Amt Genova, scatta il piano di austerity estivo: addio a Navebus, navette e Taxibus per scongiurare il dissesto

Amt Genova, scatta il piano di austerity estivo: addio a Navebus, navette e Taxibus per scongiurare il dissesto

Dal 1° luglio Amt taglierà Navebus, Taxibus e la navetta del Lagaccio per ridurre i costi e affrontare la crisi finanziaria

Il trasporto pubblico di Genova si prepara a un bel taglio. Per evitare il tracollo, Amt ha deciso di eliminare alcuni servizi, soprattutto quelli collinari e via mare. L’obiettivo? Risparmiare tra i 350.000 e i 400.000 euro all’anno. La decisione è stata definita presa per l’estate, ma c’è il rischio concreto che possa venire estesa anche all’inverno. Il piano colpisce i servizi con meno passeggeri, quelli che economicamente non reggevano più.

Ecco cosa salta:

Navebus (Pegli – Porto Antico): Dopo 19 anni, il traghetto che collegava il Ponente al centro in 30 minuti si ferma. Il servizio, spesso interrotto dal maltempo, aveva numeri bassissimi: una media di 7 passeggeri la mattina e 40 la sera. Costava 320.000 euro l’anno, parzialmente coperti da 100.000 euro della Regione.

La navetta del Lagaccio: Sospeso il collegamento sperimentale tra ex caserma Gavoglio e via Napoli, attivato nel 2024 su richiesta dei residenti. Il problema? Una media di soli due passeggeri per corsa.

Taxibus: Chiude il servizio a chiamata con Radiotaxi, nato per le zone collinari con poca domanda. Lo stop riguarda 17 linee (San Desiderio, Sant’Ilario, Sampierdarena, Rivarolo, Castelletto, San Fruttuoso). Con 13 utenti al mese, costava circa 150.000 euro l’anno.

La difesa del Comune di Genova e di AMT: «Scelte dolorose ma necessarie»

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Il vicesindaco Terrile ha detto che l’azienda deve concentrarsi sulle “linee di forza” e sui collegamenti principali, lasciando perdere le sperimentazioni a bassa intensità.

Il piano di risanamento di Amt va avanti fino al 2027. E fino al 30 settembre niente servizi aggiuntivi. L’azienda ha ribadito che questa fase è indispensabile per tenere in piedi l’azienda. Poi, superata l’emergenza, si potranno studiare nuovi modelli di mobilità.

La notizia ha subito fatto discutere. Valter Centanaro di Radiotaxi, pur ridimensionando l’impatto economico, si è detto rammaricato per la fine di un’esperienza di mobilità integrata. Più dure le associazioni dei consumatori. Chiedono di sospendere i tagli e aprire un tavolo di confronto. Secondo loro, 400.000 euro di risparmio non giustificano una decisione così drastica. Furio Truzzi di Assoutenti ha già annunciato che entro ottobre chiederà misure compensative, come sconti sugli abbonamenti. Anche i sindacati sono contrari. Lo Spi-Cgil sottolinea che la navetta del Lagaccio era un collegamento vitale per un quartiere fragile e pieno di anziani.

E in politica? Il provvedimento ha acceso il dibattito in Consiglio comunale. I consiglieri della Lega, Bordilli e Bevilacqua, hanno attaccato: «Questo è il vero volto della giunta Salis, che penalizza i quartieri collinari e il Ponente. La mobilità è un diritto, non un lusso». Ilaria Cavo di Orgoglio Genova ha aggiunto: «La sindaca Salis diceva che servivano 15 milioni di anticipo dalla Regione per evitare i tagli. Invece la Regione ne ha dati 24, e i tagli sono arrivati lo stesso. Chiediamo chiarezza su quei soldi».