Italia, cresce il trasporto pubblico e diventa più green: i numeri del rapporto Istat sull'ambiente urbano

Italia, cresce il trasporto pubblico e diventa più green: i numeri del rapporto Istat sull’ambiente urbano

In Italia aumenta l’offerta del trasporto pubblico e anche i suoi utilizzi, mentre migliorano le infrastrutture e il ricambio mezzi porta autobus più green: cosa ci dice il rapporto Istat sull’ambiente urbano 2024

Il trasporto pubblico in Italia viaggia veloce. E soprattutto cresce, da tanti punti di vista. Se il nostro Paese è uno dei più invasi dalle auto private (7 ogni 10 abitanti), negli ultimi anni la tendenza è quella di un miglioramento dei servizi Tpl, all’insegna di offerta di corse e del loro ridotto inquinamento. L’ultimo rapporto sull’ambiente urbano dell’Istat, relativo al 2024, fotografa una situazione positiva riguarda la mobilità pubblica offerta dalle città.

Nuove infrastrutture: aumentano metropolitane e filobus

Il tutto a partire dalle infrastrutture. A crescere maggiormente sono le metropolitane, con 212 km in più sul 2023 che significa +7,3%. Ma aumenta anche il chilometraggio dei filobus (+305 km che corrisponde a +4,2%), mentre rimane invariata l’estensione della rete infrastrutturale delle tranvie (360 km, -o,5%), che però tra 2025 e 2026 è cresciuta molto in città come Firenze e Bologna (rispettivamente linea verso Bagno a Ripoli e la Rossa).

Nei capoluoghi metropolitani, dove si concentra l’85% di queste infrastrutture, si contano, in media, 22,8 km di tramvie per 100 km2 di superficie urbanizzata (105,5 a Milano e 64,6 a Torino), 13,6 km/100 km2 di filovie (94,5 a Cagliari e 90,4 a Bologna) e 13,2 km/100 km2 di metropolitana (58,5 a Milano e 23 a Napoli).

Gli autobus dominano il trasporto pubblico. E diventano più green

Ma nelle città italiane sono soprattutto gli autobus a farla da padroni per quel che riguarda l’offerta del trasporto pubblico. I vettori su gomma rappresentavano nel 2024 il 56,9% dei servizi Tpl nei Comuni capoluogo. Quota che sale addirittura al 90% in quattro capoluoghi su cinque. E proprio per questo, in materia di sostenibilità, diventa fondamentale fare in modo che i bus siano a basse emissioni proprio per ridurre l’impatto inquinante della mobilità pubblica sulla qualità dell’aria delle città.

Anche in questo caso i dati sono positivi.  Nel 2024, i mezzi a basse emissioni (elettrici/ibridi o a metano/Gpl) erano il 48,4% del totale: +8,1% sull’anno precedente e +16,8 sul 2019. La quota complessiva raggiunge il 63,8% nei capoluoghi del Nord-est, mentre resta invece nettamente inferiore alla media nel Nord-ovest (42,5%) e nel Mezzogiorno (39,5%).

Il valore aggregato dei capoluoghi metropolitani (47,5%) è prossimo alla media nazionale ma riporta al suo interno una variabilità molto ampia. La quota dei bus a basse emissioni supera il 75% a Bologna e Bari e il 50% a Venezia, Roma e Catania, mentre all’estremo opposto, con valori molto inferiori alla media, si collocano Genova, Firenze e Reggio di Calabria.

Autobus più sostenibili: Euro 6 e a zero emissioni sono il 60% nei Comuni capoluogo

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In generale, nel 2024 è aumentato del 2,8% il numero totale degli autobus usati per il trasporto pubblico nei Comuni capoluogo. Una crescita che è più significativa al Sud (+7,9%) e al Nord Est (4,9% in più) e che indica che le città puntano con decisione sull’offrire questo servizio. E tra questi cresce la quantità di mezzi Euro 6 (+12,8%), che insieme a quelli a zero emissioni ormai occupano oltre il 60% del totale del parco veicoli. Una crescita di quasi il 30% rispetto al 2019. Scesi invece, rispetto al 2023, gli Euro 5 (-6,6%) e gli Euro 4 o precedenti (-15,8%).

Tra le alimentazioni alternative al gasolio, peraltro, sono aumentati esponenzialmente gli autobus elettrici e ibridi, che sono cresciuti del 55% rispetto al 2023 e sono diffusi soprattutto nel Nord-Ovest. Un segnale di forte investimento in vettori sostenibili. La maggior parte comunque dei carburanti alternativi al diesel è ancora il gas, che occupa il 30% dei mezzi nei Comuni capoluogo, mentre quelli a zero emissioni sono ancora a poco più del 18% del totale.

Posti medi per abitante e domanda pro capite

All’aumento dei mezzi e dell’estensione delle linee del trasporto pubblico è corrisposto un lieve incremento dei posti a disposizione degli abitanti per ogni chilometro percorso. Nel 2024 i servizi di Tpl hanno prodotto, nell’insieme dei Comuni capoluogo, 4.699 posti-km per abitante: il 2% in più dell’anno precedente. Anche se è quasi lo stesso valore del 2021, a conferma di una stabilizzazione dell’offerta dopo il rapido recupero post-pandemico.

Ma perlomeno si riduce la differenza tra Centro-Nord e Sud. Nel Mezzogiorno l’offerta di posti-km per abitante è cresciuta del 13,2%, a fronte di un calo sia al Centro (-2,5%) e al Nord (1,3%). Dove si trova, però, la città con l’offerta più alta di Tpl, Milano, che porta a oltre 16.000 posti-km per ogni residente. Subito dopo il capoluogo lombardo ci sono Venezia (9.950), Roma (7.293) e Firenze (7.072), tutte sopra la media dei capoluoghi metropolitani (6.820). E in effetti, nonostante la crescita del Sud, la base di partenza resta ancora divergente. Al Nord il trasporto pubblico offre 5.979 posti-km/ab., che diventano 5.263 nel Centro e 2.240 del Mezzogiorno.

Nel 2024, la domanda di Tpl si attesta a 176,4 passeggeri per abitante, con uno squilibrio territoriale ancora maggiore rispetto all’offerta (237,9 passeggeri/ab. nel Nord e 204,9 nel Centro, contro i 56,6 del Mezzogiorno). I passeggeri del Tpl continuano ad aumentare, ma a tassi decrescenti (+16,4% nel 2023, +3,8% nel 2024) e la domanda, in questo caso, stenta a tornare ai livelli del 2019 (-8,2%).

L’Istat sottolinea che pesa soprattutto la debolezza della ripresa nei capoluoghi metropolitani (-9,4% sul 2019), mentre nell’insieme degli altri capoluoghi il recupero rispetto al benchmark pre-pandemico è quasi completo (-2,3% sul 2019).