma il Ddl divide Parlamento e Comuni Laura Biarella 17 May 2026 Cds Italia News&Trend Polizia Locale, dopo quasi quarant’anni dalla legge quadro n. 65 del 1986, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento. Il provvedimento, ora all’esame del Senato, introduce bodycam, accesso alle banche dati delle forze di polizia, nuove tutele assicurative e patrocinio legale per gli agenti. Ma il dibattito parlamentare ha fatto emergere forti criticità: mancano risorse strutturali, non c’è un piano straordinario di assunzioni, restano dubbi sull’eccesso di delega al Governo e sul rischio di trasformare la Polizia locale in una “polizia di sicurezza urbana” snaturandone il ruolo di prossimità. Ecco cosa prevede il testo e quali sono i principali pro e contro emersi alla Camera. La riforma della Polizia locale compie il primo vero passo dopo quasi quattro decenni di attesa. Con 130 voti favorevoli, 31 contrari e 71 astenuti, la Camera ha approvato il Ddl delega sul riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia locale, un testo che ora passa al Senato dopo un confronto parlamentare molto acceso. Il provvedimento punta a superare l’impianto della legge n. 65 del 1986, considerata ormai inadeguata rispetto alle nuove funzioni svolte oggi dagli agenti municipali: sicurezza urbana, polizia giudiziaria, controllo ambientale, viabilità, commercio, edilizia, gestione delle emergenze e presidio territoriale. Ma se la maggioranza parla di “riforma storica”, opposizioni, sindacati di categoria e amministratori locali evidenziano diversi nodi irrisolti: finanziamenti insufficienti, organici ridotti, delega troppo ampia al Governo e il rischio di scaricare nuovi costi sui Comuni. L’approvazione alla Camera rappresenta dunque solo il primo passaggio di una partita ancora aperta. LEGGI ANCHE Riforma della Polizia Locale approvata alla Camera, cosa cambia dopo 40 anni Cosa prevede il Ddl di riforma della Polizia locale Tra le principali novità introdotte dal testo approvato alla Camera ci sono: 1. Bodycam e dispositivi di autotutela Uno dei punti più discussi riguarda l’introduzione di strumenti per la sicurezza operativa degli agenti. Tra le dotazioni previste: bodycam dispositivi di contenzione giubbotti antitaglio giubbotti antiproiettile caschi protettivi scudi strumenti per TSO altri dispositivi di autotutela L’obiettivo dichiarato è duplice: proteggere gli operatori documentare gli interventi per ridurre contenziosi e aggressioni Per la maggioranza si tratta di un adeguamento necessario alla crescente esposizione al rischio degli agenti locali. 2. Accesso al CED Interforze Il testo prevede l’accesso ai sistemi informativi delle forze di polizia statali. Si tratta di una richiesta avanzata da anni dai corpi di Polizia locale, che chiedevano accesso diretto ai dati per: controlli su veicoli sospetti verifiche sui soggetti fermati maggiore sicurezza operativa Su questo punto però l’opposizione sostiene che il testo resti ambiguo. Secondo il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, il Ddl non chiarisce in modo netto l’accesso ai precedenti penali e alle notizie di reato, lasciando margini interpretativi nei decreti attuativi. 3. Patrocinio legale a carico dei Comuni Gli agenti coinvolti in procedimenti giudiziari per fatti di servizio legati all’uso della forza o delle armi potranno ottenere: copertura delle spese legali patrocinio legale maggiore tutela amministrativa Il costo sarà però a carico dei Comuni. Ed è qui che emerge una delle principali preoccupazioni degli enti locali: nuove funzioni senza coperture economiche certe. 4. Tutele assicurative e infortunistiche Il Ddl introduce nuove garanzie per: malattie professionali rimborso spese sanitarie equo indennizzo tutela per infortuni riconoscimento delle vittime del dovere Per la maggioranza si tratta di un passo avanti storico per equiparare gradualmente gli agenti locali alle altre forze di polizia. 5. Nuove regole per comandanti e concorsi La riforma interviene anche sulla governance dei corpi: selezione tecnica dei comandanti valorizzazione dell’esperienza formazione continua revisione dei concorsi I parametri per gli organici dovranno tenere conto di: popolazione residente estensione territoriale flussi turistici caratteristiche economiche morfologia urbana I vantaggi della riforma secondo la maggioranza Secondo Matteo Piantedosi e i partiti di maggioranza, il provvedimento rappresenta una svolta attesa da oltre 30 anni. Più strumenti Gli agenti potranno operare con tecnologie aggiornate. Più sicurezza Bodycam e protezioni individuali riducono i rischi. Più tutele legali Gli operatori non saranno lasciati soli nei contenziosi. Più integrazione Maggiore coordinamento con Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri. Più riconoscimento professionale Viene valorizzato il ruolo strategico della Polizia locale nel sistema sicurezza. Come ha dichiarato in Aula la deputata Augusta Montaruli, la riforma sarebbe “un’occasione storica per restituire dignità alla Polizia locale”. LEGGI ANCHE Riforma della Polizia Locale, giornata cruciale alla Camera: respinti decine di emendamenti, approvate solo modifiche tecniche Le criticità emerse in Parlamento Qui si concentra il vero scontro politico. 1. Manca il fondo da 20 milioni nel 2026 La criticità più forte riguarda le risorse. Il fondo da 20 milioni previsto inizialmente per il riordino della Polizia locale è stato dirottato su altre misure del Decreto Sicurezza. Tornerà solo nel 2027. Tradotto: nel 2026 i Comuni rischiano di sostenere nuovi costi senza nuove risorse. 2. Nessun piano straordinario di assunzioni La carenza di personale è uno dei problemi più gravi. Secondo i dati richiamati in Aula: oltre 11 mila agenti in meno dal 2009 secondo altre stime, oltre 16 mila in meno negli ultimi 15 anni Il Ddl non introduce: deroghe strutturali ai tetti di spesa piano nazionale di reclutamento fondi dedicati agli organici 3. Delega troppo ampia al Governo Italia Viva, Azione, PD e M5S hanno contestato il ricorso alla legge delega. Secondo le opposizioni: il Parlamento avrebbe dovuto scrivere direttamente la riforma. Il timore è che i decreti attuativi possano modificare profondamente l’impianto senza un nuovo confronto parlamentare. 4. Rischio “militarizzazione” Filiberto Zaratti ha criticato il rischio di trasformare la Polizia locale in una forza orientata quasi esclusivamente alla sicurezza urbana. Secondo AVS, la Polizia locale svolge anche funzioni sociali, educative, ambientali e di prossimità che rischiano di essere marginalizzate. 5. Nodo previdenziale irrisolto Molti parlamentari hanno denunciato l’assenza di: riconoscimento del lavoro usurante pensioni dedicate tutele previdenziali analoghe alle altre forze di polizia Tema che potrebbe riemergere al Senato. Il nodo dei Comuni Molti sindaci e comandanti osservano con attenzione il testo. Il rischio maggiore? Nuove responsabilità senza coperture finanziarie. I Comuni dovranno infatti sostenere costi per: formazione nuove dotazioni coperture legali aggiornamento tecnologico organizzazione dei corpi In una fase in cui molti enti locali hanno già bilanci sotto pressione. ANCI potrebbe chiedere modifiche nella fase senatoriale. Cosa succede ora Il Ddl passa ora al Senato della Repubblica. Se approvato definitivamente: il Governo avrà 12 mesi per emanare i decreti legislativi attuativi. Ed è proprio lì che si giocherà la partita più importante: accesso reale alle banche dati risorse organici previdenza ruolo dei comandanti rapporti con i Comuni La riforma della Polizia locale è partita. Ma il vero giudizio arriverà sui decreti attuativi.