Smart Road Italia, rapporto Istat sull'ambiente urbano: aumenta la rete ciclabile, in crescita bike e car sharing. I dati Francesco Ton... 10 September 2026 L’ultimo rapporto Istat sull’ambiente urbano in Italia delinea un quadro positivo per la mobilità dolce, aumenta la rete ciclabile e crescono bike e car sharing, mentre cala l’offerta di monopattini Le città italiane sono sempre più a misura di mobilità sostenibile. È quello che emerge dall’ultimo rapporto Istat sull’ambiente urbano, che ha fotografato la situazione del 2024 nel nostro Paese. Un anno in cui ci sono stati riscontri positivi per quanto riguarda il trasporto pubblico e anche per l’offerta di mezzi di spostamento dolce. Ed è già un punto di partenza per comprendere poi come le tendenze si sono sviluppate nell’anno e mezzo successivo al periodo preso in esame. Per esempio, l’Istat rivela che nel 2024 è cresciuta la rete delle piste ciclabili in Italia, assecondando gli obiettivi Pnrr. Nell’insieme dei Comuni capoluogo superava i seimila km di estensione, con un incremento del 5,6% rispetto al 2023 e di quasi 30 punti percentuali sul 2019. In almeno il 75% dei capoluoghi i tracciati ciclopedonali raggiungono un minimo di 10 km, offrendo dunque percorsi ben collegati per chi volesse muoversi solo con la bici. La densità media è di 31,3 km per 100 km2 di superficie territoriale, ma sale a 48,3 nei capoluoghi metropolitani. Il tasso di crescita è superiore alla media nelle città del Mezzogiorno (+10,1%), ma l’infrastruttura ciclabile resta fortemente concentrata nel Nord (74 km/100 km2, contro i 19,4 del Centro e i 7,7 del Sud). E un incremento di questo tipo dei tracciati per biciclette ha comportato anche un aumento dei servizi di bike sharing. Italia, bike sharing in crescita nel 2024 Italia, rapporto Istat sull’ambiente urbano: aumenta la rete ciclabile, in crescita bike e car sharing. I dati LEGGI ANCHE Italia, dal 1° ottobre torna lo stop alle auto diesel fino a Euro 5: tutto quello che c’è da sapere Nel 2024 le biciclette condivise erano presenti in 65 capoluoghi di tutta Italia, con una media di 25 mezzi ogni diecimila abitanti. Una quota cresciuta rispetto al 2023 quando erano in media 23,5 per la stessa quantità di cittadini. L’offerta di bike sharing è aumentata nel Nord (da 35,8 a 39,0 biciclette/10mila ab.) e nel Centro (da 20,7 a 23,3) mentre due anni fa è calata solo nel Mezzogiorno (da 8,0 a 5,9). Le città con un maggior rapporto bici/residenti sono Firenze (110,4 biciclette/10mila ab.) e Milano (106,9), seguite da Padova (94) e Bologna (91). Da segnalare anche la crescita dei servizi a flusso libero, che sono aumentati dell’8,1% rispetto al 2023. Un incremento più significativo di quello del bike sharing a postazione fissa di abbandono e noleggio del mezzo (+2,1%). Cresce anche il car sharing Oltre alle bici anche le auto condivise hanno subito un aumento dell’offerta. Il car sharing è tornato già dal 2022 ai livelli del 2019, e nel 2024 era presente in 35 città, con una media di 4,9 veicoli per 10mila abitanti. Nel 2023 erano 4,7, nel 2021 addirittura a 3,9. Si tratta di un dato che beneficia dell’aumento delle flotte di veicoli a flusso libero, che sono cresciute del 12,8% sull’anno prima, mentre è forte il calo delle auto condivise a postazione fissa (-38,4%). Una tendenza simile a quella del bike sharing, che però non ha conosciuto un calo così drastico per una delle due componenti. La domanda degli utenti, dunque, sembra parlare chiaramente su quali siano le soluzioni più adatte per offrire un servizio che risponda alle esigenze. I veicoli disponibili aumentano solo nel Nord-est (+15,7%) e nel Centro (+18,3%), mentre diminuiscono nel Mezzogiorno (-7,0%). L’offerta si concentra nei capoluoghi metropolitani (9,1 veicoli/10mila ab., in crescita del 7,1%), con un massimo di 23,5 a Milano e una disponibilità intorno ai 16 veicoli per 10mila abitanti a Bologna e Torino. Nell’insieme dei capoluoghi, circa un veicolo del car sharing su due è a basse emissioni (erano poco più di uno su quattro nel 2019) e in 22 città su 35 (tra cui Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Bari e Catania) gli operatori impiegano esclusivamente veicoli a basse emissioni. Calano i monopattini e gli scooter I dati però non sono tutti positivi per quel che riguarda i mezzi condivisi. In calo, ad esempio, ci sono gli utilizzi e l’offerta di monopattini, che già prima delle nuove regole del Codice della Strada avevano conosciuto una flessione. Nel 2024, quando non c’era ancora obbligo di targa e assicurazione, c’erano 24,5 mezzi ogni diecimila abitanti, mentre l‘anno prima erano 25,5. I capoluoghi che offrivano il servizio di monopattini due anni fa erano 40, calati di due rispetto al 2023. E nel 2026 Firenze e Genova hanno detto no a questi veicoli sharing, per cui la tendenza è in costante diminuzione. Oltre il 70% dei monopattini in sharing opera nei capoluoghi metropolitani: Roma ospita la flotta più numerosa (13.500, quasi un terzo del totale), ma la città con l’offerta più alta è Pisa, con 78,4 monopattini per 10mila abitanti. Insieme ai monopattini anche gli scooter sharing hanno conosciuto un calo. L’offerta si è più che dimezzata tra 2022 e 2024 (dai 5,4 ciclomotori o motocicli per 10mila abitanti del 2022 ai 2,4 del 2024). Ora è presente solo in 12 capoluoghi. Milano e Roma ospitano oltre il 75% dei veicoli, ma la città più servita anche in questo caso è Pisa, con 33,6 veicoli per 10mila abitanti. La città della Torre, insieme a Roma, mostra di essere quella più in controtendenza rispetto al resto d’Italia su monopattini e scooter condivisi, che stanno lasciando sempre più spazio a bici e auto in sharing o al trasporto pubblico.