Smart Road Legal Troppo caldo, la ferrovia va in tilt: rotaie e ruote sotto stress, treni ridotti sulla Borgo San Lorenzo-Pontassieve Marco Gramigni 11 July 2026 Citizen Italia Mobility Il caldo estremo unito alle curve della tratta hanno causato eccessive sollecitazioni. Servizio rimodulato con bus sostitutivi. L’assessore Boni: “Inaccettabile, chiediamo risarcimenti per gli abbonati” Il caldo estremo non manda in crisi solo le persone. Anche i treni soffrono. E quando le temperature salgono troppo, sommate all’attrito continuo sulle rotaie, il risultato è che la circolazione si blocca. È quello che sta succedendo sulla linea ferroviaria Borgo San Lorenzo – Pontassieve, dove il mix micidiale tra afa record e conformazione della tratta – piena di curve – ha messo sotto stress sia le rotaie che le ruote dei convogli. Risultato: manutenzione straordinaria urgente, treni ridotti, bus sostitutivi e pendolari nel caos. Cosa è successo esattamente? Le alte temperature hanno fatto dilatare le rotaie. L’attrito delle ruote, già intenso per via delle numerose curve, ha fatto il resto. Le sollecitazioni meccaniche sono diventate eccessive, al punto da rendere necessari interventi immediati sia sull’infrastruttura che sui treni. Non si tratta di un problema banale. Quando le ruote e le rotaie subiscono stress eccessivo, il rischio è quello di deformazioni, usura accelerata, fino a situazioni potenzialmente pericolose. Meglio fermarsi prima, insomma. E così Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e Trenitalia hanno deciso di rimodulare e ridurre la circolazione sulla tratta. Tradotto: meno treni, più bus sostitutivi, disagi per chi usa quella linea ogni giorno. La reazione della Regione: “Inaccettabile” Troppo caldo, la ferrovia va in tilt: rotaie e ruote sotto stress, treni ridotti sulla Borgo San Lorenzo-Pontassieve LEGGI ANCHE Sicurezza, in arrivo settanta nuovi poliziotti in Liguria L’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni non l’ha presa bene. Appena ricevuta la comunicazione ha convocato un incontro urgente con i sindaci dei territori interessati e ha chiesto a Rfi e Trenitalia “interventi rapidissimi, informazioni costanti e la massima attenzione verso i pendolari”. Ma soprattutto ha usato parole dure: “Ritengo inaccettabile il modo nel quale la Regione è stata informata della criticità che si stava verificando”. Insomma, non solo il problema tecnico. Anche il fatto che la Regione sia stata avvisata all’ultimo momento, senza margini per organizzare alternative decenti. Sicurezza sì, ma anche rispetto per i pendolari “La sicurezza viene prima di tutto”, ha detto Boni. “E dunque verifiche tecniche e manutenzioni straordinarie necessarie devono essere fatte”. Fin qui nessuno discute. Il punto è un altro. “Tuttavia ritengo che debba essere non solo garantito un livello di servizio adeguato e civile ai pendolari, con soluzioni alternative e tempestive per chi utilizza ogni giorno questa linea, ma che si debba pensare immediatamente a soluzioni compensative dei disagi che i pendolari subiranno”. Perché il problema vero è questo: chi prende quel treno tutti i giorni per andare a lavorare o a studiare si ritrova con un servizio dimezzato, orari sballati, bus sostitutivi che allungano i tempi di percorrenza. E continua a pagare l’abbonamento pieno. Una linea già martoriata E non è nemmeno la prima volta. Come ha ricordato lo stesso Boni, “questa ulteriore criticità verte su una linea che negli ultimi mesi ha già visto un inizio di incendio, un blocco dei passaggi a livello e uno svio”. Insomma, i pendolari di quella tratta ne hanno già passate parecchie. E adesso ci si mette anche il caldo. Certo, sulla linea sono in corso lavori per 80 milioni di euro. Ma questo non basta a giustificare i continui disagi. “Non è accettabile che chi utilizza il treno ogni giorno per studio o lavoro subisca tutti questi disagi”, ha tagliato corto l’assessore. Richiesti risarcimenti per gli abbonati E qui arriva la parte più concreta. La Regione Toscana ha chiesto con urgenza a Trenitalia “misure compensative per gli abbonati”. Non chiacchiere, soldi veri. O meglio, rimborsi. “Come Regione Toscana comunque garantisco fin da ora che ci faremo garanti della trattativa per ottenere un risarcimento per questo mese, in modo che chi usa quotidianamente il treno possa veder rimborsato il proprio abbonamento di luglio”, ha annunciato Boni. Una mossa che ha senso. Se il servizio non viene erogato come dovrebbe, è giusto che chi paga non ci rimetta di tasca propria. Il caldo che mette in crisi le infrastrutture Questo episodio racconta anche un’altra storia. Quella di infrastrutture non sempre pronte ad affrontare le temperature estreme che ormai sono diventate la norma, non l’eccezione. Le ondate di calore non colpiscono solo le persone. Colpiscono anche strade, ferrovie, reti elettriche. E quando le temperature salgono oltre certi livelli, i materiali soffrono. Le rotaie si dilatano, l’asfalto si ammorbidisce, i cavi elettrici vanno in sovraccarico. Serve ripensare le infrastrutture in chiave climatica. Progettarle per resistere a temperature più alte, a stress termici maggiori. Altrimenti ogni estate sarà così: emergenze, disagi, interventi d’urgenza. Cosa succede adesso? Nei prossimi giorni la circolazione sulla Borgo San Lorenzo – Pontassieve resterà ridotta. I tecnici di Rfi e Trenitalia lavoreranno su rotaie e convogli. I pendolari dovranno arrangiarsi con i bus sostitutivi. E intanto la Regione cercherà di strappare qualche forma di risarcimento per chi ha pagato l’abbonamento e si ritrova con un servizio dimezzato. Non è una soluzione definitiva. Ma almeno è un segnale: i disagi non possono ricadere sempre e solo sulle spalle di chi usa il treno tutti i giorni. Qualcuno deve pagare. E stavolta tocca a chi gestisce il servizio.