Politiche ambientali Roma, Fontana di Trevi a pagamento: la cifra incassata dal Comune dopo il primo mese Francesco Ton... 04 March 2026 Oltre duecentomila gli ingressi alla Fontana di Trevi a Roma nel primo mese di accesso a pagamento, incassi devoluti alla manutenzione e gratuità dei Musei Prima il lancio della monetina nella Fontana di Trevi a Roma era una “spesa” per procurarsi una buona sorte. Ora però non basta, perché da un mese serve un pagamento obbligatorio, quello per accedere al monumento capitolino, una delle opere d’arte più famose al mondo. Il Comune romano ha introdotto dal 2 febbraio 2026 il ticket da 2 euro per poter accedere all’area più vicina alla fonte, misura varata dopo un anno di monitoraggio dei flussi che hanno individuato un totale di oltre 10 milioni di visitatori, con una media di 30mila accessi giornalieri che però, in alcuni giorni, toccano anche quota 70mila. Si tratta dunque di una problematica prima di tutto per la vivibilità dell’area, notoriamente piuttosto stretta e spesso congestionata dall’affluenza di tutti i turisti e visitatori. E poi la manutenzione della Fontana di Trevi chiede sempre parecchia attenzione. Per cui il Campidoglio ha deciso dal 2 febbraio 2026 di inserire un biglietto di ingresso da 2 euro, da pagare dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 22, mentre i restanti giorni della settimana dalle 9 alle 22. All’infuori di queste fasce orarie non si paga. L’accesso è rimasto gratuito per i residenti nella Città metropolitana di Roma, per guide turistiche, per chi è portatore di disabilità e per minori accompagnati fino a 6 anni. Una politica che, dopo un mese, sembra aver dato buoni frutti. Roma, oltre 435mila euro in un mese dai ticket per la Fontana di Trevi. L’assessore Onorato: “Tutela del monumento e niente più caos” Roma, Fontana di Trevi a pagamento: la cifra incassata dal Comune dopo il primo mese LEGGI ANCHE Roma, progetto Sospas: parte l’installazione dei sensori sui posteggi a strisce blu. Ecco a cosa serviranno Secondo i numeri diffusi dal Comune di Roma, nei primi 30 giorni in essere della nuova misura (che ha comportato anche un rifacimento delle recinzioni attorno all’opera), la Fontana di Trevi ha fatto registrare ben 230mila ingressi. Di questi, 217.597 erano a tariffa intera, 3499 residenti a Roma o nella Città Metropolitana di Roma Capitale e 8.800 altri ingressi gratuiti. Il totale ha portato nelle casse capitoline oltre 435mila euro, con cui Roma sosterrà la gratuità dei 12 Musei civici romani per i residenti nella Città metropolitana, iniziativa stabilita praticamente in parallelo all’adozione del ticket per la Fontana di Trevi. In pratica fa pagare l’accesso al momento (gratis per i romani) e con quei soldi mantiene gratuito l’ingresso nei suoi musei per i cittadini. Ma non solo. Con questi fondi attuerà la manutenzione della Fontana di Trevi e del patrimonio, per restituirlo sempre nelle migliori condizioni ai cittadini e ai visitatori. Sul primo mese dell’accesso con il biglietto a pagamento è intervenuto anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato che Questi numeri dimostrano che è possibile coniugare la tutela di un monumento straordinario e la sua piena fruibilità. Finalmente anche i romani e le romane possono tornare a visitarla senza il sovraffollamento e, grazie alle risorse raccolte, potranno usufruire anche della gratuità dei Musei Civici di Roma. Siamo orgogliosi di aver introdotto un sistema che reinveste ogni risorsa nella cura del patrimonio e che rafforza in modo stabile l’accesso alla cultura Gli ha fatto eco l’assessore comunale con delega al Turismo Alessandro Onorato, che ha evidenziato i benefici della Fontana di Trevi a pagamento anche nella gestione dei flussi di accesso: Il bilancio del primo mese con il nuovo ingresso a Fontana di Trevi conferma la bontà della scelta presa. È un modello di gestione che garantisce fondi per la tutela dei nostri bene e garantisce ai visitatori un’esperienza autentica, nettamente migliore rispetto al passato, quando regnava solo caos, degrado e insicurezza. Questo è il turismo che vogliamo: sostenibile, compatibile, che lascia più di quanto ha trovato sul territorio