Incidenti stradali, la classifica 2025 sorprende: Genova peggio di Roma, Napoli e Palermo

Incidenti stradali, la classifica 2025 sorprende: Genova peggio di Roma, Napoli e Palermo

La Liguria è ultima in Italia per incidenti con morti e feriti in rapporto ai veicoli circolanti, con 53,3 sinistri ogni 10mila mezzi contro una media nazionale di 31,4

C’è un dato che fa storcere il naso a chi pensa di conoscere l’Italia a memoria. Quello dove ti aspetteresti caos, clacson e guida spericolata — tipo Napoli, tipo Palermo — invece la statistica racconta tutt’altro. E dove magari immagini ordine e disciplina, i numeri sugli incidenti stradali raccontano una storia ben diversa.

Partiamo dai fatti, quelli nudi e crudi.

La Liguria chiude la classifica, e non di poco

Nel 2025 la regione ligure si piazza ultima in Italia per incidenti con morti e feriti. Nel 2025 la Liguria si colloca all’ultimo posto con 53,3 sinistri con morti e feriti ogni 10 mila veicoli circolanti, un valore molto distante dalla media nazionale di 31,4. Un distacco enorme, altro che qualche decimale di differenza.

E non è sola in zona rossa. Sopra la media anche le regioni: Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Marche e Puglia. Chi invece se la cava meglio di tutti, a livello regionale? le regioni più virtuose risultano essere: Valle d’Aosta e Molise.

Palermo e Napoli: i veri esami superati a pieni voti

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Incidenti stradali, la classifica 2025 sorprende: Genova peggio di Roma, Napoli e Palermo

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Al contrario, le città che si immaginerebbero più ordinate finiscono per avere i numeri peggiori:

  • Milano: 81,9 incidenti con lesioni personali ogni 10mila veicoli circolanti
  • Genova: 79
  • Firenze: 75,9
  • Bari: 75,2
  • Roma: 56,2
  • Verona: 53,3
  • Trieste: 48

Più giù, invece, Catania si ferma a 40, Messina a 36,4 e Torino a 35,4.

Chi ha tirato fuori questi numeri

Dietro l’analisi ci sono due nomi precisi. Antonio Coviello, che ricopre il ruolo di Garante Nazionale degli Assicurati — in sigla ANDCI — oltre a essere ricercatore al CNR (il Consiglio Nazionale delle Ricerche) e docente di Marketing assicurativo all’UniSOB di Napoli, l’Università Suor Orsola Benincasa. Al suo fianco Paolo Bullegas, esperto SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) e coordinatore del Comitato scientifico del Garante.

I due hanno incrociato i dati di tre fonti istituzionali diverse: PRA (Pubblico Registro Automobilistico), ACI (Automobile Club d’Italia) e ISTAT.

A commentare la fotografia che ne esce è lo stesso Coviello, con parole che vanno dritte al punto: “Palermo e Napoli dimostrano che comportamenti più prudenti e una maggiore consapevolezza alla guida possono produrre risultati concreti – conclude il prof. Coviello – La sicurezza stradale non è un fatto casuale, ma il risultato di responsabilità collettiva”.

Un’Italia spaccata in due, ma al contrario di come te la aspetti

Il quadro che viene fuori è quasi paradossale. La fotografia complessiva mostra un’Italia a due velocità: da un lato i grandi centri del Sud che, nonostante la complessità del traffico urbano, registrano livelli di incidentalità contenuti; dall’altro le città del Centro-Nord che evidenziano numeri decisamente più alti.

Morale della favola? Il traffico “caotico” da film non per forza fa rima con pericolo. E la prudenza, quella vera, a volte si nasconde proprio dove meno te l’aspetti.