Genova, allarme sicurezza: in arrivo più agenti nelle zone a rischio, focus sui centri per minori e tossicodipendenze

Genova, allarme sicurezza: in arrivo più agenti nelle zone a rischio, focus sui centri per minori e tossicodipendenze

Nel Cposp di Genova focus sulla sicurezza urbana dopo gli ultimi gravi episodi, in arrivo un potenziamento dei presidi con più agenti e lotta alle tossicodipendenze, attenzione ai centri per minori stranieri

Aumentare controlli e presidi prima che la situazione degeneri ulteriormente. La sindaca di Genova, Silvia Salis, invita tutti ad abbassare le tensioni che stanno crescendo in città, ma è evidente che ora il capoluogo ligure abbia bisogno di risposte urgenti dal punto di vista della sicurezza. A maggior ragione quando, come successo tra sabato 20 e domenica 21 giugno a Quinto, cittadini privati si organizzano per farsi giustizia da soli. In questo caso, prendendo parte a una spedizione punitiva contro minori stranieri non accompagnati.

Nel Comitato Per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riunitosi martedì 23 giugno in Prefettura si sono affrontate tutte le tematiche relative alla sicurezza. A cominciare dalla necessità di aumentare la presenza degli agenti nelle zone di maggiore movida, dal Centro Storico a Corso Italia, fino a schierare presidi fissi nelle zone dove ci sono centri per minori non accompagnati. Quelle in cui si è evinto che accadono episodi di furti e spaccio al dettaglio, ma dall’altro lato servirà anche per scoraggiare comportamenti di guerriglia urbana, come accaduto a Quinto poche notti fa.

La sindaca Salis però torna a porre l’accento sul fatto che le forze dell’ordine di stanza a Genova sono troppo poche, tra Polizia Locale e agenti statali. Serve urgentemente un aiuto dal governo, scrive Telenord riportando le parole della prima cittadina:

Abbiamo inviato la nostra proposta dei Patti per la Sicurezza e stiamo attendendo che il ministro Piantedosi ci risponda con le sue osservazioni per poterli firmare, speriamo già in questi giorni.  Da mesi richiediamo risorse per far fronte alle ristrettezze dei numeri e la situazione sta diventando sempre più complessa. Come Polizia Locale stiamo facendo il possibile sul territorio. Da mesi richiediamo risorse per far fronte alle ristrettezze dei numeri e la situazione sta diventando sempre più complessa. Nei Patti ci sono ovviamente anche interventi a carico del Comune, ma la questione principale è l’invio di più risorse sul territorio. Abbiamo visto che il ministero sta inviando forze aggiuntive nelle grandi città: anche Genova ha bisogno di un intervento del governo

Genova, minori stranieri non accompagnati e gestione tossicodipendenze: rimbalzo di responsabilità tra Comune e Regione

sicurezza stradale

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A livello di cooperazione tra istituzioni, il focus del Cposp si è concentrato anche sulla lotta alle tossicodipendenze, altro punto focale del mantenimento del decoro e della sicurezza urbani a Genova. Pure su questo tema prosegue il palleggio istituzionale per le responsabilità.

manca ancora una struttura di altissima complessità dove potrebbero essere accolti quei ragazzi con alte complessità come problemi psichiatrici o tossicodipendenze. Silvia Salis sottolinea l’emergenza in Centro Storico, con abuso crescente di droghe che causa disagi e presenza di tossicodipendenti che fanno uso di sostanze in strada anche in pieno giorno. E riversa la responsabilità sulla Regione, in particolare per quel che riguarda Asl. L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha ribattuto che la Liguria ha

Raddoppiato i turni dell’ufficio mobile di Asl nel Centro Storico. C’era anche un progetto di destinare alcuni posti letto al Ceis, ma il Comune dovrebbe contribuire per la quota alberghiera

Un altro botta e risposta deriva dalla gestione dei minori stranieri non accompagnati e dalle strutture che dovrebbero ospitarli. Intanto Silvia Salis ha sottolineato che Genova si fa carico del 76% di queste persone in tutta la Liguria. Ma il vero appello alla Regione arriva dall’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, che in consiglio comunale ha detto:

Oggi esiste solo l’accoglienza, che è paragonabile a quella di una famiglia dove sono presenti figure educative e socio-pedagogiche che devono affiancare i ragazzi. Ovviamente non c’è personale medico, non ci sono infermieri, non ci sono psichiatri o psicologi. Abbiamo bisogno che la Regione attivi quel tipo di struttura capace di permettere ai ragazzi con forte problematicità e complessità di essere accolti in strutture idonee. Noi crediamo che l’applicazione di queste norme, questo tipo di approccio, aiutino i minori a crescere. Vogliamo anche che i minori che possono avere complessità possano essere sempre più indotti a non delinquere e a prevenire un futuro delinquenziale. Se il 95% dei nostri minori ha seguito un percorso di successo scolastico, c’è come controparte un 5% ad alta complessità

Pronta l’altra contro-replica dell’assessore regionale Nicolò, riportata dal Secolo XIX, ancora una volta in un rimbalzo di responsabilità tra una e l’altra parte:

La gestione dei minori non accompagnati è un Leps, ovvero un Livello essenziale di prestazione sociale. Ed è di competenza dei Comuni. Questo non significa che non seguiamo i casi di dipendenza o di problemi psichiatrici, ma non possiamo creare una struttura ad hoc