Dal territorio Smart Road L'Aeroporto di Fiumicino punta sulla mobilità sostenibile: nuovi autobus elettrici per collegare terminal e aerei Marco Gramigni 30 October 2026 Centro Mobility L’aeroporto di Fiumicino accelera sulla sostenibilità e rinnova la propria flotta. Con quattro nuovi autobus elettrici salgono a 23 i mezzi a batteria destinati al trasporto passeggeri. Ma il progetto di dnata coinvolge anche Malpensa e Linate e prevede investimenti superiori ai 30 milioni di euro A Fiumicino il piazzale si colora un po’ di più di verde. Dalla metà di novembre entreranno in servizio quattro nuovi autobus completamente elettrici, destinati al trasporto dei passeggeri tra i terminal e gli aerei parcheggiati in pista. A portarli in pista è dnata, colosso mondiale dell’assistenza a terra negli aeroporti — quella galassia di servizi che permette a un volo di atterrare, scaricare bagagli, fare rifornimento e ripartire senza intoppi, il cosiddetto turnaround. Non è un episodio isolato, sia chiaro. È il tassello più recente di un piano che negli ultimi tre anni ha fatto gola a un bel po’ di milioni: oltre 30, per la precisione, spesi per rinnovare mezzi e attrezzature negli scali italiani dell’azienda, cioè Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Milano Linate. Cosa cambia, in pratica I quattro nuovi arrivati sono modello VEGA, prodotto da Cobus, azienda specializzata proprio in autobus per aeroporti. Qui sta il dettaglio curioso: dnata sarà il primo operatore al mondo a usarlo. Un debutto assoluto, insomma. Rispetto ai bus “normali” di assistenza a terra, il VEGA porta più gente a bordo, il che — tradotto in parole povere — significa meno viaggi avanti e indietro tra terminal e aereo, turnaround più snelli e meno tempi morti per chi deve prendere il volo. Qualche altra chicca tecnica, senza troppi tecnicismi: Climatizzazione potenziata, quindi niente sudate d’estate o brividi d’inverno in attesa di salire Porte ripensate per salire e scendere più in fretta Sistemi di assistenza alla guida per aiutare gli autisti nelle manovre più delicate, tipo l’accostamento al velivolo A conti fatti, con questi quattro mezzi la flotta di autobus passeggeri a Fiumicino arriva a quota 40, di cui 23 già elettrici. Più della metà, si potrebbe dire facendo due conti spiccioli. Chi lo dice, e perché conta L’Aeroporto di Fiumicino punta sulla mobilità sostenibile: nuovi autobus elettrici per collegare terminal e aerei LEGGI ANCHE Scuole Sicure, 1,5 milioni di euro per Polizia Locale e videosorveglianza: ecco i 70 Comuni beneficiari dei fondi del Ministero dell’Interno A commentare la novità è Alberto Morosi, amministratore delegato di dnata Airport Operations Italy, che ha dichiarato: “Questi nuovi autobus elettrici ci permetteranno di offrire un servizio migliore alle compagnie aeree clienti e ai loro passeggeri, mettendo al contempo a disposizione del nostro personale mezzi più sicuri e adeguati alle esigenze operative”. E aggiunge che l’operazione fa parte di una strategia più ampia, pensata — sono parole sue — “con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e ridurre il nostro impatto ambientale”. Il numero che fa la differenza Qui arriva il dato che vale la pena sottolineare: in Italia dnata muove oltre 1.000 veicoli motorizzati per l’assistenza a terra, dai trattori portabagagli alle scale mobili, dai nastri trasportatori ai trattori pushback (quelli che spingono gli aerei indietro dal gate, per capirci). Di questo esercito di mezzi, più del 60% va già a elettricità. E dove la batteria ancora non basta? Lì dnata ha scelto una via di mezzo intelligente: convertire i vecchi diesel all’HVO, acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil, ovvero olio vegetale idrotrattato. In pratica un carburante rinnovabile che si comporta come il gasolio ma inquina parecchio meno. Un’azienda enorme, dietro le quinte Pochi lo sanno, ma dietro ogni volo che decolla da Roma o Milano c’è una macchina organizzativa fatta di persone in tuta ad alta visibilità che corrono tra una pista e l’altra. Negli scali di Fiumicino, Malpensa e Linate, dnata conta circa 5.000 dipendenti al lavoro per oltre 60 compagnie aeree, gestendo ogni anno più di 150.000 voli, 46 milioni di passeggeri e quasi 18 milioni di valigie che vanno e vengono. Numeri da far girare la testa, se ci si pensa bene. E che danno la misura di quanto, dietro quattro semplici autobus elettrici, ci sia in realtà un pezzo importante degli ingranaggi che tengono in piedi gli aeroporti italiani.