HumanX Legal Smart Road Valorizzazione della risorsa mare: cosa prevede la nuova legge e perché è strategica per territori, porti e sviluppo sostenibile Laura Biarella 29 April 2026 Italia Valorizzazione della risorsa mare: nuovo quadro normativo per mare, coste, portualità e nautica tra tutela ambientale, digitalizzazione e crescita economica La valorizzazione della risorsa mare entra in una nuova fase col disegno di legge A.C. 2855, approvato alla Camera il 29 aprile 2026, in via definitiva, con 149 voti favorevoli e 32 voti contrari, che introduce un insieme organico di misure finalizzate a rafforzare la governance del mare, la tutela degli ecosistemi marini e lo sviluppo sostenibile delle attività economiche collegate al sistema marittimo nazionale. Il provvedimento, di iniziativa governativa, si compone di 37 articoli e coinvolge in modo diretto enti locali, autorità marittime, sistema portuale, settore nautico, pesca, turismo e ricerca, delineando un impatto rilevante anche sulle strategie di sviluppo urbano e costiero. Governo del mare e Piano del Mare, rafforzato il ruolo del CIPOM Uno degli assi portanti della riforma riguarda il Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM), cui viene affidata una funzione rafforzata nella definizione del Piano del Mare (PDM). Il PDM diventa lo strumento centrale di coordinamento strategico per: valorizzare la navigazione commerciale e da diporto, armonizzare gli atti amministrativi e regolamentari, garantire coerenza tra politiche ambientali, infrastrutturali e produttive. Il Piano sarà elaborato con cadenza quadriennale e aggiornato ogni due anni, introducendo una programmazione più stabile e coerente nel tempo. È inoltre prevista l’estensione della composizione del CIPOM con la partecipazione del Ministro dell’università e della ricerca, rafforzando il legame tra politiche pubbliche e innovazione scientifica. Pianificazione dello spazio marittimo e zone contigue, più chiarezza giuridica Il disegno di legge interviene sulla pianificazione dello spazio marittimo, aggiornando il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2014/89/UE e introducendo disposizioni specifiche sull’istituzione e l’estensione della zona contigua italiana ai sensi della Convenzione di Montego Bay. Vengono definiti: i criteri per la determinazione delle linee di costa, le modalità di esercizio dei diritti dello Stato italiano, il rispetto dei diritti degli altri Stati, in particolare per navigazione, sorvolo e posa di cavi e condotte sottomarine. Queste misure rafforzano la certezza normativa per porti, traffici commerciali e infrastrutture strategiche. Turismo subacqueo e ambiente, regole uniformi e tutela degli ecosistemi Ampio spazio è dedicato alla disciplina del turismo subacqueo a scopo ricreativo, con una regolamentazione dettagliata di: attività subacquee, guide e istruttori, centri di immersione, zone di interesse turistico subacqueo. Il testo introduce obblighi stringenti in materia di sicurezza, protezione della fauna e flora marina, e utilizzo di sistemi di monitoraggio e comunicazione, con particolare attenzione agli habitat marini sensibili come le praterie di Posidonia oceanica. Nautica da diporto, semplificazione amministrativa e digitalizzazione Un altro capitolo chiave riguarda la nautica da diporto, con modifiche rilevanti al Codice di settore. Tra le principali novità: obbligo di registrazione telematica delle unità da diporto ad uso commerciale, semplificazione delle procedure per licenze, autorizzazioni temporanee e conversione delle patenti, estensione delle norme su responsabilità civile, locazione e noleggio. Particolare rilevanza assume l’introduzione di misure sulla prevenzione dei danni ambientali e la digitalizzazione delle carte di bordo, elementi centrali per l’innovazione dei servizi marittimi e portuali. Ricerca, pesca e sostegno ai territori insulari Il provvedimento rafforza inoltre: la ricerca scientifica marina e la cooperazione tra enti pubblici e università, il sostegno al settore della pesca, anche attraverso sgravi contributivi per il reinserimento occupazionale, misure dedicate alle isole minori, incluse politiche per scuole, sanità e servizi essenziali. Questi interventi rafforzano il legame tra politiche del mare, coesione territoriale e sviluppo locale. Una legge quadro per il mare del futuro La legge approvata alla Camera il 29 aprile si configura come una legge quadro strategica, capace di incidere su pianificazione urbana costiera, governance portuale, sostenibilità ambientale e innovazione dei servizi pubblici legati al mare. Per città costiere, autorità portuali, amministrazioni locali e operatori pubblici, il provvedimento rappresenta un passaggio chiave verso un modello di sviluppo integrato, coerente con le priorità europee in materia di transizione ecologica, digitalizzazione e blue economy.