Ferrara, riaccesi sei autovelox dopo lo stop di luglio: ecco dove si trovano

Ferrara, riaccesi sei autovelox dopo lo stop di luglio: ecco dove si trovano

Dopo lo stop dello scorso luglio, tornano operativi sei dispositivi per il controllo della velocità sulle strade della provincia di Ferrara. Si tratta di due autovelox e quattro tutor, rimessi in funzione dopo l’adeguamento alle nuove disposizioni. Ecco dove si trovano e quanto è stato investito per riattivarli

C’è chi, passando su certe strade ferraresi negli ultimi mesi, si era un po’ rilassato. Niente scatti, niente lampi improvvisi nello specchietto. E invece no: i controlli sono tornati, tutti quanti, e stavolta con le carte in regola.

Partiamo dai fatti, senza girarci troppo intorno. La Provincia di Ferrara ha speso 120mila euro per rimettere in piedi un pezzo del suo sistema di rilevazione della velocità. Sei apparecchi in totale, spenti da luglio, ora di nuovo operativi lungo alcune delle arterie più battute del territorio.

Dove ricompaiono gli “occhi elettronici”

Due sono velox veri e propri — quelli che scattano la foto sul colpo, un punto solo e via — piazzati sulla Sp25 tra Poggio Renatico e Santa Maria Codifiume, e sulla Sp9, il tratto che taglia tra Bondeno e Casumaro.

Gli altri quattro sono tutor, dispositivo diverso e, diciamolo, più subdolo: non misurano la velocità in un istante ma su un tratto intero, calcolando quanto ci hai messo a percorrerlo tra due telecamere distanti qualche chilometro. Niente scampo nemmeno rallentando solo all’ultimo secondo, insomma. Li trovate su

  • Sp69, la Virgiliana
  • Sp2, nei pressi di Copparo
  • Sp15, via del Mare
  • Sp60, la Gran Linea

Perché erano stati spenti

autovelox
Road Sign Speed Limit 50 Kmh (kilometers per hour) and a modern speed camera (traffic speed monitoring camera) against a clear blue sky in motion with copy space.

Ferrara, riaccesi sei autovelox dopo lo stop di luglio: ecco dove si trovano

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Il contratto e la scadenza

Per rimettere tutto a posto la Provincia ha firmato un contratto da 120mila euro della durata di dodici mesi, con scadenza fissata al 30 settembre 2027. Una cifra niente male, che copre installazione e, verosimilmente, manutenzione dei nuovi impianti per il periodo coperto dall’accordo.

Prima di dare il via libera definitivo, comunque, gli apparecchi sono stati tenuti sotto osservazione per un po’: un periodo di monitoraggio per testarne il corretto funzionamento prima di renderli pienamente operativi. Fase ormai conclusa. Oggi tutti e sei i dispositivi lavorano a pieno regime.

E ora?

Il succo è semplice, anche se qualcuno storcerà il naso: chi per mesi ha preso quelle strade come una specie di zona franca, farebbe bene a togliersi quell’abitudine. I dispositivi sono tornati, sono omologati secondo le nuove regole e — c’è da scommetterci — qualche verbale già sta arrivando nelle cassette della posta di chi non ha resistito alla tentazione di premere un filo troppo sull’acceleratore.