Paura sul volo Cagliari-Roma: aereo resta in volo per quasi due ore, poi l’atterraggio d’emergenza. Il racconto

Paura sul volo Cagliari-Roma: aereo resta in volo per quasi due ore, poi l’atterraggio d’emergenza. Il racconto

Partito da Cagliari per un volo di 45 minuti, l’aereo ha trascorso quasi due ore in aria prima di atterrare a Roma Fiumicino: a bordo mascherine dell’ossigeno aperte e grande apprensione

Due ore. Due ore lunghissime, sospesi tra il cielo di Cagliari e la pista di Fiumicino, con un pensiero fisso in testa: ce la faremo?

Partenza regolare, poco dopo mezzogiorno. Un Boeing 737-800 della compagnia Aeroitalia, il modello di aereo più diffuso al mondo per i voli a corto e medio raggio, decolla dal capoluogo sardo diretto verso Roma. Tratta breve, di routine: 45 minuti, giusto il tempo di un caffè e un pisolino. Invece no.

Il primo campanello d’allarme

Bastano pochi minuti dal decollo per capire che qualcosa non va. L’aereo balla, sbanda, non tiene la traiettoria dritta come dovrebbe. E poi quel dettaglio che a chi vola fa venire la pelle d’oca: si aprono i pannelli con le mascherine per l’ossigeno, sopra alcune poltrone. Non è mai un buon segno.

Da quel momento in poi il cartello delle cinture resta acceso. Sempre. Per tutto il tragitto, che invece di durare i canonici 45 minuti si allunga fino a un’ora e 45. Il doppio, insomma.

Cerchi nel cielo sopra Roma

Paura sul volo Cagliari-Roma: aereo resta in volo per quasi due ore, poi l’atterraggio d’emergenza. Il racconto

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Il personale di bordo prova a rassicurare i passeggeri: bisogna smaltire carburante, spiegano, perché l’aereo è partito troppo carico tra bagagli e persone. Una spiegazione che, sulla carta, tiene. Ma chi era lì dentro, con il cuore in gola, di certo non se l’è vissuta con filosofia.

Ambulanze e vigili del fuoco ad attendere sulla pista

Ed è proprio nel momento più delicato, quello dell’avvicinamento finale, che i passeggeri notano quello che nessuno vorrebbe mai vedere dal finestrino: mezzi dei vigili del fuoco, ambulanze, tutto schierato lungo la pista. Un dispiegamento di soccorso da manuale, previsto in questi casi per pura precauzione, ma che di certo non aiuta a stare tranquilli quando sei ancora in volo.

L’atterraggio arriva. Turbolento, come raccontano i testimoni a bordo. L’aereo tocca terra e lì resta, fermo, per più di mezz’ora, in attesa dei bus che porteranno i passeggeri, scossi e provati, fino al terminal.

Il verdetto: una gomma squarciata

Solo scendendo dall’aeromobile si vede il danno con i propri occhi: uno pneumatico del carrello è letteralmente squarciato. Ecco spiegato, probabilmente, il perché di quel volo così anomalo e di tutte le precauzioni prese prima di toccare terra.

A raccontare l’intera vicenda, minuto per minuto, è stato un cronista dell’Agi — l’Agenzia Giornalistica Italia, una delle principali agenzie di stampa nazionali — che si trovava casualmente a bordo di quel volo e ha vissuto la vicenda in prima persona, fornendo poi una testimonianza dettagliata di quanto accaduto.

Un episodio che si è risolto senza conseguenze per i passeggeri, ma che resta lì a ricordarci quanto, a volte, dietro un ritardo aereo si nasconda molto più di un semplice contrattempo.