Smart Road Amt, stangata sul Tigullio: meno autobus e costi più alti per i Comuni Marco Gramigni 21 August 2026 Citizen Mobility Meno corse, più attese e maggiori difficoltà soprattutto per chi vive nelle frazioni: il nuovo piano industriale di Amt preoccupa i sindaci del Tigullio Settembre porta con sé la classica ripartenza, si sa. Scuola, lavoro, ritmi che tornano quelli di sempre. Ma per chi vive tra Chiavari, Rapallo e dintorni, questo settembre porta anche una brutta sorpresa targata Amt. Partiamo dai numeri, che parlano chiaro Per chi non fosse della zona, Amt è l’azienda che gestisce bus e trasporti nell’area genovese, Tigullio compreso. E il suo nuovo piano industriale — il documento che stabilisce come verrà organizzato il servizio nei prossimi anni — non lascia scampo. Guardiamo il Tigullio Centrale, la fascia più penalizzata: si scende da 2.185.000 chilometri percorsi ogni anno a 1.667.000. Fanno 518 mila chilometri in meno, un bel -23%. Praticamente un bus su quattro sparisce dalle strade. Il Tigullio occidentale — Rapallo, Camogli, Portofino, per capirci — perde 231 mila chilometri, il 18% in meno. Mentre il Tigullio orientale, verso Sestri Levante, si ferma a -181 mila chilometri, il 17,7%. Tradotto in parole povere: meno corse, attese più lunghe alla fermata, e chi abita nelle frazioni più sperdute rischia di restare tagliato fuori. E i Comuni? Pagano, e pure parecchio Amt, stangata sul Tigullio: meno autobus e costi più alti per i Comuni LEGGI ANCHE Veneto, 119 mila euro per formare la Polizia Locale: ecco come saranno spesi Qui viene il bello, o il brutto, dipende dai punti di vista. I Comuni del Tigullio versavano ad Amt 3,18 milioni di euro all’anno, cifra bloccata dal lontano 2014. Ora quella cifra sale a 4 milioni tondi. Un balzo del 25,3%, quasi il doppio di quanto si temeva inizialmente. Il motivo? Costi del personale e del carburante saliti alle stelle, incassi dai biglietti mai davvero risaliti dopo il periodo Covid. Un cane che si morde la coda: meno soldi, meno bus, meno passeggeri, meno soldi ancora. Chi ha preso la parola A spiegare la situazione ai sindaci, riuniti nella sede di Città Metropolitana (l’ente che coordina i Comuni dell’area genovese), c’era Simone Franceschi, vicesindaco metropolitano. La linea è chiara: si salvano le corse degli orari di punta, quelle che portano studenti a scuola e lavoratori in ufficio. Non tutti l’hanno presa bene, anzi. Giovanni Anelli, sindaco di Camogli, non usa mezzi termini: “Abbiamo ricevuto i dati quando ormai era troppo tardi per intervenire”. Elisabetta Ricci, sindaca di Rapallo, punta il dito su un altro aspetto, quello delle frazioni: “Il trasporto pubblico locale viene usato sempre di più proprio lì, e sono le zone più esposte ai tagli”. Una nota quasi positiva arriva dalla Fontanabuona, grazie a Paola Repetto, vicesindaca di San Colombano Certenoli, che segnala come la linea 715 tornerà regolare dopo il 31 agosto, terminata la trasformazione provvisoria in linea urbana dovuta alla carenza di bus in Val Bisagno. Resta però il nodo del sabato, che diventerà come la domenica, con corse ridotte all’osso. E la politica, puntuale come sempre, ci mette lo zampino La Lega non perde l’occasione. Il vicesegretario Alessio Piana e il consigliere regionale Sandro Garibaldi attaccano la giunta comunale guidata dalla sindaca Silvia Salis, denunciando: “L’entroterra viene trattato come un parente povero”. Cosa cambia davvero per chi vive lì Alla fine dei conti, la situazione è questa: dal 13 settembre viaggiare in bus nel Tigullio sarà più scomodo. Corse più diradate, weekend sempre più simili tra loro, frazioni isolate che rischiano di restarlo ancora di più. Per chi non ha alternative all’autobus, il pericolo concreto è dover riorganizzare la giornata attorno a orari sempre più striminziti.