Preserving Assisi, la Basilica diventa un digital heritage hub per le smart city

Preserving Assisi, la Basilica diventa un digital heritage hub per le smart city

Assisi inaugura un nuovo paradigma di conservazione digitale con Preserving Assisi, progetto che digitalizza integralmente la Basilica di San Francesco grazie a gigapixel, 3D e visori immersivi. Una rivoluzione culturale e tecnologica che trasforma il patrimonio storico in infrastruttura intelligente, esemplare per le smart city italiane.

Assisi laboratorio italiano del digital heritage

Nel 2026, anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, la città umbra diventa un caso studio internazionale grazie a Preserving Assisi, l’ambizioso intervento di digitalizzazione integrale della Basilica di San Francesco. Il progetto è promosso dal Sacro Convento con Haltadefinizione e sostenuto dalla Regione Umbria, dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni e dall’Università di Firenze. Avviato nel 2025, Preserving Assisi segue una roadmap in più fasi, già avviate con le prime acquisizioni digitali. L’obiettivo è chiaro: creare una base dati strutturata e verificabile nel tempo, capace di unire conservazione, ricerca e fruizione.

Un ecosistema digitale per valorizzare il patrimonio

Il cuore del progetto è un’infrastruttura digitale di nuova generazione che combina:

  • immagini gigapixel,
  • rilievi 3D ad altissima definizione,
  • fotografie multispettrali,
  • ricostruzioni immersive a 360°.

Queste tecnologie consentono una mappatura completa degli ambienti interni ed esterni, dai cicli giotteschi alle architetture medievali. Le prime attività hanno già portato alla creazione di un visore 360° della Chiesa Superiore, una finestra digitale che permette di esplorare dettagli invisibili a occhio nudo.

Il progetto prevede la pubblicazione progressive dei contenuti in una piattaforma dedicata, pensata come archivio “vivente” per restauratori, studiosi e cittadini.

Dall’emergenza sismica al digitale, un modello resiliente

La spinta verso la digitalizzazione nasce anche dalla memoria del terremoto del 1997, quando la documentazione fotografica realizzata da Panini Cultura fu determinante per ricomporre gli affreschi crollati. Oggi Preserving Assisi aggiorna quell’approccio grazie a modelli tridimensionali, immagini gigapixel e strumenti di analisi avanzata.

Il risultato è una infrastruttura digitale resiliente, capace di supportare:

  • monitoraggio delle superfici pittoriche,
  • valutazioni di stato di conservazione,
  • progettazioni di restauri futuri.

Un approccio che trasforma il patrimonio storico in un sistema intelligente, orientato alla prevenzione e alla tutela a lungo termine.

Accessibilità e fruizione: la cultura diventa smart

Preserving Assisi non è solo un progetto di tutela, bensì pure un esempio di cultura digitale inclusiva. Grazie a visori immersivi, touchscreen e interfacce interattive, la Basilica si apre a un pubblico globale, offrendo un’esperienza culturale adatta a scuole, musei, turisti e cittadini.

La possibilità di esplorare online la Basilica in 3D e in gigapixel rappresenta una democratizzazione dell’accesso al patrimonio, allineata con le politiche smart city orientate alla condivisione della conoscenza.

Un benchmark per le città che investono in cultura e innovazione

Preserving Assisi si propone quale modello replicabile per tutte le città che intendono integrare patrimonio culturale, tecnologia e strategie smart city. La sinergia tra enti religiosi, università, istituzioni pubbliche e aziende tecnologiche dimostra come la governance collaborativa rappresenta un elemento chiave nella trasformazione digitale urbana.

La conclusione del progetto è prevista per ottobre 2026, quando l’intero corpus digitale sarà disponibile in piattaforme per ricerca, formazione e turismo.

Per le smart city italiane, Preserving Assisi indica una direzione chiara: la digitalizzazione del patrimonio non è più un semplice strumento di tutela, bensì una leva strategica per innovazione, resilienza e sviluppo sostenibile.