Smart Road Legal Metro Torino, GTT rescinde il contratto con Grivan. Arriva Schindler Marco Gramigni 05 July 2026 Citizen Italia Mobility Per la metro di Torino, GTT ha deciso di rescindere il contratto con Grivan scegliendo Schindler. Scopri il motivo di questa decisione Diciamocela tutta, prendere la metro a Torino negli ultimi mesi è stato un vero e proprio incubo. Scale mobili ferme. Ascensori bloccati. E tu lì, con la valigia in mano o peggio ancora con il passeggino, a guardare quella rampa di scale che sembra l’Everest. GTT – il Gruppo Torinese Trasporti, cioè l’azienda pubblica che gestisce bus, tram e metropolitana in città – ha deciso che la pazienza è finita. Ha mandato a casa Grivan, la società che fino a ieri si occupava di tenere in piedi scale mobili e ascensori. E non solo: ha pure avviato una causa per farsi risarcire i danni. Sia quelli economici che quelli di immagine. Entra Schindler, ed è tutta un’altra storia Al posto di Grivan arriva Schindler. Nome che magari non vi dice nulla, ma nel mondo degli ascensori e delle scale mobili è un colosso. Multinazionale svizzera, una delle più grosse al mondo. Insomma, hanno chiamato quelli bravi. Almeno si spera. Il contratto? Otto virgola due milioni di euro. Praticamente quattro volte tanto rispetto a quello vecchio, che ne valeva poco più di due. Più soldi, più pretese. Più risultati, si spera. Come funziona il piano? I lavori sono partiti dal primo di luglio. Quindici tecnici, sette giorni su sette, dalle sei del mattino alle dieci di sera. Ma non è tutto. Il piano prevede di arrivare fino a quaranta persone, con turni anche di notte. Perché l’obiettivo è uno: rimettere in funzione tutte le scale mobili e gli ascensori. E in fretta. L’obiettivo? Due settimane. Sì, hanno detto proprio così. Entro metà luglio tutto dovrebbe tornare a funzionare. Vedremo. A me sembra ottimistico, ma magari mi sbaglio. Cosa è successo prima? Metro Torino, GTT rescinde il contratto con Grivan. Arriva Schindler LEGGI ANCHE Rivoluzione abitativa, il nuovo Piano Casa 2026-2030 trasforma l’edilizia sociale in Italia Facciamo un passo indietro. Negli ultimi mesi la metro torinese è stata un colabrodo. Scale mobili ferme ovunque, gente bloccata, anziani in difficoltà, disabili che non riuscivano a salire o scendere. Un disastro. Ci sono stati episodi clamorosi. Tipo quando si è fermato tutto proprio durante il Salone del Libro, con migliaia di persone in giro. Oppure alla stazione di Monte Grappa, dove la situazione era talmente grave che – giuro, non è una battuta – anche l’intelligenza artificiale di Google sapeva che c’era un problema. Se glielo chiedevi, ti rispondeva che sì, lì le scale mobili non funzionavano. E poi Porta Susa. Varchi chiusi, ascensori fuori uso, caos totale. In una stazione che dovrebbe essere il biglietto da visita della città. GTT ha fatto degli accertamenti. E sono saltate fuori “criticità”. Traduzione: qualcuno non ha fatto quello che doveva fare. Manutenzione insufficiente, ritardi, pezzi che non arrivavano. Non si sa ancora tutto, ma evidentemente è bastato per rompere il contratto e chiamare gli avvocati. Perché conta? Una metropolitana che funziona non è un lusso. È il minimo. Soprattutto in una città che vuole essere europea, moderna, accessibile. E invece per mesi Torino ha dato l’immagine opposta: mezzi pubblici inefficienti, disservizi continui e persone lasciate a piedi GTT ha fatto quello che andava fatto. Ha chiuso con chi non performava e ha investito di più. Adesso bisogna vedere se funzionerà. Due settimane sono poche, ma se Schindler mantiene quello che promette, magari a fine luglio la storia sarà diversa.