Il Consiglio dei Ministri vara una struttura dedicata alla cybersicurezza all'interno del Ministero della Difesa

Il Consiglio dei Ministri vara una struttura dedicata alla cybersicurezza all’interno del Ministero della Difesa

È quanto prevede il disegno di legge sul “rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa nazionale”. L’atto, composto di 15 articoli, rappresenta il primo passo della riforma voluta dal ministro Guido Crosetto

Una struttura dedicata alla cybersicurezza, nuove regole sui risarcimenti per condotte colpose di militari e la definizione de requisiti per le “navi drone” e quelli aerei. È quanto prevede il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri sul “rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa nazionale”. L’atto, composto di 15 articoli, rappresenta il primo passo della riforma voluta dal ministro Guido Crosetto.

La novità principale è rappresentata dalla creazione di un comparto dedicato alla minaccia cyber all’interno della Difesa, una questione che nei mesi scorsi ha suscitato non poche fibrillazioni all’interno della stessa maggioranza e non è un caso che la nota del governo sottolinei come al Capo di stato maggiore spetta la qualifica di “autorità cyber della Difesa e la responsabilità unica dei dati del Ministero, salve le competenze del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’interno, degli Organismi di informazione, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’Ufficio centrale per la segretezza”.

Nasce il nuovo Comando interforze cyber Intel

Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa assume dunque la denominazione di Comando interforze cyber Intel. Istituito, alle dirette dipendenze del Capo di Stato maggiore della Difesa, il Centro interforze di addestramento per il combattimento e per il contrasto alla minaccia ibrida. La struttura sarà retta da un generale di divisione. “Il Centro, con il supporto delle componenti operative e dei Centri specialistici e di addestramento, interforze e di Forza armata – si legge nel ddl – implementa e dirige attività esercitative su scenari complessi orientati anche al contrasto congiunto alla minaccia ibrida”.

Il disegno di legge definisce “lo spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato, il cui perimetro è identificato e aggiornato dal Ministro della difesa”. Istituita inoltre la figura dello specialista cyber militare e previsto un fondo “per l’incentivazione nel settore della cybersicurezza” con una dotazione di oltre 1,5 milioni per il 2027.

L’atto disciplina anche le navi senza equipaggio a bordo

Ma non c’è solo la questione cyber nel disegno di legge. Un capitolo riguarda il risarcimento del “danno ingiusto” causato da condotte colpose da parte di militari. Al netto di quanto previsto dal diritto internazionale, l’azione risarcitoria per gli atti compiuti dal personale delle Forze armate, nei teatri operativi delle missioni all’estero, è promossa direttamente nei confronti del ministero della Difesa o dell’Economia. Nel caso in cui la condotta costituisca reato, l’azione è promossa congiuntamente nei confronti del responsabile e dell’amministrazione di appartenenza.

L’atto disciplina anche le navi senza equipaggio a bordo che saranno considerate navi militari o navi da guerra. Definita anche la nozione di “aeromobile militare senza equipaggio a bordo”, con classificazione, regole di volo e titoli aeronautici demandati a decreto del Ministro della difesa e disciplina estesa ai sistemi in uso al Corpo della Guardia di finanza.

In tema di sicurezza sul lavoro, non vanno considerate tali “le aree in cui si svolgono attività operative, emergenziali o addestrative con impiego di assetti operativi delle Forze armate”. Infine il provvedimento istituisce un Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica militare, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro a decorrere dal 2026, destinato a finanziare progetti di ricerca e sviluppo sperimentale nel settore della difesa.