Tech Le Pmi italiane migliorano nella conoscenza della finanza, ma sono ancora indietro sulla IA Redazione 09 September 2026 AI Le Pmi italiane migliorano nella conoscenza della finanza, ma sono ancora indietro sulla IA è c’è molto spazio per progredire. Le piccole e piccolissime imprese italiane compiono qualche progresso nella conoscenza degli elementi base della finanza e nei loro comportamenti e abitudini in materia anche se c’è ancora molto spazio di miglioramento, magari anche attraverso l’uso dell’Ia che resta invece poco diffusa. Le principali evidenze dell’indagine della Banca d’Italia mettono a fuoco dei miglioramenti rispetto a quella del 2021, realizzata all’indomani della crisi pandemica che aveva messo a dura prova la tenuta del tessuto delle pmi italiane. Che cosa dicono i risultati dell’indagine di Bankitalia Ora, sul campione di oltre 5000 imprese con meno di 9 addetti (de facto la stragrande maggioranza delle aziende del nostro paese), il punteggio dell’indice creato da Via Nazionale evidenzia un lieve aumento (+2) a 74 su 100. Chi si confronta con l’estero e ha dimensioni maggiori vanta risultati maggiori, spiegano gli esperti. E il 45% può vantare conoscenze elevate anche se pesa quel 15% che non raggiunge la sufficienza nel rispondere alle domande sui concetti base su tassi di interesse, inflazione, rischi etc.. Un terzo poi non mette a confronto le offerte dei servizi bancari o assicurativi dai quali potrebbe trarre risparmi o maggiore qualità. Le donne sono più propense all’innovazione E’ diffuso l’utilizzo di carte aziendali mentre il 38 per cento ricorre a prestiti o mutui, il 29 ad aperture di credito in conto corrente e il 23 agli anticipi su fatture. Un punto ancora dolente è l’intelligenza artificiale. Solo il 5% la usa anche se il 19% dice di volerla adottare o comunque sperimentare entro l’anno. L’indagine mette in evidenza anche una maggiore propensione delle donne imprenditrici all’innovazione: sia essa intelligenza artificiale, robotica e interconnessione dei sistemi. Anche il clima è diventato un fattore di rischio La robotica, impiegata dal 6 per cento delle imprese oggetto dell’indagine, “è maggiormente presente nel manifatturiero; l’interconnessione dei processi, utilizzata dal 4 per cento, è più frequente nei servizi di informazione e comunicazione. Il cloud, più semplice da implementare, è adottato in forma estensiva o limitata dal 44 per cento ed è relativamente diffuso tra le imprese dei diversi settori.” Infine il clima, divenuto oramai un fattore di rischio. Il susseguirsi degli eventi climatici è evidente e il 6,4% delle imprese del campione ha subito dei danni. Per questo molte piccole aziende hanno predisposto uno o più misure per proteggersi: assicurazioni, investimenti e spostamento della produzione.