Tech Legal AI Omnibus, in vigore dal 27 luglio 2026 Laura Biarella 27 July 2026 AI UE Dal 27 luglio 2026 è operativo in tutta l’Unione Europea il regolamento “AI Omnibus”, che modifica in senso semplificatorio l’AI Act. Il provvedimento, presentato il 19 novembre 2025 nell’ambito del pacchetto digital omnibus, allunga le scadenze per i sistemi ad alto rischio e per l’IA integrata nei prodotti fisici, riduce gli oneri documentali per PMI e mid-cap e introduce nuovi divieti a tutela dei diritti fondamentali, incluso il blocco delle app di “nudificazione”. Riforma in sintesi L’AI Omnibus nasce con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico regolatorio sulle imprese che sviluppano o implementano sistemi di intelligenza artificiale in Europa, senza però intaccare le garanzie fondamentali su sicurezza e diritti delle persone. Il testo, entrato formalmente in vigore il 27 luglio, agisce su più fronti: tempistiche, adempimenti amministrativi e governance. Nuove tempistiche per le imprese Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il rinvio delle scadenze operative: – Sistemi di IA ad alto rischio: le relative norme si applicheranno a partire dal 2 dicembre 2027; – IA integrata in prodotti fisici (macchinari, giocattoli, ascensori e dispositivi analoghi): l’applicazione slitta al 2 agosto 2028. Si tratta di un allungamento sostanziale rispetto al calendario originario dell’AI Act, pensato per dare alle aziende più tempo per adeguarsi senza compromettere gli obiettivi di tutela. Meno burocrazia per PMI e piccole mid-cap Il regolamento estende alle piccole e medie imprese alcune misure di favore prima riservate a categorie più ristrette, e allarga ulteriormente la semplificazione degli obblighi legali anche alle imprese di piccola e media capitalizzazione. Cadono inoltre due adempimenti che avevano generato non pochi malumori tra gli operatori: l’obbligo di registrazione dei sistemi di IA esentati nel database centrale UE e quello di un piano armonizzato di monitoraggio post-commercializzazione. Le imprese guadagnano così maggiore flessibilità nelle modalità con cui dimostrano la conformità. Cambia anche l’approccio all’alfabetizzazione sull’IA: il vecchio obbligo formativo a carico delle aziende lascia spazio a un incoraggiamento non vincolante, con Commissione europea e Stati membri chiamati a un ruolo più attivo nella promozione delle competenze digitali. Più spazio a test e sperimentazione Sul fronte dell’innovazione, l’AI Omnibus amplia l’accesso ai sandbox normativi nazionali e introduce, per la prima volta, un sandbox regolatorio a livello UE: uno spazio controllato in cui le aziende potranno sviluppare e testare i propri sistemi di IA sotto la supervisione diretta dei regolatori, prima dell’immissione sul mercato. Nuovi divieti a tutela dei diritti fondamentali Non si tratta solo di semplificazione: il pacchetto introduce anche un divieto esplicito per i sistemi di IA impiegati nella generazione di contenuti sessualmente espliciti non consensuali o di materiale di abuso su minori, colpendo in particolare le cosiddette app di “nudificazione”. Viene inoltre consentito, a determinate condizioni, il trattamento di categorie particolari di dati personali per finalità di rilevamento e correzione dei bias algoritmici. Governance, più poteri all’AI Office Cresce anche il perimetro di controllo dell’AI Office, che vedrà ampliata la propria supervisione su alcuni sistemi di IA, compresi quelli basati su modelli general purpose e quelli integrati in grandi piattaforme online e motori di ricerca. Il regolamento chiarisce infine il rapporto tra AI Act e altre normative UE, semplificando le procedure per gli organismi di valutazione della conformità. Cosa cambia per le aziende italiane Per le imprese italiane che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, il messaggio principale è duplice: più tempo per adeguarsi, ma non minore attenzione ai profili di rischio e ai diritti delle persone coinvolte. Le PMI in particolare beneficeranno della semplificazione degli obblighi documentali, mentre resta cruciale monitorare l’evoluzione dei sandbox normativi, anche a livello nazionale, come opportunità di test agevolato prima dell’ingresso sul mercato.