Alto Adige, boom di passeggeri sugli autobus in estate. Il dato

Alto Adige, boom di passeggeri sugli autobus in estate. Il dato

Bus sempre più pieni tra Brunico, Valle Aurina e Bolzano: in poco più di due mesi le principali linee altoatesine hanno registrato numeri da record

Chi passa quest’estate dalle parti di Brunico o della Valle Aurina se ne sarà accorto: i pullman sono strapieni. E non è un’impressione.

I dati parlano chiaro, anzi chiarissimo: tra il 1° giugno e il 12 agosto quasi 2,7 milioni di persone sono salite sulle dieci linee di autobus più trafficate della provincia. Fate due conti: sono più di 36.700 salite al giorno, ogni santo giorno, per due mesi e mezzo buoni. Roba da capogiro, se ci pensate.

Il balzo rispetto al 2025

Ma il numero che fa davvero saltare sulla sedia è un altro: confrontando le tredici linee più gettonate nei due anni, si registra un aumento di oltre 642mila passeggeri, più del 24%. Un quarto in più, praticamente, in appena dodici mesi. Non capita spesso di vedere crescite così nel trasporto pubblico, di solito abituato a numeri che si muovono col contagocce.

E la cosa curiosa è che non riguarda solo le vallate turistiche. Anche in città il fenomeno si fa sentire: la linea 110, quella che unisce Bolzano a Laives e Bronzolo, cresce addirittura del 31%.

La regina incontrastata: la 450

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Per chi non conosce bene la zona: la Valle Aurina è una delle mete estive più gettonate dell’Alto Adige, tra malghe, sentieri e rifugi. Ha senso quindi che sempre più gente scelga il pullman invece di infilarsi nel traffico con l’auto, specialmente nei weekend caldi quando le strade di montagna diventano un serpentone infinito.

Dietro la 450, chi c’è?

Subito dopo si piazzano, nell’ordine:

  • la già citata linea 110 (Bolzano-Laives-Bronzolo), quella col balzo più clamoroso
  • la linea urbana 3 di Bolzano, un classico per chi vive e lavora in città

Ma la crescita non si ferma qui. Numeri robusti arrivano pure dalla zona di Merano e Lana, dall’asse che collega Bolzano a Merano, dalla Val Venosta e dalla tratta verso l’area dello Sciliar, passando per Chiusa e Bressanone.

Che sta succedendo, in pratica?

Difficile dare una spiegazione unica. Probabilmente c’entra un po’ tutto: più corse disponibili, orari più comodi, e forse anche la scocciatura crescente di restare imbottigliati nel traffico estivo delle valli, quello che d’agosto trasforma anche una strada di dieci chilometri in un’odissea.

Fatto sta che, numeri alla mano, gli altoatesini — e i turisti insieme a loro — stanno scoprendo (o riscoprendo) il pullman come alternativa vera, non di ripiego. Vedremo se questo trend regge anche fuori stagione, quando le valli si svuotano e i pendolari tornano protagonisti assoluti delle statistiche.