Enforcement HumanX Legal Riforma della Polizia Locale, cosa cambia dopo i tre blocchi di emendamenti approvati Laura Biarella 10 April 2026 Cds Italia News&Trend Safety & Security Riforma della Polizia Locale. Tra accesso alle banche dati, formazione qualificata e nuova operatività. Le luci e le ombre del riordino in vista della seduta del 27 aprile. La riforma della polizia locale entra in una fase cruciale con l’avanzamento dell’esame parlamentare del disegno di legge A.C. 1716, che delega il Governo al riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale. Un provvedimento atteso da anni dagli operatori e dagli enti locali e che punta a superare i limiti strutturali della legge quadro n. 65 del 1986, ormai ritenuta inadeguata rispetto alla complessità dei territori e delle nuove forme di sicurezza urbana. Nel corso di tre sedute della I Commissione Affari costituzionali della Camera (11 marzo, 25 marzo e 1° aprile 2026), il testo è stato significativamente modificato attraverso l’approvazione di emendamenti qualificanti, mentre altri interventi, soprattutto su organici, tutele assicurative e previdenziali, sono stati respinti, ritirati o accantonati. Il quadro generale della delega, obiettivi e architettura della riforma Il disegno di legge A.C. 1716 affida al Governo una delega legislativa articolata, basata su cinque articoli, che individua: le funzioni fondamentali della polizia locale; la distinzione di competenze rispetto alle Forze di polizia statali; la disciplina dello status giuridico e operativo degli operatori; i criteri su armamento, addestramento, uso delle armi e porto; le modalità di collaborazione interistituzionale; i contenuti essenziali dei regolamenti di servizio; le coperture finanziarie e il principio di invarianza per le parti non onerose. Fin dall’avvio dell’esame il dibattito ha evidenziato una tensione costante tra tre esigenze: rafforzare il ruolo operativo della polizia locale; salvaguardare la competenza regionale in materia di polizia amministrativa locale; evitare nuovi oneri strutturali non coperti per enti già in difficoltà finanziaria. LEGGI ANCHE Autovelox mobili, la Cassazione dà ragione al Comune di Reggio Calabria: nessun obbligo di decreto prefettizio e verbale pienamente valido Autovelox, la Cassazione conferma la linea del Comune di Pescara: taratura regolare, strada idonea e segnaletica adeguata Autovelox, Tribunale di Bari: legittima la multa rilevata con postazione mobile presidiata Le tre sedute, cronaca parlamentare 11 marzo 2026, avvio dell’esame emendativo Nella prima seduta vengono presentate oltre 180 proposte emendative. Il confronto è serrato, con una linea chiara della relatrice: apertura sugli aspetti operativi e tecnologici, maggiore prudenza su quelli finanziari e ordinamentali. Molti emendamenti vengono accantonati in attesa di valutazioni tecniche. 25 marzo 2026, prime convergenze Emergono i primi accordi trasversali su: accesso alle banche dati nazionali; formazione e aggiornamento professionale; utilizzo di strumenti tecnologici per l’attività operativa. È la seduta che prepara il pacchetto di modifiche poi approvate definitivamente. 1° aprile 2026, approvazione degli emendamenti chiave La Commissione approva un nucleo ristretto ma incisivo di emendamenti che ridefinisce il cuore operativo della riforma, rinviando a una fase successiva, quella dei decreti legislativi, la soluzione delle questioni più onerose. LEGGI ANCHE Autovelox e Comuni, la giurisprudenza 2026 consolida il trend favorevole alle amministrazioni locali Autovelox, la Cassazione smentisce se stessa: per la legittimità dell’accertamento della velocità sono sufficienti approvazione, taratura e revisione periodica Gli emendamenti approvati, l’analisi 1. Accesso alle banche dati nazionali: una svolta operativa Uno degli interventi più rilevanti riguarda l’accesso della polizia locale ai sistemi informativi strategici: CED interforze e SDI per le attività di polizia giudiziaria; Pubblico Registro Automobilistico e Motorizzazione civile per la polizia stradale; trasmissione e inserimento dei dati essenziali delle notizie di reato. Il principio introdotto è chiaro: accesso funzionale alle competenze esercitate, con spese tecniche e operative a carico degli enti di appartenenza. Per i Comuni si tratta di un cambio di visione che rende la polizia locale meno dipendente da intermediari e più tempestiva negli interventi. 2. Qualità di agente di pubblica sicurezza e collaborazione giudiziaria Gli emendamenti rafforzano il riconoscimento della qualità di agente di pubblica sicurezza, chiarendo: ambito operativo; obblighi di condotta; responsabilità disciplinari; rapporto con l’autorità giudiziaria. Un passaggio non simbolico, perché incide direttamente sulla credibilità operativa dei corpi di polizia locale e sul loro inserimento nei sistemi integrati di sicurezza territoriale. 3. Formazione iniziale e aggiornamento continuo La Commissione ha approvato un emendamento che stabilisce principi generali vincolanti sulla formazione, lasciando però alle Regioni: l’organizzazione delle strutture formative; la definizione dei percorsi; il finanziamento. Viene promossa la possibilità di: collaborazioni interregionali; convenzioni tra Stato, Regioni ed enti locali; percorsi comuni su sicurezza urbana, polizia giudiziaria e tecnologie. Un equilibrio delicato che mira a evitare standard disomogenei senza svuotare le competenze regionali. 4. Tecnologia e strumenti operativi: bodycam e servizi straordinari Tra gli emendamenti approvati figurano: l’inserimento delle bodycam e di altri sistemi di videosorveglianza indossabile tra le dotazioni ammesse; la possibilità di attivare servizi specifici, stagionali o eccezionali tramite accordi e intese rapide, anche in situazioni emergenziali o di grande afflusso. Si tratta di strumenti che incidono direttamente sulla tutela degli operatori, sulla trasparenza dell’azione amministrativa e sulla prevenzione del contenzioso. 5. Concorsi pubblici e requisiti minimi Un altro punto qualificante riguarda i concorsi pubblici per la polizia locale. I regolamenti dovranno individuare: requisiti minimi uniformi; criteri coerenti con il d.lgs. n. 165/2001; standard di accesso più chiari, pur restando nel perimetro dell’autonomia degli enti. 6. Clausola di salvaguardia per le autonomie speciali Approvata una specifica clausola di compatibilità per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, evitando conflitti costituzionali e garantendo l’adattabilità della riforma. LEGGI ANCHE Riforma Polizia Locale, verso l’accesso al Sistema di Indagine (SDI) Gli emendamenti non approvati, cosa è rimasto fuori Organi, tutele e risorse Sono stati respinti o ritirati numerosi emendamenti su: rafforzamento strutturale degli organici; coperture assicurative e infortunistica equiparate alle Forze di polizia statali; interventi sulla previdenza e sulla qualità del lavoro; obblighi formativi più stringenti e finanziati a livello nazionale. Le motivazioni principali: rischio di invasione delle competenze regionali; assenza di coperture finanziarie certe; necessità di rinviare tali scelte ai decreti delegati. Restano inoltre diversi emendamenti accantonati, che potrebbero riemergere nella fase successiva dell’iter. Lettura politico-istituzionale, una riforma a metà? La riforma procede per passi incrementali. Il Parlamento ha scelto di consolidare prima: strumenti, funzioni, interoperabilità, rinviando a un secondo tempo il tema più delicato: risorse umane e tutele economiche. Una scelta pragmatica, ma non priva di rischi, perché la piena efficacia della riforma dipenderà da come il Governo tradurrà la delega nei decreti attuativi. LEGGI ANCHE Riforma della Polizia Locale 2026, tutti gli emendamenti approvati il 1° aprile e il recap del 25 marzo. Il testo della legge delega spiegato Impatti per Comuni e città Per gli enti locali, la riforma apre scenari importanti: polizia locale più integrata nei sistemi di sicurezza; maggiore autonomia informativa; nuovi obblighi organizzativi e tecnologici; necessità di investimenti in formazione, infrastrutture digitali e regolamenti. Per gli operatori, si rafforza il riconoscimento del ruolo, ma restano aperte le partite su tutele, carichi di lavoro e dotazioni organiche. LEGGI ANCHE Polizia Locale, la riforma 2026: guida completa agli emendamenti del 25 marzo, alla legge delega Piantedosi e al DDL al Senato Riforma della Polizia Locale, cosa cambia con gli emendamenti approvati il 25 marzo in Commissione alla Camera Prospettive Il vero banco di prova sarà la scrittura dei decreti legislativi. È lì che si deciderà se la riforma della polizia locale diventerà davvero uno strumento di modernizzazione della sicurezza urbana o se resterà un compromesso incompiuto.