Veneto, addio a tanti biglietti diversi: arriva il ticket unico per bus, treni e vaporetti

Veneto, addio a tanti biglietti diversi: arriva il ticket unico per bus, treni e vaporetti

Dimenticare biglietti diversi, applicazioni e pagamenti separati potrebbe diventare realtà dal 2028. La Regione Veneto prepara un sistema unico per viaggiare su autobus, treni, tram e vaporetti: sul piatto 50 milioni di euro e nuove agevolazioni, soprattutto per i giovani. Ecco come funzionerà

Chi prende il bus la mattina e poi deve saltare sul treno lo sa bene: ogni mezzo ha il suo biglietto, la sua app, le sue regole. Una scocciatura bella e buona. Ecco, la Regione Veneto ha deciso di mettere fine a questo teatrino con un progetto che, sulla carta, suona quasi rivoluzionario — il biglietto unico regionale.

La Giunta ha già dato il via libera a uno stanziamento da 50 milioni di euro per accompagnare l’operazione. Ora la pratica passa dalle commissioni consiliari, tappa obbligata prima di arrivare in Consiglio regionale per il voto definitivo.

Il succo del progetto: un tap e via

L’idea di fondo è disarmante nella sua semplicità. Un solo “tap” — un appoggio della card o dello smartphone al validatore — e si può salire su bus, tram, vaporetto o treno, senza dover cambiare biglietto o metodo di pagamento ogni volta. Addio alla giungla di titoli di viaggio diversi a seconda dell’azienda che gestisce la linea.

Dietro questa semplicità per l’utente, però, c’è un lavoro tecnico tutt’altro che banale. Serve una piattaforma digitale che metta d’accordo sistemi che fino ad oggi hanno viaggiato ciascuno per conto proprio. Al tavolo ci sono la Regione, gli enti locali, le aziende di trasporto pubblico, Infrastrutture Venete e gli uffici regionali che si occupano di mobilità.

Due tranche, tempi lunghi

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I 50 milioni non arriveranno in un colpo solo. La Regione ha pensato a uno schema graduale:

  • 15 milioni nel 2028, anno in cui dovrebbe partire il nuovo ticket universale
  • 35 milioni nel 2029, quando il sistema dovrebbe funzionare a pieno regime

Questi soldi servono a un scopo preciso: coprire il buco di bilancio che le aziende di trasporto si troveranno davanti a causa degli sconti sulle tariffe. Perché sì, insieme al biglietto unico arriveranno anche agevolazioni economiche, pensate soprattutto per i giovani.

Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha spiegato il ragionamento con parole piuttosto dirette: le risorse «serviranno a compensare le minori entrate delle aziende di trasporto derivanti dalla riduzione delle tariffe». E ha aggiunto l’obiettivo politico dietro la mossa: «vogliamo dare soprattutto ai giovani, ma non solo, un motivo in più per scegliere autobus, treni, tram e vaporetti anziché l’auto privata».

La partita della digitalizzazione

C’è poi un secondo fronte, quello tecnologico, che corre parallelo. L’assessore regionale alla Mobilità e ai trasporti, Diego Ruzza, ha ricordato l’esistenza di un bando specifico da 11.075.447,41 euro, già approvato dalla Giunta lo scorso settembre.

Di cosa si tratta? Le Autorità urbane — cioè gli enti che coordinano i trasporti nelle aree cittadine — e le aziende del settore possono attingere a questi fondi, erogati a fondo perduto, per comprare validatori (le macchinette su cui si appoggia la card), sistemi di pagamento Emv (lo standard che permette di pagare anche con carta di credito o bancomat contactless) e tecnologie per i biglietti digitali. I soldi arrivano dal Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale, nella programmazione 2021-2027.

Chi è interessato ha tempo fino al 3 dicembre 2026 per presentare domanda attraverso il portale Fondi.RVE.

Resta da vedere, nei prossimi due anni, se la macchina regionale riuscirà a tenere il passo con i tempi annunciati. Di buone intenzioni, nel mondo dei trasporti pubblici, se ne sono sentite parecchie. Questa volta, almeno, c’è un piano con date e cifre scritte nero su bianco.