Legal Decreto PNRR, ok definitivo del Senato: le novità della legge di conversione Laura Biarella 15 April 2026 Italia La legge di conversione del Decreto PNRR incassa l’ok definitivo del Senato. Tra le novità governance rafforzata, più semplificazioni e nuove leve per Comuni e Pubblica Amministrazione Col voto finale del 15 aprile 2026, il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto-legge recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e per le politiche di coesione territoriale. Il testo, già licenziato dalla Camera, introduce un pacchetto articolato di misure che rafforzano la governance del Piano, prorogano strutture e incarichi chiave, semplificano procedure e potenziano digitalizzazione, capacità amministrativa e attuazione locale degli investimenti. Approvazione definitiva dopo la fiducia del Governo Il provvedimento è stato approvato nel testo identico a quello della Camera dei deputati, a seguito del voto di fiducia posto dal Governo sull’articolo unico del disegno di legge di conversione. La conversione rende pienamente efficaci tutte le disposizioni già operative dal febbraio 2026 e le numerose modifiche introdotte nel corso dell’esame parlamentare. Governance PNRR: più controllo, responsabilizzazione e certezza delle scadenze Uno dei pillar del testo riguarda il rafforzamento della governance del PNRR e del sistema di monitoraggio dei progetti. In particolare, la legge: consolida l’obbligo per i soggetti attuatori di aggiornare mensilmente su ReGiS il cronoprogramma procedurale e finanziario degli interventi; rafforza il ruolo della Ragioneria generale dello Stato nello sviluppo e nell’evoluzione della piattaforma ReGiS, anche in funzione della chiusura amministrativa del Piano; introduce una disciplina uniforme sui termini di ultimazione degli interventi PNRR, fissando al 30 giugno 2026 il termine finale per i progetti ancora in corso, con automatica sostituzione delle clausole contrattuali difformi; limita il riconoscimento dei premi di accelerazione in caso di proroga dei lavori, per evitare distorsioni nella spesa. L’obiettivo è ridurre incertezze e contenziosi nella fase conclusiva del Piano, assicurando il rispetto delle milestone europee. Proroga delle strutture PNRR e continuità amministrativa fino al 2029 Il decreto rafforza la continuità operativa delle strutture dedicate al PNRR, elemento cruciale nella fase finale di attuazione e rendicontazione. Tra le misure principali: proroga fino al 31 dicembre 2029 delle Unità di missione PNRR presso le amministrazioni centrali e della Struttura di missione PNRR della Presidenza del Consiglio; proroga degli incarichi dirigenziali e del personale non dirigenziale assegnato alle strutture PNRR; estensione dei comandi e distacchi di personale da altre amministrazioni e società a controllo pubblico; rafforzamento delle dotazioni organiche della Presidenza del Consiglio con nuove assunzioni mirate. La ratio è garantire presidi stabili per una gestione efficace della rendicontazione post-2026, oltre la scadenza formale del Piano. Comuni ed enti locali, più flessibilità su personale e assistenza tecnica Notevole attenzione viene riservata a Comuni, Province e Città metropolitane, sovente in difficoltà nella gestione amministrativa dei progetti. Il testo emendato prevede: possibilità per gli enti territoriali di prorogare incarichi dirigenziali e a tempo determinato legati al PNRR fino al 2026; esclusioni mirate dal calcolo dei limiti di spesa del personale, in particolare per i segretari comunali nei piccoli Comuni; rafforzamento dell’assistenza tecnica centrale e territoriale, anche tramite società in house dello Stato; interventi specifici per semplificare la gestione amministrativa nei Comuni di minori dimensioni. Misure intese a evitare rallentamenti proprio nei territori più fragili. Digitalizzazione della PA: cloud, interoperabilità e supporto operativo Tra gli highlight figura la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, in linea con la Missione 1 del PNRR. La legge: proroga e amplia gli accordi quadro Consip per servizi cloud, applicativi, demand e Project Management Office (PMO); consente l’incremento fino al 50% del valore degli accordi già attivi, per garantire continuità dei servizi; destina fino a 100 milioni di euro per iniziative di supporto all’attuazione e rendicontazione del PNRR; rafforza l’interoperabilità delle banche dati pubbliche e la trasparenza degli strumenti digitali. Un pacchetto che punta a evitare “colli di bottiglia digitali” nella fase conclusiva dei progetti. Semplificazioni normative e procedurali Il testo approvato porta avanti la strategia di snellimento amministrativo, con interventi su: riduzione degli obblighi di pubblicazione e degli adempimenti ridondanti; semplificazione delle autorizzazioni per opere pubbliche e infrastrutture; misure accelerate per sanità, istruzione, università, ricerca e giustizia; proroga delle modalità istruttorie semplificate, incluse le riunioni in videoconferenza per alcune commissioni. Politiche di coesione e investimenti territoriali Accanto al PNRR, il testo rafforza le politiche di coesione, con: maggiore flessibilità nell’uso delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione; sostegno agli investimenti infrastrutturali e alla capacità progettuale locale; misure per favorire la conclusione degli interventi finanziati anche da programmi europei complementari. Un provvedimento cruciale per l’ultima miglia del PNRR Con questa legge di conversione, il Decreto PNRR 2026 diventa uno strumento decisivo per governare l’ultima fase del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’attenzione si sposta sempre più dalla programmazione all’esecuzione, dalla spesa alla rendicontazione, dalle regole straordinarie a una transizione ordinata verso il post-PNRR. Per città, territori e amministrazioni locali, il provvedimento rappresenta una cassetta degli attrezzi fondamentale per trasformare risorse europee in progetti concreti, digitalizzazione, servizi e sviluppo urbano sostenibile.