Politiche ambientali Legal Reati ambientali, al via nuove norme penali per la tutela dell'ambiente Laura Biarella 19 May 2026 Compliance Eco-News Italia UE Nuove norme penali per la tutela dell’ambiente. Il d.lgs. 21 aprile 2026, n. 81 recepisce la direttiva (UE) 2024/1203 e ridisegna l’intero sistema penale ambientale italiano. Nuovi reati, aggravanti più severe, responsabilità degli enti e un sistema nazionale di coordinamento rafforzano la capacità dello Stato di contrastare i crimini ambientali, dal commercio di prodotti inquinanti ai danni agli ecosistemi. Quadro normativo e finalità del decreto Il decreto legislativo 81/2026 attua la direttiva (UE) 2024/1203, sostituendo le precedenti direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE. L’obiettivo è rafforzare la tutela penale dell’ambiente, aggiornando il codice penale e il d.lgs. n. 231/2001, introducendo nuovi reati e ampliando le responsabilità degli enti. Nel testo si legge: “Il presente decreto attua la direttiva (UE) 2024/1203 […] sulla tutela penale dell’ambiente”. Le principali modifiche al codice penale Il decreto interviene in modo significativo sul Titolo VI-bis del codice penale. Nuove aggravanti e ampliamento del delitto di inquinamento ambientale L’art. 452-bis viene integrato con nuove circostanze aggravanti, tra cui i danni a habitat, ecosistemi di dimensioni notevoli e specie protette. Il testo specifica: “La pena è aumentata da un terzo alla metà quando l’inquinamento è prodotto […] in danno di specie animali o vegetali protette”. Introduzione del nuovo reato: commercio di prodotti inquinanti L’art. 452-bis.1 punisce chi immette sul mercato prodotti che causano compromissioni significative ad aria, acqua, suolo, ecosistemi o biodiversità. È una novità di rilievo, che colpisce l’intera filiera produttiva e commerciale. Definizione di “abusivamente” L’art. 452-quinquiesdecies chiarisce che la condotta abusiva comprende violazioni di norme UE, nazionali e autorizzazioni ottenute fraudolentemente. Nuove aggravanti generali L’art. 452-sexiesdecies introduce aggravanti per profitto rilevante e uso di documenti falsi. Reati su sostanze ozono-lesive e gas serra Il decreto introduce due nuove fattispecie autonome: Art. 4 – Sostanze che riducono lo strato di ozono Punisce produzione, commercio, import/export e uso di tali sostanze con pene fino a 5 anni di reclusione. Il testo recita: “Chiunque abusivamente produce, immette sul mercato […] sostanze che riducono lo strato di ozono […] è punito con la reclusione da due a cinque anni”. Art. 5 – Gas fluorurati a effetto serra Previste pene detentive e pecuniarie per produzione, commercio e rilascio di F-gas, in linea con il regolamento (UE) 2024/573. Responsabilità degli enti, modifiche al d.lgs. n. 231/2001 Il decreto amplia il catalogo dei reati presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti. – Inclusi i nuovi reati 452-bis.1 e le aggravanti ambientali. – Introdotte sanzioni fino a 800 quote per violazioni relative a sostanze ozono-lesive e gas serra. – Aumentate del 33% le sanzioni per i delitti aggravati. Sistema nazionale di coordinamento contro la criminalità ambientale Presso la Procura generale della Cassazione nasce il Sistema di coordinamento nazionale, con funzioni di: – raccordo tra procure e autorità competenti, – definizione di linee guida operative, – condivisione di buone pratiche, – supporto investigativo tramite l’Arma dei Carabinieri Forestali. Il decreto prevede: «Il Procuratore generale […] convoca le riunioni con cadenza almeno annuale» . Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali Entro maggio 2027 il Governo dovrà adottare una Strategia nazionale, aggiornata ogni tre anni, che definisca: – obiettivi e priorità, – ruoli delle autorità coinvolte, – risorse necessarie, – misure per aumentare la consapevolezza ambientale dei cittadini. Impatti per imprese, enti e pubbliche amministrazioni Le nuove norme comportano: – maggiore responsabilità per produttori e distributori di sostanze pericolose; – obblighi più stringenti per la gestione dei rifiuti; – rischi sanzionatori più elevati per enti e aziende; – rafforzamento dei controlli e delle attività investigative.