HumanX Legal Infrastrutture, commissari straordinari e concessioni: cosa cambia con la Legge n. 71/2026 Laura Biarella 10 May 2026 Italia Infrastrutture, commissari straordinari e concessioni. È entrata in vigore il 10 maggio 2026 la Legge 8 maggio 2026, n. 71, che converte con modificazioni il decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32. Il provvedimento introduce numerose novità in materia di commissari straordinari, concessioni infrastrutturali, finanziamenti pubblici e semplificazioni procedurali, con un forte impatto su opere strategiche, mobilità, dissesto idrogeologico e PNRR. Ecco cosa prevede e perché è rilevante per enti, amministrazioni e territori. Una legge cruciale per accelerare le opere pubbliche Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026, la legge di conversione del decreto “Commissari e concessioni” diventa pienamente efficace. L’obiettivo dichiarato è velocizzare la realizzazione delle infrastrutture, superando ostacoli amministrativi e rafforzando il ruolo dei commissari straordinari per opere di interesse nazionale. Il provvedimento interviene su più livelli: governance delle grandi opere, finanziamenti pluriennali, proroghe, semplificazioni autorizzative e nuovi poteri commissariali. Commissari straordinari: più poteri, zero compensi Uno dei fulcri della legge è il rafforzamento del modello commissariale. In particolare: l’amministratore delegato di ANAS S.p.A. viene nominato commissario straordinario per un ampio elenco di opere stradali strategiche; analogamente, l’amministratore delegato di RFI S.p.A. assume funzioni commissariali per specifici interventi ferroviari; i commissari possono nominare subcommissari tra i responsabili territoriali; nessun compenso, gettone o indennità è previsto: le funzioni sono svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La ratio è chiara: concentrare le responsabilità decisionali e ridurre i tempi, senza aggravare i costi. Investimenti infrastrutturali, oltre 80 milioni solo nel 2026 La legge autorizza e rimodula ingenti stanziamenti pluriennali, destinati a: opere viarie e ferroviarie; dissesto idrogeologico; beni culturali; infrastrutture nel Mezzogiorno; porti e logistica; messa in sicurezza di ponti e viadotti. Solo per il 2026 gli oneri complessivi superano 83 milioni di euro, con coperture assicurate attraverso rimodulazioni e riduzioni di fondi già esistenti. Tra gli interventi più significativi: circumvallazione di San Vito dei Normanni; ripristino della linea ferroviaria Priverno–Terracina; ricostruzione del Ponte sul fiume Trigno; messa in sicurezza del Viadotto Sente Longo; soppressione di passaggi a livello in più regioni. Concessioni e semplificazioni, focus su A22 e gasdotti La legge introduce disposizioni urgenti anche sul fronte delle concessioni: definisce nuove regole procedurali per l’affidamento della A22 Brennero–Modena, con un ruolo centrale di ART, CIPESS e NARS; semplifica gli oneri per le infrastrutture energetiche strategiche, in particolare per gasdotti esistenti, riducendo gli obblighi compensativi quando non vi sia incremento dell’impatto ambientale. Si tratta di misure che mirano a garantire sicurezza energetica e continuità degli investimenti. PNRR e sanità, autorizzazioni accelerate Un capitolo rilevante riguarda il settore sanitario, con modifiche al d.lgs. 502/1992: per determinati interventi PNRR (Case e Ospedali di Comunità), l’autorizzazione e l’accreditamento si intendono rilasciati automaticamente al momento della presentazione dell’istanza; le verifiche restano, ma sono effettuate ex post, entro 12 mesi. È una scelta di forte semplificazione, pensata per evitare il rallentamento degli obiettivi PNRR. Impatto per enti locali e territori Per regioni, province e comuni la Legge n. 71/2026 rappresenta: più risorse, ma anche più responsabilità operative, un rafforzamento del coordinamento con commissari e amministrazioni centrali. La norma conferma una tendenza chiara: la stagione delle infrastrutture passa attraverso procedure straordinarie e semplificate, in nome dell’urgenza e dell’interesse nazionale. Conclusione La conversione del decreto-legge n. 32/2026 segna un passaggio importante nella politica infrastrutturale italiana. Commissari straordinari, finanziamenti mirati e semplificazioni amministrative diventano strumenti ordinari per affrontare ritardi storici, cantieri bloccati e scadenze europee. Una legge tecnica, ma con effetti molto concreti su territori, opere e cittadini. LEGGI ANCHE Piano Casa 2026, svolta storica per l’emergenza abitativa: 970 milioni, rigenerazione urbana e affitti calmierati