Smart Road Mobilità degli italiani e mezzi di trasporto: bene aerei, autobus e treni. Il rapporto Francesco Ton... 05 November 2026 Il dossier sulla mobilità degli italiani del secondo trimestre 2026 rivela un calo della popolazione mobile e una ridotta lunghezza media degli spostamenti, ma i mezzi di trasporto pubblico vengono premiati Gli italiani si spostano meno e soprattutto compiono un chilometraggio inferiore per ogni loro viaggio. Questa la macro fotografia che emerge dal Rapporto sulla mobilità dei cittadini del nostro Paese relativa al secondo trimestre del 2026, in cui ci sono stati una media di 95 milioni di spostamenti al giorno. Ovvero il 4% in più sui primi tre mesi di quest’anno, probabilmente dovuto all’arrivo dei mesi caldi e quindi l’inizio delle vacanze estive. Ma a confronto con lo stesso periodo aprile, maggio e giugno 2025 c’è un calo di quasi il 3%. La diminuzione riguarda anche la popolazione mobile, che scende del 2,5% e si configura su 37 milioni di persone che in media si mettono in viaggio ogni giorno. Si mantengono invece sostanzialmente stabili gli spostamenti giornalieri. Un cittadino italiano solitamente compie 2,57 tratte, sovente quella casa-lavoro avanti e indietro più uno extra. Calano però i chilometri medi percorsi per ognuno di questi viaggi. Ogni giorno gli italiani, nel secondo trimestre 2026, hanno compiuto 2,3 miliardi di km, quantità scesa di oltre il 6% rispetto allo stesso lasso di tempo del 2025. Fa riflettere che invece, rispetto al primo trimestre 2026, si registri un aumento di quasi l’11%. Il che significa che, a confronto dell’anno scorso, c’è un calo, mentre il 2026 mostra tendenze di crescita. Seppure questo si possa spiegare ancora una volta col periodo dell’anno: all’avvicinarsi della stagione estiva la tendenza ad allungare le tratte è maggiore. In questo caso sono da considerare anche le differenze tra giorni feriali e festivi. Dal lunedì al venerdì, nel secondo trimestre 2026, gli italiani hanno macinato oltre 96 milioni di spostamenti giornalieri, per 2,3 miliardi di km suddivisi in 2,58 viaggi medi. Il sabato, la domenica e nelle festività, invece, diminuiscono le tratte compiute (quasi 92 milioni) e quelle medie pro capite (2,54), ma aumentano i chilometri totali percorsi (2,5 miliardi). Il che significa che nel fine settimana si viaggia di meno ma si va più lontano. Spostamenti locali e varietà regionale La maggior parte degli spostamenti è infatti di natura locale. Pur avendo escluso dall’analisi gli spostamenti di brevissimo raggio (entro gli 800 metri), l’analisi della distribuzione per classi di distanza mostra come, a giugno 2026, la percentuale di utenti medi/giorno che si spostano entro i 25 km è pari al 40,4% del totale. Percentuale che cresce sino al 64,9% per gli spostamenti su una distanza entro i 50 km. Ci sono però delle varietà regionali di cui è importante tenere conto, perché non tutta l’Italia si comporta allo stesso modo. Marche, Abruzzo, Molise e Umbria raggiungono praticamente l’80% della popolazione mobile, che quindi deve spostarsi ogni giorno. Mentre le quote più basse (uniche sotto il 70%) sono in Puglia, Liguria e Sicilia. Sempre Marche, Abruzzo, Molise e Umbria sono anche in testa per gli spostamenti pro capite, che arrivano anche oltre a 2,8 giornalieri. Anche in questo caso, sono i liguri quelli a muoversi di meno, con circa 2,4 viaggi medi al giorno, seguiti dai pugliesi (2,47) e dai lombardi (2,49). I molisani, oltre ad essere tra coloro che devono spostarsi maggiormente, sono anche in percentuale quelli che lo fanno di più all’infuori della loro Regione. Secondo i dati del Rapporto (fermi però a ottobre 2025), il 17% dei viaggi nei giorni feriali di chi abita in Molise avviene fuori dal territorio regionale. Il dato sale al 21% la domenica e i festivi. Mezzi di trasporto in positivo Mobilità degli italiani e mezzi di trasporto: bene aerei, autobus e treni. Il rapporto LEGGI ANCHE Smartphone al volante, il pericolo numero uno per gli italiani: il 63% lo considera il comportamento più pericoloso Dal dossier sulla mobilità degli italiani, si è detto, emerge che la maggior parte degli spostamenti avviene su brevi distanze. E in questa tendenza aumenta l’utilità del trasporto pubblico, che offre più servizi proprio nel medio-breve tratto. Il secondo trimestre 2026 ha evidenziato buone notizie sul fronte dei servizi Tpl. Nel Rapporto (che considera le percorrenze sulle strade Anas) emerge che rispetto al periodo aprile-giugno 2025 è cresciuta del 4% la domanda di servizi autobus nel Paese. Lo stesso vale anche per i treni. A livello di convogli regionali infatti la domanda, in confronto al secondo trimestre dell’anno scorso, è cresciuta dell’1%. A fronte invece di un incremento del 2% dei servizi offerti, secondo quanto rivelato dal report. Restando sui binari della rete italiana, è cresciuta anche la richiesta dell’utenza per treni di alta velocità (1%), a fronte di una riduzione delle corse del 2%. Mentre per gli intercity la necessità è rimasta invariata, ma anche in questo caso è calata l’offerta di convogli. Un fatto su cui si deve migliorare, visto l’incremento del bisogno di spostamenti ferroviari degli italiani. Sembra inarrestabile invece la crescita degli aerei. Nel secondo trimestre 2026 si è visto un aumento del 5% della richiesta di voli, aumentati in effetti di 3 punti percentuali. Rispetto al 2019, addirittura, la domanda di trasporto aereo è aumentata del 27%.