Air Campania, guardie giurate sui bus contro aggressioni ed evasione: i risultati sorprendono

Air Campania, guardie giurate sui bus contro aggressioni ed evasione: i risultati sorprendono

Guardie giurate a bordo dei bus Air Campania: una sola aggressione dall’avvio della sperimentazione e controlli dei biglietti in forte aumento

C’è una notizia, dalle parti di Napoli, che rischia di passare sotto banco ma che invece meriterebbe un titolo cubitale sui giornali. Da maggio, su alcuni autobus di Air Campania (l’azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma in gran parte della regione), viaggiano anche le GPG — sigla che sta per Guardie Particolari Giurate, quelle figure con divisa e tesserino che di solito vediamo davanti alle banche o nei centri commerciali.

Il motivo? Semplice: troppe aggressioni al personale viaggiante negli ultimi tempi avevano reso la situazione insostenibile.

Un esperimento che, a conti fatti, ha pagato

I dati del bilancio provvisorio parlano chiaro, ed è bene dirlo subito: qui non si tratta di sensazioni o impressioni, ma di cifre nero su bianco. Da quando le guardie sono salite a bordo, si è registrata una sola aggressione. Una di troppo, sia chiaro — nessuno festeggia per un episodio del genere — ma il confronto con il passato, quando gli episodi erano “molteplici” come si legge nei report aziendali, fa capire quanto la situazione sia cambiata.

E qui arriva il bello, perché i numeri raccontano una storia che va oltre la sicurezza:

  • verifiche sui titoli di viaggio effettuate in condizioni di sicurezza sul 44% delle corse
  • controlli cresciuti del 33,1%
  • verbali aumentati del 34,9% rispetto al bimestre maggio-giugno 2025
  • vendita di biglietti a bordo su, del 24%, per un incasso extra di 210 mila euro rispetto all’anno scorso

Praticamente, mettere qualcuno in divisa sul bus ha fatto da deterrente per chi viaggiava a scrocco. Chi saliva sperando di farla franca, ora ci pensa due volte. E le casse aziendali, va da sé, ne hanno beneficiato parecchio.

Curioso anche il lavoro di monitoraggio fatto sulle tratte dove l’evasione tariffaria — cioè il fenomeno di chi non paga il biglietto — era più diffusa. Un modo, insomma, per capire dove concentrare gli sforzi senza sparare nel mucchio.

I sindacati non ci stanno del tutto

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La questione di fondo, a onor del vero, resta un po’ scivolosa. Le GPG possono legittimamente controllare i biglietti quando svolgono funzione di sicurezza sussidiaria — ossia quando non c’è un controllore a bordo e hanno ricevuto la formazione adeguata per farlo. Sulla carta è tutto regolare. Nella pratica, però, il tema non ha ancora trovato una applicazione omogenea in giro per l’Italia.

Il Lazio come apripista?

Un capitolo a parte merita la Regione Lazio, che l’anno scorso ha varato una legge piuttosto specifica: le guardie giurate sui bus, secondo questa norma, possono verificare la regolarità dei biglietti, multare chi viaggia senza titolo di viaggio valido e persino chiedere le generalità ai trasgressori.

Una mossa arrivata più tardi rispetto ad altre regioni italiane, questo va detto senza troppi giri di parole. Ma proprio per il peso specifico del Lazio — territorio vasto, capitale compresa — quella legge potrebbe trasformarsi in un modello capace di spingere il discorso a livello nazionale.