Decreto sicurezza, fiducia ok al d.d.l. di conversione: l’esame prosegue alla Camera

Decreto sicurezza, fiducia ok al d.d.l. di conversione: l’esame prosegue alla Camera

Decreto sicurezza, la Camera dei deputati, nella serata del 22 aprile, ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul d.d.l. di conversione del decreto sicurezza. Il testo, già licenziato dal Senato, entra ora nella fase finale dell’iter parlamentare con l’esame che prosegue anche nelle sedute notturne di giovedì 23 e venerdì 24 aprile.

La Camera dei deputati ha votato la fiducia sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, che reca disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica. I voti favorevoli sono stati 203, quelli contrari 117. La fiducia è stata posta dal Governo sull’approvazione, senza modifiche, dell’articolo unico del provvedimento, già approvato in prima lettura dal Senato il 17 aprile scorso.

Con il via libera alla fiducia, l’iter del cd. decreto sicurezza entra nella fase conclusiva alla Camera. I lavori parlamentari proseguono ora con l’esame del decreto, anche nella parte notturna della seduta, nelle giornate di giovedì 23 e venerdì 24 aprile. L’obiettivo è arrivare rapidamente al voto finale, in vista della conversione in legge entro i termini previsti.

Un testo più ampio dopo il passaggio al Senato

Il decreto-legge n. 23/2026 si presenta in una versione ampliata rispetto all’impianto originario. Il testo iniziale, composto da 33 articoli per un totale di 104 commi, è stato arricchito nel corso dell’esame al Senato e consta ora di 38 articoli e 115 commi. Le novelle apportate hanno inciso in modo significativo su diversi ambiti: sicurezza urbana, contrasto alla criminalità, tutela delle forze di polizia, attività di indagine dell’autorità giudiziaria, immigrazione e protezione internazionale.

LEGGI ANCHE Decreto Sicurezza 2026, cosa cambia per la Polizia Locale. Novità del d.d.l. approvato dal Senato

Armi, violenza giovanile e reati predatori: sanzioni più severe

Tra le principali novità figura l’inasprimento delle sanzioni per il porto abusivo di armi e strumenti atti ad offendere. Sono previste pene più severe per chi porta coltelli e lame sopra determinate lunghezze, inclusi strumenti dotati di meccanismi di apertura rapida o blocco della lama. Il decreto introduce anche il divieto assoluto di vendita o cessione di strumenti da punta o da taglio ai minori e sanzioni amministrative a carico dei genitori nel caso di reati commessi dai figli minorenni.

In materia di violenza giovanile, il provvedimento rafforza l’istituto dell’ammonimento del questore, ampliandone l’ambito di applicazione. Si introducono nuove ipotesi di sanzioni amministrative per i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale. Viene prevista la possibilità di sequestro preventivo dei contenuti online e dei dati dei profili personali nei casi di reati commessi in ambito digitale.

Sicurezza urbana, DASPO e manifestazioni pubbliche

Ampio spazio è riservato al tema della sicurezza urbana. Il decreto estende l’utilizzo del DASPO urbano, introduce le “zone a vigilanza rafforzata” individuate dal prefetto e amplia i poteri del questore, anche nei confronti di soggetti recidivi e, in specifici casi, dei minori. Cambia anche il regime sanzionatorio per le manifestazioni pubbliche. La mancata comunicazione preventiva non è più reato penale ma illecito amministrativo, con sanzioni pecuniarie fino a 10.000 euro, estese anche a chi promuove eventi attraverso piattaforme digitali o gruppi online.

Forze di polizia, videosorveglianza e reclutamento

Il decreto interviene in modo strutturale sulla funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’Interno. Tra le misure più rilevanti figurano il rifinanziamento dei sistemi di videosorveglianza comunali, l’incremento del Fondo per la sicurezza urbana e una serie di norme in materia di assunzioni, concorsi e progressioni di carriera per Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria. Sono inoltre previste tutele rafforzate per le vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata.

Immigrazione, CPR e procedure accelerate

Sul fronte dell’immigrazione, il decreto introduce un obbligo di cooperazione per i detenuti stranieri ai fini dell’accertamento dell’identità, collega tale cooperazione ai benefici penitenziari e accelera le procedure di espulsione. Viene estesa la possibilità per il Ministero dell’Interno di derogare alle norme ordinarie per la realizzazione e la gestione dei centri di accoglienza e dei CPR, prevedendo anche l’utilizzo della posta elettronica certificata per le notifiche agli stranieri richiedenti asilo.

L’iter verso la conversione in legge

Dopo il voto di fiducia, l’Aula della Camera è ora chiamata a concludere l’esame del testo. Con ogni probabilità, il decreto sarà approvato definitivamente senza ulteriori modifiche, chiudendo così il percorso parlamentare iniziato al Senato. La conversione in legge del decreto sicurezza rappresenta uno dei passaggi più rilevanti dell’agenda legislativa di primavera, incidendo su un ampio spettro di materie che vanno dall’ordine pubblico alla giustizia, fino alle politiche migratorie.