Eventi Politiche ambientali Dolomia Biodiversity Award: la salvaguardia del pianeta è la priorità! lm.saladini 27 June 2026 Sostenibilità Assegnati i premi per i Giovani studenti universitari di tutta Italia per le tesi sulla biodiversità e la salvaguardia del pianeta Salvaguardare il pianeta, tutelare la biodiversità. E’ lo scopo di alcuni giovani ricercatrici e ricercatori premiati a Dolomia Biodiversity Award, il premio nazionale promosso da Dolomia in collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, nato per valorizzare la ricerca accademica italiana dedicata alla biodiversità, alla conservazione degli ecosistemi e alla tutela delle specie. Quaranta le tesi candidate da università di tutta Italia, a conferma della vitalità della ricerca scientifica sui temi della biodiversità e dell’urgenza di sostenere competenze capaci di leggere la complessità degli ecosistemi contemporanei. Nel corso della serata sono stati assegnati i riconoscimenti nelle tre categorie del premio: Tesi Magistrali, Tesi di Dottorato e Biodiversità Dolomitica. Per la categoria Tesi Magistrali, premio attribuito a Francesca Moret, dell’Università degli Studi di Padova, per la tesi “In situ and ex situ conservation strategies for three endangered plant species”. Riconosciuto per il contributo alla conoscenza e alla conservazione di specie vegetali minacciate, attraverso un approccio capace di integrare strategie di tutela in ambiente naturale e in contesti controllati. Due le due menzioni speciali. La prima a Gaia Butini, dell’Università degli Studi di Trieste, per la tesi “Optimizing Mammal Monitoring: Developing Multi-Species Protocols for Alpine Environments”, dedicata allo sviluppo di protocolli di monitoraggio multi-specie per gli ambienti alpini. La seconda a Rossella Tiritelli, dell’Università degli Studi di Parma, per la tesi “Fattori ecologici e sociali nella trasmissione interspecifica di microorganismi patogeni negli apoidei in Italia: un approccio One Health”, un lavoro che intreccia biodiversità, salute degli ecosistemi e trasmissione dei patogeni tra gli apoidei. Dolomia Biodiversity Award premia i ricercatori Dolomia Biodiversity Award: la salvaguardia del pianeta è la priorità! LEGGI ANCHE Roma rivoluziona il trasporto scolastico: tragitti più brevi e mirati per gli studenti con disabilità Per la categoria Tesi di Dottorato, il riconoscimento è andato a Sara Villa, dell’Università degli Studi di Milano, per la tesi “Population genomics, distribution and reproductive ecology of an italian steno-endemic chasmophyte, Campanula raineri”. La ricerca si è distinta per l’approfondimento genetico, distributivo ed ecologico di Campanula raineri, specie steno-endemica italiana di particolare interesse conservazionistico. Sempre nella categoria Tesi di Dottorato, la giuria ha assegnato una menzione speciale a Matteo Aderle, dell’Università di Innsbruck, per la tesi “Assessing the impact of habitat and landscape heterogeneity and land-use characteristics on mountain bird communities, and the effectiveness of birds as indicator of overall biodiversity”. Il lavoro affronta il rapporto tra caratteristiche dell’habitat, paesaggio, uso del suolo e comunità di uccelli di montagna, valorizzando il ruolo dell’avifauna come indicatore della biodiversità complessiva. Per la categoria Biodiversità Dolomitica, premio attribuito a Luana Francesconi, dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, per la tesi “Revealing hidden biodiversity before losing it: the lichens of the Dolomites and the challenge of global change”. La ricerca ha portato l’attenzione sulla biodiversità nascosta dei licheni dolomitici e sulla necessità di conoscerla e documentarla prima che gli effetti del cambiamento globale ne compromettano la conservazione. L’importanza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Nella categoria Biodiversità Dolomitica sono state inoltre assegnate due menzioni speciali. La prima a Ivan Petri, dell’Università degli Studi di Milano, per la tesi “Artropofauna della piana proglaciale del ghiacciaio della Fradusta (TN) e del ghiacciaio della Sforzellina (SO)”, dedicata allo studio dell’artropofauna in ambienti glaciali e proglaciali. La seconda a Lorenza Zaetta, dell’Università degli Studi di Padova, per la tesi “The rhopalocera of Monte Grave (Dolomiti bellunesi national park) with a focus on the ecology of Phengaris arion”, incentrata sui ropaloceri di Monte Grave, nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, con un focus sull’ecologia di Phengaris arion. La collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi conferma la volontà di radicare il premio in un contesto di eccellenza naturalistica, dove ricerca, conservazione ed educazione ambientale dialogano da tempo con il territorio. Il Parco rappresenta infatti un interlocutore naturale per un progetto che guarda alla biodiversità non solo come oggetto di studio, ma come responsabilità condivisa tra istituzioni, ricerca, impresa e comunità.