Nuova stazione di Mestre, si parte: cantieri, deviazioni e nuovi parcheggi, cosa cambia da ottobre

Nuova stazione di Mestre, si parte: cantieri, deviazioni e nuovi parcheggi, cosa cambia da ottobre

Da ottobre parte il cantiere della nuova stazione di Mestre: per circa un mese via Trento sarà a senso unico e cambieranno fermate bus, parcheggi e aree per i pullman

Ottobre porta con sé più di qualche foglia che cade a Mestre. Porta soprattutto ruspe, transenne e un bel po’ di grattacapi per chi ogni mattina passa davanti alla stazione. Il motivo? RFI, cioè Rete Ferroviaria Italiana, la società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale, dà finalmente il via al cantiere per la nuova stazione di Mestre. E no, non sarà una passeggiata.

Cosa succede davanti alla stazione

Partiamo dal cuore del problema: via Trento. Per circa un mese, a partire dai primissimi giorni di ottobre, una delle due corsie sparirà, letteralmente inghiottita dal cantiere. Risultato? Tra la zona stazione e via Giustizia scatterà il senso unico, ma solo in una direzione: da via Piave verso la Tangenziale. Chi invece dovesse percorrere l’ultimo tratto in senso contrario, si troverà davanti a un muro, quindi meglio segnarsi in anticipo i percorsi alternativi, che comunque saranno segnalati con cartellonistica dedicata lungo i punti d’accesso principali.

Non è finita qui. Cambia faccia anche tutto il fronte dello scalo. La fermata ACTV verrà spostata nell’area della fermata C5, mossa che libera quattro stalli preziosissimi per il Kiss&Ride, cioè quel sistema di sosta lampo pensato per chi accompagna o va a prendere qualcuno al volo, senza fermarsi più di tanto. Altri tre posti extra arriveranno riciclando stalli taxi che, a quanto pare, restavano vuoti da tempo.

Bus turistici sfrattati (ma con criterio)

Chi prende regolarmente pullman turistici o di lunga percorrenza dalla zona stazione dovrà abituarsi a un nuovo indirizzo: via Ca’ Marcello, in piena zona alberghiera. Lì verranno ripristinati e riorganizzati i golfi di sosta già esistenti. Una scelta, va detto, condivisa a monte con gli operatori del settore, quindi non proprio calata dall’alto senza preavviso.

E per chi scende dal treno e deve essere recuperato in auto? Sempre in via Ca’ Marcello arriveranno 32 stalli a strisce blu, con i primi quindici minuti gratis giusto il tempo di caricare valigie e salutare parenti. Per raggiungere i binari da lì, ci sarà un percorso pedonale protetto proprio a due passi.

Detriti finali di questa prima fase: pure l’isola ecologica trasloca, da via Trento a viale Venezia.

Il sindaco Venturini: «Cantiere complesso, ma inevitabile»

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Il primo cittadino ha aggiunto che «Monitoreremo costantemente la situazione e saremo pronti ad adeguare l’organizzazione alle diverse fasi del cantiere», definendo l’intera operazione «tappe fondamentali per poi poter contare, nei prossimi anni, su una stazione nuova di zecca, moderna e accessibile, e della passerella sopraelevata che collegherà Mestre a Marghera», un’opera che Venturini descrive come «di importanza storica, che riqualificherà tutta l’area e cambierà il volto della nostra città».

E a novembre si cambia ancora

Il cantiere, sia chiaro, non resterà fermo in un unico punto. A novembre scatterà la seconda fase, con i lavori che si sposteranno verso est lungo viale Stazione. Nuova zona, nuove regole di viabilità, che verranno definite nelle prossime settimane dallo stesso tavolo tecnico che ha lavorato su questa prima tranche.

Il progetto: 140 milioni per ribaltare lo scalo

Dietro ai disagi quotidiani c’è un progetto tutt’altro che piccolo: un investimento di oltre 140 milioni di euro. L’idea è trasformare Mestre in quella che si chiama tecnicamente una “stazione passante”, con tanto di collegamento ciclopedonale sopraelevato che unirà Mestre a Marghera passando sopra i binari, nuovi accessi alle banchine e un’integrazione più stretta con bus e mobilità urbana.

Come ha sintetizzato lo stesso Venturini in chiusura, «Tra qualche anno potremo contare su una città più connessa, funzionale, vivibile e riqualificata». Insomma: pazienza per qualche mese di deviazioni e codine in auto, in cambio di una stazione che dovrebbe smettere di essere un muro in mezzo alla città e diventare, finalmente, un ponte vero tra i due quartieri.