Trento, abbonamento studenti a 70 euro confermato fino al 2028

Trento, abbonamento studenti a 70 euro confermato fino al 2028

L’accordo tra Ateneo e Trentino Trasporti garantisce mobilità su tutta la rete per un anno accademico. Intanto boom per l’abbonamento estivo a 20 euro: già 16.800 adesioni, di cui 5mila nuovi utenti

Settanta euro per un anno intero di autobus, treni e funivia. Non male, no? Soprattutto se sei uno studente universitario e ogni giorno devi destreggiarti fra casa, università, biblioteca e palestra.

La Provincia di Trento ha deciso di tenere in piedi le agevolazioni per gli studenti dell’Università di Trento fino al 2028. L’accordo? L’Ateneo paga ogni anno 1,8 milioni di euro a Trentino Trasporti. In cambio, chi è iscritto può girare su tutta la rete di trasporto pubblico locale con un abbonamento annuale che costa solo 70 euro.

Come funziona?

L’agevolazione è attiva dal 2018. Quindi non è una novità, ma una misura ormai consolidata che viene rinnovata ogni anno. E funziona così:

  • Gli studenti iscritti a UniTrento pagano 70 euro
  • L’abbonamento vale dal 1° settembre al 31 agosto dell’anno successivo (un anno accademico completo)
  • Si può caricare direttamente sullo smartphone, niente tessere fisiche da perdere
  • Vale su tutta la rete: autobus urbani ed extraurbani, ferrovia Trento-Malè-Marilleva, ferrovia della Valsugana tra Trento e Primolano, ferrovia del Brennero tra Borghetto e Mezzocorona/Ora, funivia Trento-Sardagna

In pratica, con 70 euro hai la mobilità garantita per un anno intero. Se consideri che un abbonamento mensile normale può costare anche 40-50 euro, il risparmio è evidente.

Chi paga cosa?

Trento, abbonamento studenti a 70 euro confermato fino al 2028

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Il meccanismo è semplice. L’Università mette sul piatto 1,8 milioni di euro all’anno. Questa cifra copre la differenza tra il costo reale del servizio e i 70 euro pagati dagli studenti.

È un investimento che l’Ateneo fa sui propri iscritti. Perché avere studenti che si muovono facilmente significa più frequenza alle lezioni, più partecipazione alla vita universitaria, meno problemi di parcheggio, meno inquinamento.

E per gli studenti fuori sede, che magari abitano in periferia o nei paesi vicini, significa potersi permettere di studiare a Trento senza spendere una fortuna in trasporti.

Perché è importante?

1) Perché abbatte un costo fisso significativo. Settanta euro l’anno sono meno di 6 euro al mese. Praticamente niente, se pensi a quanto costa normalmente muoversi.

2) Perchè incentiva l’uso del trasporto pubblico. Quando hai un abbonamento già pagato, lo usi. Invece di prendere la macchina, prendi il bus. Meno traffico, meno inquinamento, meno stress.

3) Perché rende l’università più accessibile. Non tutti possono permettersi di mantenere un’auto o di pagare abbonamenti costosi. Questa agevolazione livella il campo, permette a più persone di studiare senza problemi di mobilità.

L’abbonamento estivo a 20 euro: un successo

Ma c’è anche un’altra notizia. La Provincia autonoma di Trento ha introdotto quest’estate un abbonamento trimestrale a 20 euro, valido per tutti (non solo studenti). E i numeri dicono che ha funzionato alla grande.

Sono già 16.800 le adesioni. E di queste, oltre 5.000 corrispondono a nuove tessere. Significa che 5.000 persone che prima non usavano il trasporto pubblico hanno deciso di provarlo grazie a questa offerta.

“I numeri dimostrano che la misura ha colto un’esigenza concreta dei trentini”, ha commentato il presidente Fugatti. “Pensiamo in particolare ai lavoratori, che durante l’estate possono contare su un’alternativa vantaggiosa per gli spostamenti quotidiani sul territorio provinciale, con un beneficio sia economico sia in termini di qualità della mobilità”.

Come funziona l’abbonamento estivo?

Venti euro per tre mesi. Vale su tutta la rete provinciale: autobus urbani ed extraurbani, treni locali, ferrovia Trento-Malè-Marilleva, ferrovia della Valsugana tra Trento e Primolano, linea del Brennero tra Borghetto e Mezzocorona/Ora, funivia Trento-Sardagna.

L’iniziativa termina il 31 agosto, ma le richieste di nuove smart card proseguono. Segno che c’è ancora interesse.

Perché funziona?

Perché il prezzo è talmente basso che conviene anche a chi usa il trasporto pubblico solo occasionalmente. Venti euro sono meno di un pieno di benzina. Meno di quattro caffè al bar. Praticamente niente.

E quando il costo è così basso, la gente prova. Magari scopre che il bus è comodo, che i treni funzionano, che muoversi senza macchina è possibile. E magari continua anche dopo l’estate.

I 5.000 nuovi utenti sono il dato più interessante. Perché significa che l’abbonamento a 20 euro non ha solo aiutato chi già usava i mezzi pubblici. Ha convinto persone nuove a provarli. Ha ampliato la platea.

Conclusione

Settanta euro l’anno per gli studenti. Venti euro per tre mesi d’estate per tutti. Numeri che parlano chiaro: il trasporto pubblico può essere accessibile. Basta volerlo.

E quando lo è, la gente lo usa. Migliora la mobilità, diminuisce l’inquinamento e le città diventano più vivibili.

Il modello Trento funziona. Sarebbe bello vederlo replicato altrove.