Tech Legal UIF: nuova stretta su truffe digitali, frodi tecnologiche, money muling e cybercrime Laura Biarella 10 June 2026 App Device Digitalizzazione Italia La nuova comunicazione della UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) aggiorna gli indicatori di anomalia per il contrasto a truffe online, frodi agevolate dalla tecnologia, money muling e cybercrime. Crescono SOS, richieste investigative e rischi legati a IA generativa, deepfake, cripto-attività e Virtual IBAN. Ecco cosa cambia per banche, intermediari e operatori obbligati. L’esplosione delle frodi digitali in Italia La UIF registra un aumento senza precedenti di truffe, frodi informatiche e reati digitali collegati alla crescente digitalizzazione dei servizi finanziari. Dal 2021 al 2025 oltre 80.000 segnalazioni di operazioni sospette (SOS) sono state ricondotte a fenomeni fraudolenti, con un incremento da 9.000 a oltre 30.000 segnalazioni annue. L’evoluzione tecnologica, tra fintech, pagamenti istantanei, cripto-attività e Virtual IBAN, ha ampliato le opportunità per la criminalità organizzata, spesso attiva su scala transnazionale. Le principali fenomenologie individuate dalla UIF 1. Truffe e frodi agevolate dalla tecnologia La UIF segnala un aumento di schemi complessi come: – phishing e furto credenziali – job scam e “truffa dei like” – impersonation scam – business email compromise (BEC) – romance scam – purchase e rental scam – fake charity scam – investment scam, anche in cripto-attività Indicatori di anomalia soggettivi e tecnici: – riluttanza a fornire dati o informazioni – incongruenze tra dati anagrafici, contatti, dispositivi e IP – uso anomalo di VPN, proxy, device virtualizzati – accessi da aree geografiche incoerenti – operazioni ripetute, ravvicinate e prive di giustificazione 2. Money muling Il money muling è sempre più utilizzato per riciclare proventi illeciti tramite soggetti vulnerabili o inconsapevoli. Indicatori chiave: – conti o wallet di recente apertura – intestatari giovani, disoccupati o pensionati – dati di contatto condivisi tra più soggetti – accrediti e addebiti rapidi, frazionati, spesso con l’estero – causali generiche o incoerenti – irreperibilità del titolare del rapporto 3. Cybercrime La UIF include nel perimetro del cybercrime tutte le condotte digitali che costituiscono presupposto di riciclaggio, come: – APT (Advanced Persistent Threat) – malware e ransomware – man-in-the-middle – DDoS – furto di credenziali e chiavi crittografiche – compromissione di sistemi informatici Rilevanti anche le notizie pubbliche su attacchi cyber ostili e accessi abusivi. Nuove regole operative per i soggetti obbligati La UIF richiede maggiore qualità e tempestività nelle SOS, evitando automatismi e descrizioni generiche. Cosa devono fare gli operatori: – valutare attentamente complessità, importi, frequenza e collegamenti tra soggetti – segnalare prima dell’esecuzione delle operazioni sospette – fornire informazioni strutturate e complete (IP, device, geolocalizzazione, fingerprint) – evitare testi standardizzati – ricostruire chiaramente flussi finanziari e network collegati I nuovi codici “fenomeno” da utilizzare nelle SOS La UIF introduce tre nuovi codici per classificare le segnalazioni: – I01 – Truffe e frodi agevolate dalla tecnologia – I04 – Money muling – I05 – Cybercrime Contestualmente viene eliminato il precedente codice I02 – Frodi informatiche. Obiettivo, rafforzare la capacità di individuare reti criminali La UIF invita banche, intermediari e operatori fintech a: – condividere informazioni tra presìdi antifrode e antiriciclaggio – collaborare con le autorità giudiziarie e investigative – monitorare costantemente l’evoluzione delle tecniche criminali – sensibilizzare il personale interno con formazione dedicata