Testate senza direttore responsabile, l’allarme del CNOG sulla deriva informativa online

Testate senza direttore responsabile, l’allarme del CNOG sulla deriva informativa online

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti interviene contro l’interpretazione distorta della legge n. 103/2012: senza direttore responsabile una testata non può operare come organo d’informazione. L’appello è rivolto a enti pubblici e istituzioni: “Accreditare solo giornalisti iscritti all’Albo per garantire correttezza e trasparenza”.

Testate prive di direttore responsabile: il CNOG richiama editori e istituzioni

L’Esecutivo del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) interviene con una presa di posizione netta sul tema della registrazione delle testate online e sull’interpretazione della legge n. 103/2012.

Secondo il CNOG, la norma, originata per semplificare gli adempimenti delle piccole testate digitali, sta generando una “falla pericolosa nell’ordinamento”, favorendo la proliferazione di soggetti che operano come organi d’informazione senza direttore responsabile e senza alcun vincolo deontologico.

Il rischio, informazione senza responsabilità e professione abusata

Nel comunicato, l’Esecutivo denuncia come alcuni editori stiano sfruttando la semplificazione normativa per aggirare le regole sulla stampa, consentendo a non giornalisti di svolgere attività informativa “allo stesso livello” dei professionisti iscritti all’Albo.

Il CNOG sottolinea che una testata priva dell’indicazione del direttore responsabile non può operare come organo d’informazione.

Queste “non‑testate” non possono:

  • certificare attività pubblicistica,
  • accedere a conferenze stampa,
  • partecipare a punti informativi istituzionali.

L’appello agli enti pubblici: accreditare solo giornalisti iscritti all’Albo

Il CNOG richiama con forza amministrazioni pubbliche ed enti locali al rispetto rigoroso della normativa vigente.

Quando un ente diffonde informazioni ai cittadini, deve rivolgersi esclusivamente a giornalisti iscritti all’Albo.

L’unica eccezione ammessa riguarda:

  • aspiranti pubblicisti,
  • muniti di regolare accredito da parte di una testata registrata.

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Un panorama informativo sempre più fragile

Il Consiglio denuncia anche il ruolo delle piattaforme digitali nel favorire un ambiente informativo “deresponsabilizzato”, dove la presenza di sedicenti giornalisti rende più difficile per i cittadini orientarsi e distinguere tra informazione professionale e contenuti privi di verifica.

Verso la riforma delle professioni, il CNOG chiede un intervento del Parlamento

Il CNOG auspica che Parlamento e Governo, nell’ambito del disegno di legge delega sulla riforma delle professioni, intervengano per:

  • correggere le anomalie generate dalla legge 103/2012,
  • rafforzare la tutela del pluralismo,
  • garantire ai cittadini un’informazione corretta, trasparente e verificabile.

Secondo l’Esecutivo, solo un quadro normativo chiaro e aggiornato può impedire che l’informazione venga affidata a soggetti privi di responsabilità editoriale e deontologica.