Smart Road Milano-Bruxelles in treno di notte: dal 9 settembre torna il collegamento diretto Marco Gramigni 02 September 2026 Citizen Mobility Dal 9 settembre si torna a viaggiare di notte tra Milano e Bruxelles: partenza da Porta Garibaldi, arrivo al mattino e prezzi a partire da 29,99 euro. Chi ama il treno lo sa: c’è qualcosa di magico nel salire a bordo la sera e scendere la mattina dopo in un’altra nazione, senza aver mosso un dito durante la notte. Da mercoledì 9 settembre questa magia torna possibile tra Milano e Bruxelles. Merito di European Sleeper, compagnia ferroviaria olandese-belga che sui treni notturni ha costruito tutta la sua identità. Una startup ferroviaria nata dal basso Vale la pena capire con chi abbiamo a che fare, perché non si tratta di un colosso statale qualunque. European Sleeper è una compagnia ferroviaria olandese-belga nata nel 2023, interamente di proprietà della sua comunità di sostenitori e dedicata esclusivamente ai treni notturni tra le principali destinazioni europee. Un progetto quasi cooperativo, verrebbe da dire, nato da chi ancora crede nel fascino un po’ démodé del dormire cullati dal rumore delle rotaie. Numeri che parlano chiaro: dalla prima partenza, la compagnia ha trasportato oltre 300mila passeggeri ed effettuato più di 980 treni notturni attraverso l’Europa, gestendo già i collegamenti Bruxelles-Berlino-Praga e Parigi-Berlino. Il tragitto, orario alla mano Si parte da Milano Porta Garibaldi tre sere a settimana — mercoledì, venerdì e domenica — e si attraversa la Svizzera lungo la mitica linea del San Gottardo, con fermate a Como San Giovanni, Lugano, Bellinzona, Arth-Goldau, Göschenen e Aarau, per poi proseguire verso Colonia e concludere la tratta a Bruxelles Midi/Brussel Zuid la mattina successiva. Al contrario, per tornare, si parte da Bruxelles lunedì, giovedì e sabato. Orari da appuntarsi: Milano → Bruxelles: partenza 17,12, arrivo l’indomani alle 11,25 Bruxelles → Milano: partenza 17,22, arrivo l’indomani alle 11,30 Il colpo di scena tutto italiano Milano-Bruxelles in treno di notte: dal 9 settembre torna il collegamento diretto LEGGI ANCHE Sorveglianza rafforzata anche per l’Intelligenza Artificiale: la scelta dell’Unione Europea Ecco il dettaglio che in pochi conoscono, e che invece merita due righe in più. A tirare il treno fino al confine svizzero non sarà un big statale, ma Arenaways, operatore privato piemontese che negli anni si è guadagnato fama di outsider combattivo nel mondo delle ferrovie italiane. Oggi Arenaways gestisce già la Cuneo-Saluzzo-Savigliano, lo shuttle Flytrain verso l’aeroporto di Cuneo Levaldigi e treni charter come il suggestivo Treno della Neve. E non si ferma qui: sta lavorando per estendere il proprio servizio anche ai collegamenti intercity sulle direttrici Nord Ovest-Est e Nord-Centro-Sud. Un bel salto di qualità, se ci si pensa: da operatore regionale a protagonista di una rotta internazionale. Prezzi per tutte le tasche Budget (posto a sedere): da 29,99 euro Cuccetta Classic: da 49,99 euro, bagaglio e biancheria compresi Comfort Standard: da 99,99 euro Comfort Plus: da 129,99 euro, colazione inclusa Fate due conti: meno di quanto si spende per un weekend fuori porta, e nel frattempo ci si risparmia pure una notte d’albergo. Dicembre porta altre novità La storia non finisce a settembre. Dal 14 dicembre 2026, con l’entrata in vigore del nuovo orario europeo, il collegamento sarà esteso con fermate aggiuntive ad Anversa, Breda ed Eindhoven, offrendo così un collegamento diretto anche con i Paesi Bassi. Cambia anche una fermata svizzera: al posto di quella attuale arriverà Aarau, con coincidenze verso Zurigo in appena mezz’ora. Chi ci ha messo la faccia A raccontare la genesi di questo progetto è Chris Engelsman, uno dei due fondatori di European Sleeper, che non nasconde l’emozione: «Siamo pronti per la prima partenza del 9 settembre. È il risultato di un lungo lavoro di coordinamento con i gestori dell’infrastruttura ferroviaria di quattro Paesi e rappresenta un passo importante nella crescita della rete europea dei treni notturni». Quattro Paesi da mettere d’accordo su binari, precedenze e orari non è roba da poco, e il fatto che ci siano riusciti dice molto sulla tenacia di chi ha tirato le fila del progetto.