SafeDrive, il dispositivo che osserva dentro l’auto: test sulla Firenze-Pisa-Livorno

SafeDrive, il dispositivo che osserva dentro l’auto: test sulla Firenze-Pisa-Livorno

Non è un semplice autovelox: SafeDrive può controllare contemporaneamente più corsie e verificare cosa accade all’interno dell’abitacolo. Il sistema è ora in fase sperimentale sulla Fi-Pi-Li

Ve lo dico subito: se percorrete la Firenze-Pisa-Livorno in questi giorni, sappiate che qualcosa vi sta osservando. Non un autovelox normale, eh. Qualcosa di molto più curioso.

Si chiama SafeDrive, ed è finito al centro dei test partiti proprio sulla superstrada toscana.

Chi c’è dietro

L’apparecchio porta la firma di Sodi Scientifica, azienda toscana che lavora da tempo su tecnologie legate alla sicurezza in strada. Il gioiellino che hanno tirato fuori stavolta, però, va parecchio oltre il solito radar che ti becca a 140 in autostrada.

Qui la faccenda si fa interessante: il dispositivo non misura solo la velocità. Guarda dentro l’abitacolo. Sì, avete capito bene.

Come diavolo funziona

SafeDrive, il dispositivo che osserva dentro l’auto: test sulla Firenze-Pisa-Livorno

LEGGI ANCHE Skiathos, turista italiana travolta dal vento di un aereo in decollo: 52enne ricoverata. La storia

Cosa controlla esattamente:

  • Chi guida con lo smartphone in mano (la piaga di questi anni, diciamocelo)
  • Chi non ha allacciato la cintura
  • Se il mezzo ha la revisione scaduta
  • Se manca l’assicurazione, leggendo la targa anche su più corsie contemporaneamente

Un controllore multitasking, insomma. Uno di quelli che non si perde una virgola.

E chi teme per la privacy?

Punto delicato, questo. Appena il sistema individua un volto all’interno del veicolo, lo sfoca all’istante. Automaticamente, senza intervento umano. Una specie di scudo digitale pensato apposta per non violare la riservatezza di guidatori e passeggeri.

Multe? Non ancora

Tirate un sospiro di sollievo: per ora nessuna sanzione arriverà a casa. Siamo nella fase sperimentale, quella dove tecnici e ingegneri raccolgono dati su dati per capire se l’algoritmo funziona davvero come deve. Solo più avanti, se i test daranno l’ok, SafeDrive potrebbe affiancare le pattuglie della Polizia Stradale che già battono quel tratto ogni giorno.