Varese-Milano in treno, la Regione ci prova: 100mila euro per studiare come ridurre i tempi

Varese-Milano in treno, la Regione ci prova: 100mila euro per studiare come ridurre i tempi

Non è ancora un cantiere né una nuova linea, ma il primo passo è arrivato: Regione Lombardia mette 100mila euro sullo studio per capire come ridurre i tempi di percorrenza tra Varese e Milano

Chi prende il treno ogni mattina tra Varese e Milano lo sa bene: il tragitto, a conti fatti, potrebbe essere molto più rapido. Adesso qualcosa si muove, almeno sulla carta. Regione Lombardia ha appena varato un pacchetto da 81,9 milioni di euro per la rete ferroviaria gestita da Ferrovienord — la società che si occupa delle linee non di proprietà di Rfi, quelle un tempo note come “ferrovie Nord Milano” — e dentro questo pacchetto c’è pure una fetta destinata proprio a studiare come velocizzare la tratta Milano-Varese.

Cento mila euro per capire come correre di più

Non è un cantiere, sia chiaro. È uno studio, cioè un’analisi tecnica preliminare che serve a capire dove intervenire e con quali soluzioni per tagliare i tempi di percorrenza. Costo: 100mila euro. Ce n’è un altro identico, sempre da 100mila euro, dedicato invece a misurare l’impatto acustico e le vibrazioni provocate dagli impianti ferroviari della regione — un tema che chi abita vicino ai binari conosce fin troppo bene.

Tutto questo rientra nell’aggiornamento 2026 del Contratto di Programma, lo strumento con cui la Regione stabilisce ogni anno quanto investire e dove sulla rete in concessione a Ferrovienord. Il documento è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta di due assessori: Claudia Maria Terzi, che si occupa di Infrastrutture e Opere pubbliche, e Franco Lucente, titolare della delega a Trasporti e Mobilità sostenibile.

Dove vanno davvero i soldi

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C’è poi un capitolo che interessa da vicino chi vola: quasi 19 milioni in più per completare il collegamento ferroviario tra il Terminal 2 di Malpensa e la linea Rfi del Sempione, un tassello per unire meglio l’aeroporto alla rete nazionale verso nord.

A Seveso, in Brianza, arrivano fondi per ammodernare l’impianto ferroviario, eliminare tre passaggi a livello — quelli di via Manzoni, via Montello e via Como — e raddoppiare i binari sulle tratte verso Camnago e verso Meda. Altri interventi riguardano le sottostazioni elettriche di Saronno, Gemonio e Galliate, cioè gli impianti che alimentano la linea.

Non manca il capitolo idrogeno: oltre 2,1 milioni per il progetto H2iseO, la linea Brescia-Iseo-Edolo che sta convertendo la trazione dei treni dal diesel all’idrogeno, primo esperimento del genere in Italia su una linea non elettrificata. A questo si aggiungono 511mila euro per il sistema di controllo della circolazione sul ramo Iseo e 45mila euro, finanziati dal programma europeo Interreg Central Europe, per riqualificare la stazione di Edolo.

Le parole degli assessori

Sul provvedimento è intervenuta l’assessora Terzi, che ha spiegato: «Questo provvedimento conferma la volontà di Regione Lombardia di continuare a investire con decisione sulla rete in concessione a Ferrovienord, intervenendo sui nodi che incidono di più sulla qualità del servizio».

Sulla stessa linea l’assessore Lucente, secondo cui «questa misura è la testimonianza che Regione Lombardia ha l’obiettivo di rendere il trasporto ferroviario lombardo sempre più affidabile e vicino alle esigenze di cittadini e pendolari».

E il treno veloce, quando arriva?

Va detto con chiarezza: lo studio da 100mila euro non è la garanzia di un treno diretto e rapido tra Varese e Milano dall’anno prossimo. È un primo passo, un’analisi che dovrà fare i conti con un ostacolo tutt’altro che banale — gli “slot”, cioè gli spazi disponibili sulla rete per far circolare nuovi treni senza intasare le linee già cariche di convogli regionali e suburbani. Un problema che in passato ha già affossato tentativi simili, come il progetto Lombardia Express, naufragato dopo appena tre mesi di sperimentazione. Per ora, insomma, resta uno studio. Ma è comunque un segnale che la questione, a Milano come a Varese, non è affatto archiviata.