Politiche ambientali Emilia-Romagna, in aumento le Comunità Energetiche Rinnovabili. I numeri Francesco Ton... 25 April 2026 Aumentano le Comunità Energetiche Rinnovabili in Emilia-Romagna, Forlì-Cesena e Modena le province regine, ma ancora c’è strada da fare: solo il 25% è già definitivamente operativo La Regione Emilia-Romagna crede nelle Comunità Energetiche Rinnovabili che sono in crescita nel suo territorio. Si tratta di uno strumento che ha molte finalità vantaggiose per il tessuto urbano e produttivo, che ruota tutto attorno alla produzione autonoma di energia da fonti green. Questa autoproduzione in piccole comunità permette di avere vantaggi economici in bolletta, di contribuire a una riduzione dei consumi di fonti fossili per ottenere elettricità senza impattare sull’ambiente. E le Per permettono anche di creare un tessuto sociale molto più saldo e cooperativo. Perché grazie alla partecipazione collettiva ci possono guadagnare tutti i cittadini coinvolti. In Emilia-Romagna questo fenomeno sta prendendo piede. Ma ancora non è riuscito a diventare pienamente operativo. I dati emergono da un’ indagine su un campione di 45 comunità già costituite voluta dalla Regione e condotta dall’Help desk Cer, gestito da Art-ER società in-house della Regione su innovazione, attrattività e internazionalizzazione. Tutte Cer che hanno partecipato all’indagine si sono formalmente costituite come soggetto giuridico ma sono in fasi diverse dello sviluppo. Più della metà (56%) non è ancora nella fase definitiva di condivisione dell’energia e ha in corso la procedura di riconoscimento presso il Gestore dei servizi energetici. Circa un quarto delle Cer è operativo e avviato definitivamente, il 20% è in attesa di riconoscimento dal Gestore. Dal punto di vista territoriale, sono distribuite soprattutto lungo l’asse della Via Emilia, con una presenza significativa nelle province di Forlì-Cesena e Modena, che insieme rappresentano il 42% del campione. Emilia-Romagna, il 25% delle Comunità Energetiche Rinnovabili sono già del tutto operative: i tempi tecnici l’ostacolo principale Emilia-Romagna, in aumento le Comunità Energetiche Rinnovabili. I numeri LEGGI ANCHE Italia, energie rinnovabili: la Puglia leader nella capacità installata. I numeri La Regione crede molto in questo modello di produzione energetica attraverso Comunità che, per il momento, sono soprattutto costituite da pochi membri (in media una decina), con impianti di produzione di piccola scala. Si tratta di installazioni che arrivano fino a 200 kW nel 47% dei casi. Anche sul fronte economico, secondo il sondaggio oltre il 60% non ha ancora stabilito come reinvestire i ricavi, in particolare per lo sviluppo di nuovi impianti. l’Emilia-Romagna intende dare ulteriore impulso alle Cer attraverso un nuovo bando da 2,5 milioni di euro per sostenere l’installazioni di impianti di energia rinnovabile destinati a queste comunità. Nei due bandi precedenti la Regione ha già messo a disposizione 3,5 milioni di euro per realizzazione o ammodernamento di impianti. Anche se la difficoltà principale a realizzare una Comunità Energetica Rinnovabile non sembrano tanto i soldi (il 59% delle Cer costituite non è ricorsa nemmeno a prestiti bancari), quanto i tempi di sviluppo. Servono in media due anni per arrivare alla costituzione di una Cer, come si evince dallo studio commissionato dalla Regione. Le difficoltà maggiori si concentrano soprattutto nelle fasi più operative, come la realizzazione degli impianti e l’accesso agli incentivi, mentre risultano meno critici gli aspetti tecnico-giuridici. Le comunità evidenziano anche un forte bisogno di supporto tecnico e di strumenti finanziari adeguati. In questo contesto, la semplificazione burocratica e la stabilità degli incentivi vengono indicate come leve decisive per favorire lo sviluppo del settore.