Smart Road HumanX Legal Viaggi tutto compreso, il Parlamento UE approva la riforma sui pacchetti turistici Laura Biarella 13 March 2026 Citizen Mobility UE Con 537 voti a favore, il Parlamento UE ha adottato la nuova direttiva sui pacchetti turistici. Regole più chiare su voucher, rimborsi e cancellazioni straordinarie: ecco cosa cambia. Perché serve una nuova direttiva Il 12 marzo 2026 il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la revisione della direttiva (UE) 2015/2302 sui pacchetti turistici, con una maggioranza schiacciante: 537 voti favorevoli, 2 contrari e 24 astensioni. L’intervento era atteso da anni. La pandemia da COVID-19 aveva messo in luce tutte le fragilità del quadro normativo vigente: rimborsi bloccati, voucher imposti senza consenso esplicito, organizzatori insolventi che lasciavano i viaggiatori senza tutele. A queste criticità si sono aggiunti i fallimenti di grandi operatori del settore, che hanno reso urgente un aggiornamento delle regole europee. La nuova direttiva — già concordata in via provvisoria con gli Stati membri — punta a colmare queste lacune, garantendo protezione uniforme ai consumatori e certezza giuridica per le imprese del turismo organizzato. Quando un viaggio è davvero un “pacchetto”? Uno dei punti più attesi della riforma riguarda la definizione stessa di “pacchetto turistico”. Oggi, con le prenotazioni online, è spesso difficile capire se si stia acquistando un prodotto protetto dalla legge o una semplice somma di servizi separati. Le nuove norme chiariscono che una combinazione di servizi — ad esempio volo e hotel — costituisce un pacchetto anche quando viene prenotata attraverso processi di booking online collegati, a patto che il primo operatore trasmetta i dati personali del viaggiatore agli altri e che il secondo contratto sia concluso entro 24 ore dalla prima prenotazione. In più, se un professionista invita il cliente ad aggiungere servizi che non rientrano nella tutela del pacchetto, ha l’obbligo esplicito di informarlo in modo chiaro prima che il cliente proceda all’acquisto. Voucher: volontari, trasparenti e rimborsabili La pandemia ha reso i voucher lo strumento predefinito — spesso imposto — per gestire le cancellazioni di massa. La nuova direttiva cambia le regole: i buoni diventano uno strumento facoltativo e disciplinato. In concreto: il viaggiatore può sempre rifiutare il voucher e richiedere un rimborso in denaro entro 14 giorni; i voucher hanno una validità massima di 12 mesi, prorogabile una sola volta di ulteriori 12 mesi con accordo scritto di entrambe le parti; i voucher scaduti e non utilizzati — anche solo in parte — devono essere rimborsati; gli organizzatori non possono trattare i titolari di voucher in modo meno favorevole rispetto agli altri viaggiatori nella fase di prenotazione. Cancellazioni senza penali: anche dal luogo di partenza Fino ad oggi era possibile annullare il viaggio senza costi solo in presenza di circostanze inevitabili e straordinarie nel luogo di destinazione. La riforma estende questa possibilità anche agli eventi che si verificano nel luogo di partenza o che incidono in modo significativo sul tragitto — si pensi a una crisi sanitaria, a un’allerta terrorismo o a una calamità naturale che renda impossibile raggiungere l’aeroporto. La valutazione sarà effettuata caso per caso, adottando il punto di vista del “viaggiatore medio”. Le raccomandazioni ufficiali delle autorità nazionali — come le allerte del Ministero degli Esteri — diventano un elemento probatorio rilevante, anche se non indispensabile. Reclami e rimborsi: tempi certi per tutti La riforma introduce obblighi precisi sulla gestione dei reclami. Gli organizzatori dovranno confermare la ricezione entro 7 giorni e fornire una risposta motivata entro 60 giorni. In caso di cancellazione del viaggio, il rimborso standard deve avvenire entro 14 giorni. Se l’organizzatore diventa insolvente, la garanzia dovrà coprire il rimborso entro 6 mesi dalla presentazione dei documenti, oppure entro 9 mesi per i casi più complessi — ad esempio quelli che coinvolgono viaggiatori di più Stati membri. Il tutto senza che il consumatore debba presentare richieste formali supplementari. Quando entra in vigore? Dopo il via libera del Parlamento europeo, il testo passerà all’adozione formale del Consiglio dell’UE, poi verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale europea. Da quella data, gli Stati membri avranno 28 mesi per recepire le nuove norme nel diritto interno, e ulteriori 6 mesi per avviarne l’applicazione concreta. I consumatori italiani potranno quindi contare su queste tutele aggiuntive verosimilmente a partire dalla stagione turistica 2029.