Cellulare alla guida e cinture non allacciate, arrivano le telecamere con intelligenza artificiale: oltre 19mila infrazioni in due settimane

Cellulare alla guida e cinture non allacciate, arrivano le telecamere con intelligenza artificiale: oltre 19mila infrazioni in due settimane

Dal Regno Unito al Belgio, passando per Olanda e Germania, cresce l'utilizzo delle telecamere intelligenti per individuare chi usa lo smartphone al volante o non indossa la cintura di sicurezza. Anche in Italia è partita la sperimentazione di SafeDrive sulla Firenze-Pisa-Livorno

Oltre 19mila potenziali infrazioni al Codice della Strada individuate in appena due settimane grazie a telecamere dotate di intelligenza artificiale. È il risultato della sperimentazione condotta nel Regno Unito, nelle città di Birmingham e Wolverhampton, dove i nuovi dispositivi sono stati utilizzati per monitorare il comportamento degli automobilisti e individuare alcune delle violazioni più pericolose per la sicurezza stradale.

Nel dettaglio, le telecamere hanno segnalato 1.920 potenziali casi di utilizzo del cellulare alla guida e 17.225 situazioni di mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. Numeri che riportano al centro dell’attenzione il problema dei comportamenti scorretti al volante e delle tecnologie che potrebbero contribuire a contrastarli.

«L’uso del cellulare alla guida e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza sono due delle principali cause di morte e lesioni gravi sulla nostra rete stradale», ha dichiarato Mat MacDonald, commissario per la sicurezza stradale delle West Midlands. Secondo il responsabile, la sperimentazione dimostra la volontà di utilizzare strumenti tecnologici avanzati per contrastare comportamenti pericolosi e promuovere una cultura della guida più sicura.

Belgio, controlli automatici dal 2028

L’esperienza britannica si inserisce in un percorso che sta coinvolgendo diversi Paesi europei, sempre più interessati all’impiego di sistemi automatici per individuare le infrazioni commesse dagli automobilisti.

Tra questi c’è il Belgio, che punta a introdurre dal 2028 i controlli automatici per individuare chi utilizza il telefono cellulare mentre guida. Il calendario è stato confermato dal ministro federale della Mobilità, Jean-Luc Crucke, durante la conferenza annuale sulla sicurezza stradale tenutasi a ottobre.

Come spiegato dallo European Transport Safety Council (ETSC), la misura rientra in un pacchetto di cinque interventi annunciati dopo l’aumento dei decessi sulle strade belghe registrato nella prima metà dell’anno.

Un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei ministeri della Mobilità e della Giustizia e delle forze di polizia dovrà definire le modalità operative del sistema. L’obiettivo è presentare una relazione entro la fine dell’anno, avviare l’introduzione della tecnologia nel 2027 e far partire i primi controlli effettivi nel 2028.

Il modello di riferimento sarà quello già adottato nei Paesi Bassi. Attualmente, in Belgio, l’individuazione di chi utilizza il cellulare alla guida dipende soprattutto dall’accertamento diretto da parte degli agenti. Le telecamere possono essere utilizzate soltanto quando l’infrazione emerge da immagini scattate per rilevare altre violazioni, come l’eccesso di velocità o il passaggio con il semaforo rosso.

Un passaggio importante è arrivato anche dalla Corte di Cassazione belga, che si è pronunciata sulla possibilità per la polizia di utilizzare le immagini delle telecamere ANPR (Automatic Number Plate Recognition) per accertare ulteriori violazioni. La Corte ha ritenuto regolare e legittimo l’accertamento dell’uso del telefono sulla base delle immagini originariamente raccolte attraverso questi dispositivi.

Olanda, il primo Paese europeo a utilizzare le telecamere intelligenti

A fare da apripista nell’Unione europea sono stati i Paesi Bassi, che già nel 2020 hanno introdotto le prime multe automatiche per l’utilizzo del cellulare alla guida.

Il sistema si basa su telecamere intelligenti in grado di fotografare i veicoli e individuare, attraverso l’analisi delle immagini, eventuali telefoni tenuti in mano dai conducenti. Le fotografie vengono successivamente trasmesse agli uffici competenti, dove un agente incaricato verifica la presenza effettiva dell’infrazione prima dell’eventuale emissione della sanzione.

I dispositivi sono progettati per riprendere dall’alto e in diagonale l’abitacolo, concentrando l’inquadratura sulle mani del conducente e sulla targa del veicolo, senza includere il volto del guidatore. Possono inoltre funzionare sia di giorno sia di notte e in diverse condizioni meteorologiche.

La prima fase di sperimentazione ha registrato un’accuratezza superiore al 95%, consentendo successivamente di ampliare la rete dei dispositivi sul territorio nazionale.

Il sistema olandese è diventato un modello anche per altri Paesi. In Germania, la Renania-Palatinato è stato il primo Stato federale a introdurre la stessa tecnologia, dopo aver modificato la propria normativa di polizia.

Inoltre, la polizia olandese ha illustrato il funzionamento delle telecamere a delegazioni provenienti da Bulgaria, Croazia e Portogallo nell’ambito dell’Eu Road Safety Exchange, progetto della Commissione europea gestito dall’ETSC.

Anche l’Austria guarda alle telecamere intelligenti

L’interesse per questi strumenti si sta diffondendo anche in Austria, dove l’associazione KFV, membro dell’ETSC, chiede l’introduzione di sistemi analoghi.

Secondo l’organizzazione, la distrazione alla guida rappresenta un fattore determinante in circa un quarto dei 400 decessi stradali registrati ogni anno nel Paese.

Al momento, uno degli ostacoli principali è rappresentato dalle norme sulla protezione dei dati personali. Armin Kaltenegger, esponente del KFV, ha tuttavia dichiarato all’emittente televisiva austriaca ORF che potrebbe essere sufficiente una modifica limitata alla legge sulla circolazione stradale, considerando che disposizioni simili sono già previste per gli autovelox.

Italia, sulla Firenze-Pisa-Livorno sperimenta SafeDrive

Anche in Italia il tema dei controlli automatici attraverso l’intelligenza artificiale è entrato nel dibattito sulla sicurezza stradale. A luglio è partita la sperimentazione dell’autovelox SafeDrive sulla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno.

Il dispositivo, sviluppato dall’azienda toscana Sodi Scientifica e autorizzato dalla Città Metropolitana di Firenze, è progettato per individuare diverse violazioni commesse durante la guida, tra cui l’utilizzo di smartphone e apparecchi telefonici senza vivavoce e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.

Il sistema è in grado di rilevare anche l’utilizzo manuale di applicazioni di messaggistica, posta elettronica e social network. Grazie a videocamere ad alta risoluzione e illuminatori a LED infrarossi, può operare anche durante le ore notturne.

Durante la fase sperimentale sulla Firenze-Pisa-Livorno non sono previste multe per gli automobilisti: l’obiettivo è valutare la precisione del dispositivo in un contesto caratterizzato da elevati volumi di traffico e dalla presenza di diverse tipologie di veicoli.

La sperimentazione, tuttavia, non rappresenta una novità assoluta per il territorio nazionale. Come riportato da Quattroruote, dispositivi SafeDrive sono già presenti in diversi Comuni italiani, tra cui Treviglio, in provincia di Bergamo, Villanova di Camposampiero, nel Padovano, Alessandria, Fossano, in provincia di Cuneo, e Figline Valdarno, nel Fiorentino.

Come funzionano le multe e cosa prevede la normativa italiana

L’utilizzo di queste tecnologie solleva anche una questione importante: quando e come è possibile trasformare il rilevamento automatico in una sanzione?

Secondo quanto riportato da Quattroruote, per il sistema SafeDrive gli agenti di Polizia o i militari presenti sul posto devono accertare direttamente la violazione. Il dispositivo individua e documenta il comportamento scorretto, ma l’accertamento resta affidato alle forze dell’ordine, che devono procedere, quando possibile, alla contestazione immediata fermando il conducente.

Qualora non sia possibile contestare subito l’infrazione, il verbale può essere notificato successivamente al proprietario del veicolo, indicando in maniera precisa la violazione e le ragioni che hanno impedito la contestazione immediata.

Resta inoltre centrale il tema della privacy. Secondo le informazioni fornite sul funzionamento del dispositivo, il software può oscurare parzialmente il volto del conducente e del passeggero anteriore, in modo da limitare il trattamento dei dati personali e consentire l’utilizzo delle immagini nel rispetto della normativa vigente.

Distrazione e cinture di sicurezza: i comportamenti che mettono a rischio gli automobilisti

L’introduzione di sistemi di controllo sempre più sofisticati si inserisce in un quadro in cui la distrazione e i comportamenti scorretti continuano a rappresentare un problema per la sicurezza stradale.

Secondo gli ultimi dati Istat sugli incidenti in Italia, tra le principali cause figurano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza, la velocità eccessiva e le manovre irregolari. Nel complesso, questi comportamenti rappresentano il 43,1% delle cause degli incidenti.

Anche sul fronte delle violazioni accertate emergono dati significativi. Dopo la sosta vietata, l’eccesso di velocità è la violazione più sanzionata e rappresenta il 37% del totale. Sono inoltre in aumento le sanzioni per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, pari al 2,1% del totale.

Restano elevate anche le sanzioni per l’uso improprio dei dispositivi durante la guida, mentre crescono quelle per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e diminuiscono quelle per guida in stato di ebbrezza.

Le esperienze europee dimostrano come l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento aggiuntivo per individuare comportamenti pericolosi sulle strade. Resta però fondamentale definire regole chiare sulle modalità di accertamento, sulla validazione delle immagini e sulla tutela della privacy, affinché l’innovazione tecnologica possa tradursi in controlli efficaci e rispettosi dei diritti degli automobilisti.